Cronaca

Dopo Corinaldo serve un'epoca feroce

Il "Bestiario" di questa settimana è dedicato alla situazione drammatica dei nostri giovani, spesso tra il disinteresse dei genitori

video discoteca Corinaldo crollo balaustra morti

Giampaolo Pansa

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Forse esiste una sola strada per mettere in riga gli adolescenti protagonisti della strage di Corinaldo, però la rivelerò soltanto alla fine di questo Bestiario. La mia è un’idea pazza, ma del resto è stata pazza la tragedia della discoteca. Una storia che ci è arrivata addosso con la cieca violenza di un cazzotto in faccia. Provocando dolore e rabbia insieme. Dolore per le giovani vite andate perdute. Rabbia per l’assurdità dell’accaduto.

Un irresponsabile spruzzo di gas urticante ha provocato il finimondo. Poi il panico incontrollato ha ucciso cinque adolescenti e una giovane mamma.

La tragedia, insieme al dolore, suggerisce tuttavia qualche domanda su dove sia diretta la società italiana. Non parlo del fatto che siano stati venduti molti più biglietti del dovuto. Nel Paese del lavoro nero senza limiti e dell’evasione fiscale di massa, soltanto un ingenuo al cubo può immaginare che i proprietari di una discoteca non facciano la cresta sui tagliandi d’ingresso per l’ingordigia di guadagnare il più possibile. E perché mai la sicurezza dovrebbe essere il faro che illumina i gestori dell’intrattenimento, quando non lo è per le scuole o per i medici del pronto soccorso? Non lo dico per scusare le scelte dei proprietari della discoteca. Da qualunque parte si esamini l’accaduto, le loro assurde decisioni esigono che paghino con multe che debbono essere salate, molto salate.

La seconda domanda apre un altro scenario. Come è ammissibile che un concerto abbia inizio all’una e trenta di notte e finisca ore dopo? Ecco un interrogativo ancora più perentorio se si pensa che i maggiori fan dell’artista in questione risultano poco più che bambini appena cresciuti e che la partecipazione sembra essere stata organizzata nientemeno che da cinque licei. Che cosa è accaduto nelle famiglie italiane per arrivare ad accettare che figli così immaturi vadano a letto alle quattro del mattino come se fosse un fatto normale?

Altro che riconoscere il bonus bebè o aiuti alle famiglie! Di ben altro c’è bisogno e non costerebbe molto alle casse dello Stato. Il problema sono in primo luogo i genitori, perché è qui che non ci siamo. Avete mai visto coppie con figli al ristorante? La stragrande maggioranza di padri e madri non si parla, sono più interessati al loro telefonino. Quando il cameriere arriva per l’ordinazione, sembrano persino infastidirli perché li distrae da quello che stanno guardando. Come se il maledetto telefonino segnalasse che gli hanno svaligiato la casa. E i figli come si comportano? Qualcuno ha il tablet e gioca, ma la maggioranza vaga per il locale disturbando gli altri clienti, senza che i genitori li ammoniscano per il fastidio che provocano. Che metodo educativo è mai questo? Come sarà possibile che, crescendo, questi figli saranno rispettosi del prossimo, compresi i coetanei e naturalmente gli anziani?

Parlando con amici che hanno figli adolescenti o molto giovani si scopre che quando i loro ragazzi escono di sera i genitori prendono sonno soltanto dopo il loro rientro. Alle quattro, alle cinque di mattina, perché ormai ogni venerdì e sabato sono diventati come le notti di San Silvestro. Molte madri e padri accompagnano i loro ragazzi in discoteca e vanno a riprenderli all’alba e, quando i figli guidano l’auto di casa, stanno in pena per ore. A me sembra che i genitori siano in preda a una specie di follia collettiva, dove non esistono limiti. Mi raccontano di ragazze e ragazzi giovanissimi che rientrano dopo le quattro del mattino, ubriachi al punto di non sapere infilare la chiave nella serratura della porta di casa. E mi sorge spontaneo un interrogativo: quando la vodka, il vino o la birra o chissà quale altro intruglio lascerà il posto alla droga? E quando l’impossibilità di acquistare la dose di cocaina o di eroina trasformerà questi ragazzi in spacciatori? Oppure in prostitute o prostituti? Sappiamo di ragazze quindicenni che si offrono a signori anziani in cambio di somme importanti. Ecco le nuove frontiere del sesso.

La conclusione è dura come una legnata: stiamo assistendo alla distruzione rovinosa di parte dei nostri adolescenti e della nostra gioventù. E la colpa non può ricadere sulla società. La colpa è delle famiglie e anche dello Stato che non mette un freno alla follia di non occuparsi anche del controllo nei luoghi di divertimento che dovrebbe essere ferreo e non approssimativo come si scopre a ogni disgrazia. E tanto per dirla tutta la Repubblica italiana dovrebbe introdurre l’obbligo di iniziare i concerti non oltre le dieci di sera e di chiudere le discoteche alle due di mattina. E chi vuole restare alzato fino all’alba partecipi a feste private.

E per ultimo, parliamo di questi ragazzi e ragazzini e giovani in generale. Sembrano gattini ciechi persi nello schermo dei loro telefonini e dei loro giochi tecnologici. La maggioranza è ignorante, non perde tempo a studiare anche perché molti professori non sono all’altezza del compito e la scuola ha perso valore nella classifica delle cose davvero importanti.

Che cosa servirebbe per riportare tutti con i piedi per terra? Da vecchiaccio che ha visto due guerre, una mondiale e l’altra civile, penso che soltanto un’epoca feroce sarebbe in grado di rinsavirci tutti. Ma potrebbe anche bastare per i ragazzi un anno di severa leva militare obbligatoria e per le ragazze un anno di servizio civile, con l’obbligo primario di assistere gli anziani o persone con handicap. Mi rendo conto di stare scrivendo parole sulla sabbia. So bene che non accadrà nulla. Del resto siamo una repubblica dove si pensa di decidere con un referendum se completare una linea di alta velocità o no. 

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