Dopo 10 mesi dal suo arrivo a Genova dall'isola del Giglio, dove era naufragata (il 13 gennaio 2012 facendo 32 morti) il relitto di Concordia ha preso nuovamente il mare per raggiungere la sua ultima destinazione, l'ex Superbacino del porto di Genova dove verrà smantellata. Morirà dunque nella stessa città dove è nata la nave da crociera il cui nome resterà nella storia legata ad una delle più grandi tragedie della marineria italiana.

È arrivata lì stamattina ed è stato già fissato il primo cavo ad una delle dodici bitte che metteranno il relitto in sicurezza. Le operazioni potranno dirsi concluse con il fissaggio completo dei dodici grossi cavi fissati alle bitte della banchina. "Dalla nave saranno recuperati 55 mila tonnellate di acciaio e 2 mila tonnellate di rame" ha detto Ferdinando Garré, amministratore delegato del Consorzio Ship recycling che sta seguendo le operazioni di ormeggio del relitto di nave Concordia. "Alla seconda fase lavoreranno oltre 250 persone ma non prima che la nave venga portata nel bacino a secco dove saranno tolti i cassoni di galleggiamento per essere sostituiti con un unico cassone collegato al Ponte zero". L'operazione di smantellamento della nave "è un'operazione complessa - ha detto Garrè - iniziata quando il relitto era ancora nel porto di Voltri Prà dove è stato alleggerito. In tutto potremo recuperare e destinare al riciclo il 100% dell'acciaio e dei metalli e l'80% di tutto quello che era la nave".

Il viaggio verso il Superbacino

Durante questi mesi in cui è stata ormeggiata al porto di Prà è stata alleggerita di 5700 tonnellate di materiali per un minor pescaggio necessario per entrare nell'ex Superbacino. "L'abbiamo costantemente monitorata - ha detto il responsabile del servizio per la Capitaneria - sia dal punto di vista della sicurezza, sia dal punto di vista ambientale". Con l'aiuto di sei rimorchiatori coordinati da John Gatti, il giovane capo dei piloti del porto che è salito sul relitto, la nave ha lasciato la banchina di Prà iniziando una faticosa navigazione verso l'imboccatura del porto.

Guidata dai rimorchiatori Messico e Genua a prua, stabilizzata da altri sei rimorchiatori, Concordia ha percorso i 700 metri fino all'imboccatura del porto in più di un'ora e mezza. Ha doppiato il faro alle 18 momento in cui Gatti ha dato l'ordine di sganciare uno dei rimorchiatori di stabilizzazione per prendere definitivamente il mare aperto. "Messico e Genua conoscono bene Concordia perché l'hanno assistita anche quando arrivò dal Giglio 10 mesi fa. Quelle di oggi sono manovre delicate, ma la nostra professionalità è nota in tutto il mondo", ha detto un pilota dei rimorchiatori.

È l'ultima volta che Concordia prende il mare, protetta dalla bandiera di San Giorgio che è contemporaneamente simbolo di Genova, simbolo dei Rimorchiatori e del Consorzio che ne cura lo smantellamento. Viaggerà di notte, procedendo a poco piu' di due nodi all'ora e percorrerà le 10 miglia che la separano dall'ex Superbacino dove arriverà poco dopo l'alba di domani in circa 10 ore. Prima di poter entrare nella zona di molo Giano però dovrà attendere che entrino i primi traghetti passeggeri, per disposizione della Capitaneria di porto che ha messo a punto il piano di sicurezza. Una volta entrato il relitto sarà assicurato in banchina con l'intervento di otto rimorchiatori. Qui verrà completamente coperto dai teloni. Le operazioni di smantellamento verranno nascoste, un ultimo omaggio a quella che e' stata davvero una regina del mare. (ANSA).

LEGGI ANCHE: Sul Giglio ancora l'ombra della Concordia

© Riproduzione Riservata

Commenti