Conclave - il diario - 12 marzo

Ore 19.41, prima fumata nera

I cardinali tornano nella Cappella Sistina per il secondo giorno del Conclave (Credits: Epa/Osservatore Romano)

Ignazio Ingrao

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“Extra omnes”: alle 17.30 precise, il cerimoniere pontificio, monsignor Guido Marini, “intima” il  “fuori tutti” e chiude la porta della cappella Sistina. Inizia il conclave per l’elezione del 266 ° successore di Pietro al soglio pontificio. La giornata si è aperta alle 10 con la solenne Messa “pro eligendo Romano pontifice” celebrata dal cardinale Angelo Sodano. Il decano dei cardinali ha lanciato un appello all’unità e alla riconciliazione: “San Paolo ci insegna che anche tutti noi dobbiamo collaborare a edificare l’unità della Chiesa”. Terminati otto giorni di confronti e discussioni, il collegio cardinalizio, disorientato e diviso dopo i veleni di Vatileaks, sembra deciso a voltar pagina ritrovando armonia e unità di intenti.

Dopo il susseguirsi delle riunioni e delle consultazioni febbrili, arriva il  giorno della preghiera. Sul volto dei 115 cardinali elettori si legge concentrazione ma anche emozione. Al mattino presto tutti gli elettori si sono trasferiti nella Domus Santa Marta dove alloggeranno fino alla fine del conclave, senza tv né telefono, né tantomeno giornali. Dopo pranzo si sono ritrovati nella cappella Paolina. In processione hanno raggiunto la cappella Sistina dove hanno giurato solennemente, uno ad uno, in latino ponendo la mano sul Vangelo: “Et ego Cardinalis spondeo, voveo ac iuro Sic me Deus adiuvet et haec Sancta Dei Evangelia, quae manu mea tango” (“Ed io cardinale prometto, mi obbligo e giuro. Così Dio mi aiuti e questi santi Evangeli che tocco con la mia mano”). Diversi cardinali tradivano l’emozione nella voce. Via via hanno preso posto negli scranni assegnati nella cappella Sistina.    

Pronunciato “l’extra omnes” escono tutti dalla cappella, tranne il cerimoniere Guido Marini e il cardinale Prosper Grech, incaricato di pronunciare la meditazione per i cardinali elettori. Quindi vengono distribuite le schede elettorali e sono estratti gli scrutatori. In piazza, nonostante la pioggia, c’è una discreta folla. Il primo scrutinio, com’era prevedibile, non raggiunge il quorum: si contano i primi “pacchetti” di voti, ma ci sono anche molti “voti di stima” per questo o quel porporato. La fumata nera arriva alle 7.41 e si alza un “nooo” dalla folla. Ora il conclave comincia davvero: i cardinali tornano nella Domus Santa Marta per la cena e per commentare, con discrezione come vuole lo stile curiale, il primo scrutinio. Da oggi si fa sul serio. E i cardinali potrebbero sorprendere il mondo.

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