Gianluca Roselli

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E’ stato uno dei più grandi architetti dell’umanità, fonte d'ispirazione ancora attuale, visti gli edifici che si rifanno al suo stile in tutto il mondo. E ora finalmente, grazie anche all’aiuto della Polizia scientifica, se ne conosce il volto.

Parliamo di Andrea Palladio, nato a Padova nel 1508, definito il più grande architetto della Repubblica di Venezia. Un artista che ha parlato solo con il suo lavoro, visto che ha lasciato per i posteri I Quattro Libri dell’Architettura, pubblicati nel 1570, ma nemmeno un’immagine di sé. Tanto che in campo artistico e culturale il volto del Palladio è da sempre considerato un vero e proprio mistero. Un cold case finalmente risolto alla maniera di Csi, con l’uso delle tecniche più raffinate della Polizia scientifica.

L’azione che ha portato alla soluzione del caso è stato il frutto di un lavoro di squadra che ha visto protagonisti, oltre agli speciali investigatori della Polizia, anche gli storici dell’arte del Palladio Museum e i tecnici della Soprintendenza di archeologia e belle arti di Verona, Rovigo e Vicenza.

I ritratti su cui si è iniziato il lavoro erano 12: tra loro quello di un Palladio giovane proposto dagli inglesi nel 1716 e quello più anziano e calvo del 1733 ad opera di artisti vicentini.

Alla fine, tra comparazioni e incroci, ne sono rimasti prima quattro, poi solo due: un ritratto che faceva parte di una serie di dipinti di Bernardino India (amico del Palladio), e un ritratto scoperto nel 1733 che, all’inizio del Novecento, fu poi comprato da un collezionista russo e portato a Mosca.

Decisivo si è rivelato il lavoro degli investigatori, che hanno lavorato come se si trattasse di un’indagine per scovare un criminale o individuare un latitante. “Prima abbiamo effettuato un confronto fisionomico per eliminare i ritratti che, secondo noi, non sono di Palladio. La tecnica dell’age progression ha poi permesso di scartare il ritratto inglese. Alla fine sono rimasti solo due dipinti con lo stesso volto”, spiega Giampaolo Zambonini, direttore della quarta divisione della Polizia Scientifica, durante la conferenza stampa al ministero dei Beni culturali.  

“Finalmente abbiamo svelato uno dei più importanti misteri dell’arte italiana. Alla soluzione si è arrivati come si dipana la fitta trama di un romanzo giallo”, osserva Guido Beltramini, curatore della mostra “Andrea Palladio. Il mistero del volto”, al Palladio Museum di Vicenza fino al 4 giugno 2017: esposizione che racconta tutte le tappe della vicenda.  

Ma l’esperienza non resterà isolata. La Polizia scientifica, infatti, come rivela il direttore del settore anticrimine Vittorio Rizzi, “sta lavorando su altri ‘cold case’ del mondo dell’arte e della cultura”. Come la ricostruzione del vero volto di Santa Maria Salomè, discepola di Gesù Cristo presente al Santo Sepolcro di Gerusalemme.

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