Lorenzo Toma "è morto per cause naturali". Lo ha annunciato il procuratore della Repubblica di Lecce, Cataldo Motta, incontrando i giornalisti nel primo pomeriggio per comunicare i risultati degli esami tossicologici sul corpo del 18enne morto domenica 9 agosto nella discoteca Guendalina di Santa Cesarea Terme. "Non è stata rinvenuta alcuna sostanza stupefacente - ha spiegato Motta - né a livello di urine, né di sangue, né nel contenuto gastrico". Al termine dell'autopsia, compiuta lo scorso 11 agosto, il medico legale Alberto Tortorella aveva riferito che Lorenzo era affetto da una cardiomiopatia ipertrofica, una patologia che può causare una morte improvvisa e della quale pare che né lui né i familiari fossero informati.


La direttiva di Alfano

Intanto aumentano i controlli sulle discoteche e il ministro dell'Interno, Angelino Alfano invia una direttiva a questori e prefetti per rafforzare la prevenzione nei luoghi di ritrovo soprattutto nelle ore serali e notturne. Per Lorenzo Toma, intanto, oggi sono previsti i funerali, alle 17.30 nella chiesa di San Giovanni Maria Vianney come annunciato dagli amici del giovane sul profilo Facebook aperto in suo ricordo. I familiari, tramite un portavoce, hanno annunciato che saranno esequie private, "senza giornalisti e telecamere". Il giro di vite per i locali della movida salentina comunque ci sarà e riguarderà soprattutto la verifica dell'orario di chiusura, attualmente previsto per le 4 nonché il rispetto per i limiti di capienza massima, il più delle volte ignorati dai gestori ai quali sarà chiesta l'attivazione di un sistema di videosorveglianza sia all'interno che all'esterno, collegato con le forze dell'ordine.


Orari da rispettare

"Punteremo da subito - ha spiegato il prefetto di Lecce, Claudio Palombo - a far rispettare gli orari di chiusura a tutti i locali da ballo perché una cosa è che la discoteca chiuda alle 4, un'altra che alle 6.30 stia ancora aperta". A fronte di una presenza stimata nei prossimi giorni in Salento di due milioni di persone, il Dipartimento di polizia provvederà ad inviare ulteriori 140 uomini.

Il gestore del "Guendalina"

"Ho capito subito che era morto, che non c’era piu' nulla da fare. Sono distrutto". Scoppia in lacrime Vincenzo De Robertis, gestore della discoteca Guendalina nel ricordare il momento drammatico dei primi soccorsi prestati a Lorenzo: "Il servizio di sicurezza ha fatto tutto il possibile praticando il massaggio cardiaco ancora prima che arrivasse l’ambulanza, ma ogni tentativo è stato vano".

De Robertis ammette di aver appreso dagli amici del giovane che il malore sarebbe sopravvenuto subito dopo che aveva bevuto qualcosa dal tavolo del privè prenotato con gli amici. "Probabilmente quello che ha bevuto - ha detto - è il cocktail che i ragazzi si preparano col kit che forniamo a chi prenota un tavolo, e che prevede tra l'altro una bottiglia di vodka. Aspettiamo l’autopsia per capire cosa possa essere accaduto. Per quanto mi riguarda, posso solo dire che da sempre collaboro con i carabinieri contro pusher e spaccio di droga nel locale".


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