Sette anni a Berlusconi. "Violenza inaudita, resisterò"

Dopo la pesante sentenza al processo Ruby, ecco la reazione dell'ex premier - La scheda - I 7 paradossi - Tutti i processi di Berlusconi - I numeri - La lettura della sentenza: VIDEO - Il commento di Marina Berlusconi

Un'immagine del processo Ruby (Credits: OLIVIER MORIN/AFP/Getty Images)

Sono bastate 7 ore di camera di Consiglio al collegio (3 giudici, tutte donne) della quarta sezione penale del Tribunale di Milano presieduto dal presidente Giulia Turri ed ai giudici Carmen D'Elia e Orsolina De Cristofaro per emettere la sentenza di primo grado del processo "Ruby" che vede l'ex presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, accusato di prostituzione minorile e concussione.

Silvio Berlusconi è stato condannato a 7 anni per concussione con costrizione e prostituzione minorile con interdizione perpetua dai pubblici uffici. Una condanna addirittura più pesante della richiesta della stessa procura, che era stata di 6 anni.

"E' stata una sentenza attesa, anzi, avevo detto fin da subito che i giudici avrebbero avuto una mano più pesante dei pm...." è stato il primo commento di Nicolò Ghedini, l'avvocato difensore di Berlusconi, che ha preannunciato ricorso in appello.

Da sottolineare che alla lettura della sentenza, ma già in mattinata, al posto del pm Ilda Boccassini si era seduto proprio il Procuratore Capo di Milano, Edmondo Bruti Liberati.

Poche ore dopo arriva attraverso una nota la reazione dello stesso Silvio Berlusconi:

«Ero veramente convinto che mi assolvessero perché nei fatti non c'era davvero nessuna possibilità di condannarmi, e invece è stata emessa una sentenza incredibile, di una violenza mai vista né sentita prima, per cercare di eliminarmi dalla vita politica di questo Paese». Questa, dice Berlusconi, «non è soltanto una pagina di malagiustizia, è un'offesa a tutti quegli italiani che hanno creduto in me e hanno avuto fiducia nel mio impegno per il Paese». E infine: «Ancora una volta, intendo resistere a questa persecuzione perché sono assolutamente innocente e non voglio in nessun modo abbandonare la mia battaglia per fare dell'Italia un Paese davvero libero e giusto».

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