Cinesi, foto di vita quotidiana
Cronaca

Cinesi in Italia: "La nostra forza? Sacrifici e risparmi"

Il figlio di operai cinesi spiega il segreto del successo della sua gente

Una ciotola di riso al giorno era il suo pasto. E a casa, che poi erano soltanto dei letti sopra il laboratorio fiorentino dova mamma e papà cucivano borse, non c’era la luce e neppure il riscaldamento.

"Non serviva: usavamo le coperte. In quel posto ci stavamo per riposare, guardando al futuro. Noi cinesi sappiamo mettere in prospettiva". Oggi Iacopo Lin, 19 anni, nato in Italia da operai cinesi che non parlano ancora l’italiano, è felice di guidare un’Alfa Romeo spider, si è da poco diplomato e si dà da fare per affrontare, l’anno prossimo, il test d‘ingresso alla Bocconi.

"Ho studiato al Cepu". Si giustifica: "Lo so che è considerata una scuola di serie B, ma negli ultimi anni avevo bisogno di orari flessibili per poter aiutare i miei genitori, a Bari, nella loro attività di import-export. E poi volevo essere più seguito nelle materie commerciali".

Occhi vispi che non perdono un particolare di quanto gli accade intorno, garbo cordiale di chi conosce le buone maniere, Iacopo Lin divora quotidiani (oltre che hamburger) e legge bene tra le righe della politica, di cui ama parlare.

"La Lega nord danneggia quel necessario processo di integrazione tra culture che prima o poi dovrà comunque attuarsi anche in Italia. Tanto vale evitare lo scontro" suggerisce. Scarpe da ginnastica e pantaloni da rapper, anche se preferisce la pastasciutta alla soia, Iacopo conosce bene la comunità cinese, "forse la più razzista tra quelle immigrate", di cui evidenzia pregi e difetti: "Saremo anche delle macchine da soldi con scarso senso estetico" ammette "ma conosciamo il sacrificio e il risparmio. Prima di spendere 300 euro in una borsa ci pensiamo bene. Programmiamo: meglio pensare al domani che assecondare il capriccio di oggi. O no?".

© Riproduzione Riservata

Commenti