Cronaca

Crimini dell'odio. L'Ue e i social network in campo per dire no

La Commissione europea, Google, Twitter e Facebook insieme per combattere gli "hate crimes", con una piattaforma online

alberto.burba

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Sei stato minacciato sulla tua pagina Facebook perché sei gay? Ti hanno spinto fino a farti cadere mentre eri per strada sulla tua sedia a rotelle? Ti prendono a sberle perché porti il velo o la kippah? Sono reati. Sono crimini dell'odio. Li puoi denunciare. Basta una mail (oscad@dcpc.interno.it) alle forze di pubblica sicurezza e ti daranno una mano per trovare i responsabili.
Al Google Center di Bruxelles, è stato presentato il progetto Facing all the Facts: un'iniziativa europea sostenuta da un network di organizzazioni non governative, enti pubblici e società dell'Information Technology per combattere i cosiddetti crimini dell'odio (Hate Crimes, in inglese). Ossia quei reati legati a violenze commesse ai danni di persone o gruppi sociali per motivi legati a religione, orientamento sessuale, identità di genere, etnia.

Coordinatore del progetto è l'ogn Ceji, un'organizzazione di ispirazione ebraica attiva nella lotta alla discriminazione dal 1991. Obiettivo dell'ente che ha sede a Bruxelles è formare, con training e corsi on-line, le strutture della società civile a monitorare i casi di crimini dell'odio e creare un database comune europeo che possa essere usato dalle istituzioni per garantire la giustizia.

L'iniziativa è finanziata dall'Unione europea e ha tra i suoi partner l'OSCAD, l'Osservatorio per la Sicurezza contro gli Atti Discriminatori presieduto dal prefetto Antonino Cufalo, vicedirettore generale della Pubblica Sicurezza.

Ma cosa è l'OSCAD in concerto? E cosa fa?

“È un ente istituito nel 2010 con l'obiettivo di migliorare le attività delle forze della pubblica sicurezza nella prevenzione e i contrasto dei crimini d'odio e gli atti di matrice discriminatoria”, ha detto a Panorama.it Stefano Chirico, vicequestore aggiunto della Polizia e responsabile della segreteria dell'Osservatorio che si propone per l'Italia di raccogliere le segnalazioni.

Ma quali sono gli ostacoli per una vittima che sente il bisogno di denunciare il sopruso?

“Siamo molto attenti al cosiddetto fenomeno dell'Under-Reporting. Ossia quando le vittime tendono ad avere ostacoli o paure nella denuncia del reato e finiscono con il lasciar perdere, vuoi per insicurezze o per mancanza di fiducia nelle forze di Polizia. Il nostro obiettivo è raccogliere le segnalazioni e, con l'aiuto anche di organizzazioni non governative, fare da tramite tra la vittima e l'ufficio competente per la specifica questione”.

Un esempio pratico: sei gay e vittima di un pestaggio perché andavi a spasso mano nella mano con il tuo partner? Contatta l'OSCAD e loro con l'aiuto di chi conosce bene il problema ti aiuteranno a trovare l'ufficio di pubblica sicurezza più indicato per fare la denuncia.

Facing all the Facts è poi un progetto voluto dalla Commissione europea, che l'ha finanziato da qui al 2018. “L'odio corrode le fondamenta su cui sono costruite le nostre società. Bisogna lavorare per poter discutere e vivere in armonia nonostante i diversi punti di vista senza trattarci come se fossimo eterni nemici”. Così Frans Timmermans, primo vice presidente della Commissione europea, ha dato il suo bene placito all'iniziativa che - oltre all'italiano OSCAD - conta tra i suoi partner anche enti britannici, ungheresi, spagnoli, olandesi, greci, israeliani, belgi.

Tra i partner spiccano poi i tre giganti della Rete: Google, Facebook e Twitter.
Lie Junius, direttrice delle relazioni pubbliche di Google con l'Unione europea, ha detto “Siamo dei grandi supporter della piattaforma on-line ideata dal Ceji per monitorare questi crimini. La collaborazione con la società civile è un importante elemento per le nostre strategie”.
Chiaro il messaggio: l'intesa tra social network, enti pubblici, ong e forze della pubblica sicurezza sarà un'arma in più per combattere la discriminazione.

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