Domenico Diele, l'attore 31enne che ha investito sulla corsia nord dell'autostrada del Mediterraneo, resta rinchiuso nel carcere di Salerno Fuorni in attesa del braccialetto elettronico. Il gip del Tribunale di Salerno aveva infatti deciso per l'attore gli arresti domiciliari nella sua casa di Roma. Il protagonista delle serie 1992 e 1993 - visto anche in Don Matteo e più di recente in Di padre in figlia - è infatti accusato di omicidio stradale aggravato per la morte di Ilaria Dilillo, sbalzata dal suo scooter dopo essere stata travolta dall'auto guidata dall'artista nella notte tra venerdì 23 e sabato 24 giugno.

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Domenico Diele agli arresti domiciliari

Diele potrà dunque lasciare la Casa circondariale di Salerno per raggiungere l'abitazione romana della nonna. Ma questo avverrà solo quando gli sarà applicato il braccialetto elettronico, che in questo momento non è nella disponibilità delle forze dell'ordine, come ha spiegato l'avvocato della famiglia Dilillo, Michele Tedesco

Attualmente l'attore  è rinchiuso in una cella del reparto transito del carcere di località Fuorni, che divide con altri tre detenuti. "Ho avuto modo di incontrarlo - ha detto il direttore della casa circondariale salernitana, Stefano Martone - è una persona provata da quello che è successo e da quello che ha determinato, lucida però e presente a se stessa, consapevole di quanto è accaduto".

L'incidente provocato dall'attore 

La vittima, Ilaria Dilillo, aveva 48 anni. Dopo una serata trascorsa in compagnia di un gruppo di amici, stava tornando a casa in sella al suo scooter a Salerno quando la macchina guidata dall'attore l'ha violentemente tamponata facendola cadere al suolo. Tra i primi ad arrivare sul luogo dell’incidente, subito dopo l’urto, è stato l’ex concorrente del Grande Fratello 11 Ferdinando Giordano. “Non l'ho riconosciuto, in quei momenti pensi ad altro. Vedevo solo che piangeva. Mi sembrava disperato, diceva qualcosa, pare che si fosse distratto per colpa del cellulare”.

Pochi minuti dopo, sul luogo dell'impatto – a un centinaio di metri dallo svincolo autostradale di Montecorvino Pugliano – è arrivata la Polizia stradale di Eboli. “Da quel momento in poi, Diele non ha detto più una parola. Mi sembrava come se fosse non solo sotto choc ma che si stesse rendendo conto di quello che era realmente accaduto”.

I problemi con la droga e la dipendenza dall'eroina

All’ospedale di Salerno, dov’è stato portato per gli accertamenti di rito, Domenico Diele è risultato positivo sia agli oppiacei che ai cannabinoidi: l’attore inoltre non avrebbe potuto guidare, visto che la sua patente era stata sospesa a causa di un precedente utilizzo di stupefacenti e l’assicurazione dell’auto era scaduta. Eppure era in viaggio verso Roma dalla Calabria, dove aveva partecipato al matrimonio della cugina. Accusato di omicidio stradale aggravato, rischia fino a 12 anni di carcere.

Secondo quanto riporta il Corriere della Sera, Diele ha precisato di non aver sniffato cocaina la sera dell’incidente, anche se ha ammesso i problemi con la droga. “Sono dipendente da eroina ma non sono un criminale. In televisione si parla di me come un assassino drogato: non è così. La droga non centra nulla con l’incidente. Mi sono distratto con il cellulare. Ho un telefonino che funziona male e per cercare di fare una telefonata ho abbassato gli occhi”.

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La carriera, dal film Acab alle serie 1992 e 1993

Sono un entusiasta e cerco di dedicare quanta più energia possibile alla recitazione. È qualcosa che mi coinvolge completamente e cerco di coltivare la passione. Questo poi è un mestiere imprevedibile, un concerto di intenzioni in cui non tutto dipende solo dall’attore”. Così, meno di un anno fa, Domenico Diele si era raccontato a Panorama.it, in occasione della messa in onda de L’uomo che scriveva sull’acqua, il film tv nel quale interpretava un giovane Indro Montanelli.

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Volto pulito e carriera in grande ascesa, era stato lanciato da ACAB - All Cops Are Bastards, il film del 2012 diretto da Stefano Sollima. Nonostante la giovane età, ha recitato con registi come Nanni Moretti, Saverio Costanzo e Maria Sole Tognazzi e partecipato a serie di grandissimo successo, da Don Matteo (nel 2009) a quella su Adriano Olivetti. Solo nell'ultimo anno è stato tra i protagonisti di C'era una volta Studio Uno e Di padre in figlia, record di ascolti su Rai 1, e In Treatment su Sky, con Sergio Castellitto.

Irrequieto, curioso, timido, in una recente intervista ha ammesso che la sua più grande paura è quella di "lasciarsi sopraffare dalle delusioni della vita". Una frase amara, con un sottotesto ancora più malinconico se letto dopo i fatti degli ultimi giorni. Nonostante la dipendenza dalla droga, Diele non ha mai smesso di recitare, collezionanto ruoli che l'hanno fatto amare al grande pubblico. Come Luca Pastore in 1992 e 1993, la serie cult di Stefano Accorsi: "Era un personaggio lamentoso, drammatico, legato a certe corde ostiche e a tratti fastidiose: pensavo che si sarebbe fatto odiare, invece è risultato amatissimo", raccontò a Panorama.it. Il lavoro, in defintiva, per lui era tutto: "Ho soltanto il lavoro, e se da questa vicenda uscirò con la carriera distrutta non avrò più nemmeno quello", ha ammesso subito dopo l'incidente. 



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