Cronaca

Droga: "spinello 2.0." in una scuola di Torino, 14 minori indagati

Avevano inventato un modo "elettronico" per fumare la marijuana a scuola. Gli studenti gestivano lo spaccio per un giro centinaia di euro al mese

Nadia Francalacci

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“Quando parte Deca, non torna mai con meno di dieci”. Deca, era il soprannome di una delle due ragazzine di sedici anni che gestiva lo spaccio in uno degli istituti superiori del centro di Torino, e dieci erano gli euro che riusciva a guadagnare, al cambio dell’ora, in pochissimi minuti, nel cortile della scuola.

Un vero boss dell’organizzazione e una vera maestra delle vendite di marijuana e hashish. Deca, era considerata dagli altri tredici adolescenti, un modello da imitare per “piazzare” le dosi ai compagni di liceo. A fine mese riusciva a guadagnare diverse centinaia di euro. E come lei anche gli altri membri dell’organizzazione.

A portare sulle tracce di questi ragazzi i carabinieri della Compagnia di Torino San Carlo, è stato un dirigente scolastico del liceo che si era accorto che alcuni studenti avevano nello zaino non solo libri, quaderni e astucci.

“Abbiamo piazzato le telecamere all’interno del cortile della scuola e ci siamo accorti immediatamente degli strani atteggiamenti di questi ragazzi - spiega a Panorama.it, il capitano Vincenzo Carpino, comandante della Compagnia di Torino San Carlo- ma soprattutto che ogni giorno portavano tra le mura scolastiche decine e decine di dosi di marijuana e hashish”.

Ma dove riuscivano a procurarsi la sostanza stupefacente che poi rivendevano a scuola? Da un armadio. Sì, uno degli adolescenti coinvolti, di 17 anni, aveva costruito in casa un “armadio”, un impianto di ventilazione e di illuminazione per coltivare le piante marijuana.

“Il ragazzo aveva comprato quattro pannelli di compensato alti due metri- ci specifica il capitano Carpino- e aveva realizzato una struttura identica ad un armadio larga circa un metro con all’interno dei ripiani, una lampada e un sistema di aerazione per agevolare e stimolare la crescita delle piante”.

Ma oltre all’armadio, il gruppo di spacciatori aveva inventato uno nuovo modo di assumere droga: la sigaretta elettronica all'hashish o alla marijuana, costruita smontando vaporizzatori portatili. In sostanza, bastava scaldare la cannabis e il pennarello-vaporizzatore diventava uno spinello 2.0., simile ad un a sigaretta elettronica. Non solo, le avevano progettate per essere nascoste all’interno dei pennarelli.

“Un modo per evitare e sfuggire ai controlli- specifica il comandante- avevano ridotto le dimensioni in modo tale da poter far rientrare tutto all’interno di pennarelli che conservavano in tutta tranquillità dentro gli astucci o nelle tasche degli zaini”.

I carabinieri della Compagnia di Torino San Carlo hanno eseguito 7 ordinanze di misure cautelari, di cui 1 al regime degli arresti domiciliari, 2 obblighi di presentazione alla polizia giudiziaria, 2 obblighi di dimora, 2 collocamenti in comunità per minori. Altre 10 persone, tra cui anche alcuni minori, invece, sono indagate in stato di libertà, perché responsabili, a vario titolo, del reato di spaccio di sostanze stupefacenti continuato e aggravato dall’aver offerto la sostanza stupefacente a persone di minore età.

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