Condannato per violenza sessuale, è nominato (quasi) giudice

Roberto Del Signore, Pd, condannato con sentenza passata in giudicato, farà parte dell'Ufficio elettorale della Città Metropolitana di Roma

Palazzo Valentini

Palazzo Valentini, sede della Provincia di Roma, che sarà sostituita dalla Città Metropolitana – Credits: Getty Images

Eleonora Lorusso

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E' stato condannato con sentenza passata in giudicato, confermata dalla Cassazione, con l'accusa di violenza sessuale aggravata dall'abuso d'ufficio. Eppure è un "quasi" giudice. Il suo nome è Roberto Del Signore, già dirigente del Dipartimento II della Provincia di Roma, uomo di fiducia di Nicola Zingaretti, già a capo della Provincia di Roma e ora governatore della Regione Lazio.

Del Signore è stato infatti nominato, lo scorso 4 settembre, membro supplente dell'Ufficio Elettorale della Città Metropolitana, che si occuperà dei seggi per le elezioni del nuovo Ente che sostituirà le Province, abolite di recente. In pratica sovrintenderà all'elezione dei futuri consiglieri metropolitani. Ruolo delicato, al quale vengono chiamate persone che, come indicato dallo stesso Commissario straordinario della Provincia, vengono scelte "tenuto conto dei curricula e delle professionalità possedute".

Chi è Roberto Del Signore

Sulle esperienze politiche di Del Signore in molti non hanno dubbi. Ma è sulle sue vicende giudiziarie che lo hanno visto protagonista che nasce qualche perplessità: esponente di un certo livello del Pd romano, il 27 dicembre del 2010 si dimise dal suo incarico nell'Amministrazione provinciale in seguito alla condanna in Cassazione per violenza sessuale aggravata da abuso d'ufficio.

In sua difesa si schierò - non senza suscitare perplessità e polemiche anche roventi - il Direttore generale, Antonio Calicchia, che disse: "Non ha violentato nessuno. Ha solo tentato di dare un bacetto sul collo a una signorina".

Tra l'altro, solo pochi mesi prima, a giugno, fu il Presidente della Provincia di Roma in persona, Nicola Zingaretti, a nominare Del Signore vicedirettore generale, nonostante ci fosse un fascicolo aperto a suo nome. Immediata la reazione dell'opposizione all'interno di Palazzo Valentini, con un'interrogazione scritta firmata dal vicepresidente del Consiglio, Francesco Petrocchi (Pdl) che scrisse: "Ci domandiamo quale sia, a questo punto, la credibilità di un’istituzione che a parole si schiera sempre contro la violenza sulle donne, che crea addirittura una struttura, come Solidea, con il compito di tutelarle da ogni forma di violenza, e poi nomina al proprio vertice un uomo con una condanna così grave sulle spalle".

nicola zingaretti

Nicola Zingaretti, attuale Governatore della Regione Lazio, in qualità di Presidente della Provincia di Roma nominò Roberto Del Signore come dirigente a Palazzo Vanetini – Credits: Getty Images

Ora, passata la bufera, per Del Signore ecco una nuova nomina, appunto. Una nomina di tutto rispetto, dal momento che, leggendo il decreto Del Rio, si deduce che i membri dell'Ufficio elettorale sono paragonabili a veri e propri giudici, con il compito di sovraintendere il regolare svolgimento dei consiglieri metropolitani. Un compito, insomma, che nelle altre elezioni viene affidato ad un magistrato, in quanto pubblico ufficiale con competenze giuridiche.

A ben vedere e, come riporta AffariItaliani.it, non si tratta neppure dell'unica nomina "che scotta". Tra i membri dell'Ufficio elettorale della Città metropolitana di Roma c'è infatti anche il nome di Marina Vaccari, che ha già un discreto numero di incarichi: è infatti direttore del Servizio "Ufficio e segreteria Giunta e Consiglio" (incarico prolungato lo scorso 28 luglio), oltreché segretario generale "Ufficio Atti deliberativi, Albo Pretorio e Ufficio del Consiglio Provinciale" (che non si riunisce più da un anno e mezzo) e vicesegretario generale. Ma è anche moglie di Walter Verini, deputato Pd dal 2008, in passato giornalista di Paese Sera e L'Unità, nonché collaboratore di Walter Veltroni ai tempi in cui era Sindaco di Roma. Non che questo faccia "curriculum", ovviamente, ma da miccia per nuove polemiche, questo sì. 

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