Cronaca

Chi è Don Gianfranco Formenton, il prete che sfida Salvini

Il parroco di Spoleto da anni lotta contro le politiche migratorie leghiste e secondo il Guardian ora è la Chiesa la vera opposizione di Governo

Don Gianfranco Formenton

Barbara Massaro

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E se la vera opposizione alla politica migratoria di Matteo Salvini e della Lega arrivasse dalla Chiesa e non dalle sinistre?

E' quello che si chiede l'autorevole Guardian in un lungo articolo nel corso del quale sottolinea come in questo momento siano le parrocchie e non il parlamento il luogo privilegiato per parlare d'accoglienza e di antirazzismo.

L'antirazzismo evangelico 

Spinti dalle innumerevoli preghiere rivolte da Papa Francesco per invocare maggior attenzione agli sbarchi e al dramma dei migranti tantissimi parroci in giro per l'Italia stanno cercando di veicolare il messaggio evangelico di pace e accoglienza.

In particolare c'è un prete, Don Gianfranco Formenton, che da anni combatte contro la poetica leghista sul tema dell'immigrazione.

Già nel 2015 fuori dalla parrocchia di Sant’Angelo in Mercole a Spoleto che guida da 33 anni aveva affisso un cartello che recitava: "In questa chiesa è vietato l’ingresso ai razzisti. Tornate a casa vostra!".

Chi è Don Gianfranco Formenton

Allora Don Formenton aveva commentato: "C’è una violenza inaudita sul tema profughi, è l’emergere delle pulsioni peggiori dell’umana specie, coltivate da questi quattro politici che hanno una memoria storica non più lunga di tre mesi e che fomentano questo odio".

In quel caso la risposta di Salvini non si era fatta attendere: "Forse il parroco preferisce gli affaristi la Mafia Capitale? Preferisce gli scafisti, gli schiavisti, i terroristi? Povera Spoleto e povera Chiesa, se questo è un prete".

Il sacerdote aveva quindi rincarato la dose osservando: "Noi dobbiamo scegliere se prendercela con i più poveri oppure con i furbi che hanno causato ciò. Purtroppo quest’ultimi sono lì ad indicarci i nemici di turno. Hanno fatto così HitlerMussolini e lo stanno facendo anche la Lega e CasaPound che hanno compreso quanto in questo modo si raccolgano consensi. Mi creda, ormai anche nella mia parrocchia c’è pieno di razzisti di qualsiasi parte politica".

Questo accadeva nel 2015, ma da allora il Don, di origine venete ma a Spoleto sin dalla sua canonizzazione, non ha mai smesso di ribadire quanto la Chiesa abbia il dovere evangelico di portare il messaggio del Cristo alla gente come quando, nel Vangelo di Matteo, Gesù diceva: "Ero straniero e non mi avete accolto. Lontano da me, maledetti, nel fuoco eterno".

Chi la pensa come Don Formenton

Don Formenton non è certo l'unico prete a ritenere che il messaggio biblico di amore e ugaglianza mai come oggi vada ribadito e messo al centro di ogni preghiera. A partire da Papa Francesco, passando per Don Ciotti, per l'arcivescovo di Milano Mario Delpini per arrivare a Don Cosimo Scordato, prete della chiesa di San Francesco a Ballarò, sono decine gli uomini di Chiesa che combattono a suon di omelie contro la linea politica che va per la maggiore in Italia. 

Don Gianfranco, al Guardian, ha dichiarato: "Esiste una forza malvagia nel razzismo e Salvini ha contribuito a fare questo. È stato un mago nella coltivazione dell’odio e nella manipolazione della rabbia. Le persone di tutte le età sono diventate razziste a causa del clima in cui viviamo".

Secondo Don Scordato, invece, l'abuso di simboli religiosi da parte di Salvini ricorda la logica mafiosa dei malavitosi che distribuiscono santini alla folla per attirare consensi tra il populino meno in grado di utilizzare strumenti culturali di un certo livello.

La "Fidelity Mess" di Don Formenton

Il problema più grande che ha la Chiesa in questo momento è quello di fidelizzare i fedeli per far sì che la Chiesa torni a essere un luogo di scambio e di dialogo come era in origine.

Don Gianfranco in questo crede molto e nella sua Spoleto ha inaugurato l'abitudine di offrire prosecco e patatine ai fedeli che si fermano a Messa.

L'iniziativa era dello scorso anno e serviva per invogliare i fedeli ad andare in Chiesa durante i mesi estivi sfidando caldo e afa.

Formenton, scout e parroco social, aveva pubblicizzato la sua idea proprio via Facebook promuovendola come "Messa card" in cui si offrono "Ostie&chips" ai fedeli.

Il post recitava: "Attenzione da domenica 2 luglio la Santa Messa domenicale a San Martino in Trignano sarà celebrata alle ore 11, locali climatizzati e, per i possessori della 'Messa Card', aperitivo: prosecco di Conegliano Veneto per i grandi e 'ritagli di ostie & chips' per i più piccoli".

Ovviamente non erano mancate le polemiche e le critiche con chi accusava il prete di mischiare il sacro e il profano invocando perfino il giorno del giudizio.

Don Gianfranco, però, era andato avanti sulla sua strada riempiendo la Chiesa di giovani che a fine Messa facevano la fila per avere il proprio timbro per la Mess card e mangiare patatine insieme agli amici in canonica.

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