Carmelo Abbate

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Non c'è nessun respingimento, per la semplice ragione che nessuna istanza di revisione del processo è mai stata presentata.

Che a questo punto, c'è da scommettere, verrà ufficialmente presentata a breve dai legali di Alberto Stasi, condannato a 16 anni di carcere per l'omicidio di Chiara Poggi.

Il «non luogo a provvedere della Corte d'Appello di Brescia in ordine alla revisione della sentenza irrevocabile di condanna emessa dalla corte d’assise d’appello di Milano in data 17/12/2014 nei confronti di Stasi Alberto» va interpretato e chiarito nei suoi tecnicismi giuridici.

I difensori di Alberto Stasi, Angelo Giarda, Fabio Giarda e Giada Bocellari, non hanno mai presentato istanza di revisione del processo, bensì un sollecito alla procura generale di Milano affinché fosse la stessa procura a valutare se gli elementi raccolti attraverso le indagini difensive fossero idonei a una eventuale istanza (della procura generale) di revisione del processo che ha condannato Alberto Stasi.

Ricevuto il sollecito, la procura generale di Milano ha trasmesso il tutto alla procura di Pavia, che ha aperto un fascicolo di indagine. Intanto, sempre la procura generale di Milano ha trasmesso gli atti alla Corte d'Appello di Brescia.

Attenzione: la procura non ha presentato ufficialmente una istanza. Ed ecco che oggi, la Corte, di fatto risponde alla trasmissione di quegli atti dicendo più o meno questo: in mancanza di istanza io dichiaro il non luogo a provvedere.

Provvedimento assolutamente interlocutorio e non definitivo. Per Alberto Stasi non cambia nulla, tutto come prima.

La differenza tecnica è sottile ma di estrema importanza: i suoi difensori non hanno presentato istanza ufficiale perché avevano a disposizione risultati di indagini di parte, non prove oggettive da presentare a un giudice per chiedere la revisione, come prescrive il nostro codice.

Ma questa istanza arriverà presto, al messimo entro un paio di settimane.

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