Cronaca

Chiuso il Cocoricò: tutte le tragedie nel tempio del divertimento

Il questore di Rimini ha sigillato i cancelli della discoteca dopo la morte per ecstasy di un sedicenne. Ultimo di una lunga serie di drammi

cocoricò-chiude

Redazione

-

Lamberto, la droga che l'ha ucciso a 16 anni, se l'era procurata giorni prima, "per consumarla - scrive il questore di Rimini, Maurizio Improta - in uno spazio emotivo ben definito perché il Cocoricò rappresentava il luogo perfetto dove assumerla". "L'ha assunta per predisporsi psicofisicamente a trascorrere in maniera per lui appropriata l'agognata serata".

È questo il senso del provvedimento che stabilisce uno stop di 120 giorni, quattro mesi da lunedì 3 agosto, per il Cocoricò. Il provvedimento Improta, adottato dopo la morte, il 19 luglio, di Lamberto Lucaccioni di Città di Castello, è stato notificato all'amministratore della Mani Avanti srl, società che gestisce il "Cocco" dal 2015.

Una lista drammatica

Partendo dall'ultimo grave episodio, si ripercorrono tutti gli interventi delle forze dell'ordine e del 118 non solo negli ultimi 2 anni. È una lunga lista di malori, di ricoveri, di morti e di quelle evitate per un soffio. Il 20 dicembre 2004 un 19enne marchigiano morì per abuso di metanfetamine, il 27 novembre 2011 un 18enne si senti' male in discoteca per abuso di droga e subì il trapianto di fegato. Nell'agosto 2012 un 20enne fu ricoverato e si salvò per miracolo. Lo stesso mese una coppia, lei di 20 lui 29 anni, finì in coma per Mdma. Il 20 luglio 2013 una ragazza entrò già in stato comatoso nel locale e le indagini rivelarono che a vendere la droga fu un pierre del Cocoricò. Nel dicembre 2013 un 21enne di Ancona fu ricoverato per droga e alcol. Il 2 gennaio 2014 un napoletano di 32 anni fu trovato morto in hotel e le indagini appurarono che fu ucciso da droga e alcol: la sera prima era stato al Cocoricò. Il 19 luglio Lamberto, ucciso a 16 anni da ecstasy liquida.

Le forze dell'ordine

E poi gli interventi dei carabinieri di Riccione, dagli arresti per spaccio ai furti, alle lesioni personali, alle rapine, spendita di banconote false e violenza sessuale su minore. Quest'ultimo caso nel 2014, quando fu arrestato un napoletano di 32 anni: aveva avvicinato in strada due ragazzi, uno minorenne, appena usciti dalla discoteca e li aveva aggrediti. Quattordici i trasporti in ospedale, oltre ai 14 del presidio medico fisso con ambulanza pagato dalla discoteca. Diverse anche le chiusure e le diffide, compresa quella del maggio 2014 per spettacoli osceni per attori nudi all'interno della discoteca. La prima volta il "Cocco" fu chiuso nel '94, per 60 giorni. Nel documento si fa riferimento anche alla collaborazione con le gestioni "via via scemata" e non sufficiente a fermare lo spaccio, tanto da far percepire la discoteca "come un simbolo degli eccessi".

Provvedimento "esemplare"

"Il provvedimento è stato esemplare", dice il sindaco di Riccione, Renata Tosi. "Pena troppo blanda" per il Codacons, che chiede "ora controlli in tutte le discoteche". "Va rispettato", il commento del deputato Pd Tiziano Arlotti, mentre l'on.Sergio Pizzolante (Ap) parla di misura eccessiva e di "circa 200 persone a casa". I gestori hanno annunciato un eventuale ricorso, mentre sui social network sono numerosi i commenti pro e contro, compreso l'annuncio di una petizione a favore del 'Cocco' su change.org. (Ansa)

© Riproduzione Riservata

Commenti