Costa Concordia: soldi, sensazioni e speranze. Le tre 'S'

Ecco i significati della fine del viaggio della nave naufragata all'Isola del Giglio - Il relitto è arrivato a Genova

Costa Concordia: soldi, sensazioni e speranze. Le tre 'S'

Nadia Francalacci

-

E’ arrivata. La Costa Concordia ha percorso le sue ultime miglia marine verso la banchina del porto di Pra-Voltri a Genova, dove sarà demolita, pezzo dopo pezzo. Tutti hanno atteso il relitto: il Presidente della Regione Liguria Claudio Burlando e il Presidente delle Autorita' portuali di Genova Luigi Merlo a bordo di una pilotina; il sindaco di Genova Voltri che lo ha aspettato impaziente sotto la canicola; gli abitanti della città che con il suo arrivo non hanno visto una ammasso di lamiere ma bensì una risorsa economica e migliaia di posti di lavoro; i giornalisti di tutto il mondo, i curiosi e mescolati a quest’ultimi, anche alcuni naufraghi e familiari delle vittime.

Tutti insieme a guardare la Costa Concordia, tutti con sentimenti e sensazioni diverse, davanti a quell’enorme scafo reso bicolore dalla ruggine e dalle alghe. Dolore, rabbia, speranza, soddisfazione. A vederla ormeggiata anche il premier Matteo Renzi che ha più volte sottolineato: "L'operazione di recupero della Concordia non era facile, l'ha fatta l'Italia che, quando ci si mette è capace di fare veramente di tutto anche di stupirci in positivo".

Poi, con la soddisfazione e l’attesa, si mescolano i ricordi, la voglia e la necessità di non dimenticare l’inchino più famoso della storia della marineria mondiale sia in termini economici che di dispendio di vite umane.  "Ma il nostro primo pensiero deve andare a quelle 32 vittime - ha detto il presidente del Municipio Mauro Avvenente - tanto che stiamo pensando alla possibilità di intitolare la piazza vicino alla Foranea a quelle persone che hanno perso la vita nel naufragio”.

Ma le banchine e il lungomare di Genova, in queste ore, sono la fotocopia di quelle di Giglio porto nei giorni successivi al naufragio e di mercoledì scorso giorno dell’ultimo saluto dell’isolani al relitto: sono colme di curiosi e turisti. E di commercianti e privati pronti a “sfruttare” l’ultimo passaggio della nave fantasma.  

E così è schizzato il prezzo, fino a duemila euro cash, per balconi, verande e terrazze. Il presidente del Municipio ha invitato tutti "a andare sulle alture, dove si vede tutto benissimo e gratuitamente"  ma il 'mercato del balcone' non conosce stop. I commercianti, ormai da quattro giorni, esibiscono cartelli che avvisano che, domenica, è "tutto aperto" e già da alcuni giorni, i media soprattutto stranieri, propongono liste di domande a sorridenti baristi che si dicono "contenti" per l'opportunità che rappresenta questo evento.

"Beh, i genovesi sono genovesi - s'azzarda a dire uno dei baristi appena interpellati da una televisione tedesca - sono commercianti dentro. Però questo non vuol dire che ci siamo dimenticati l'origine di tutto questo".  Ma intanto si continua a contrattare i prezzo dei balconi vista mare e a triplicare il prezzo delle lattine di Coca cola e bottigliette di acqua naturale.

© Riproduzione Riservata

Commenti