Cronaca

Caso "affidi": il collasso della giustizia minorile

Dietro la terribile inchiesta di Reggio Emilia la crisi di un sistema che dovrebbe tutelare i nostri figli

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Daniela Missaglia

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Al centro dell’’orrorifica vicenda di questi giorni, portata alla luce dall’inchiesta “Angeli e Demoni”,  c’è  una ONLUS piemontese dal suggestivo nome Hänsel e Gretel.
Diversamente dal finale della fiaba dei fratelli Grimm, sembrerebbe esistere un ‘sistema’ marcescente in cui tutti erano streghe, della peggior specie, e dove decine di Hänsel e Gretel sono capitolati senza scampo.
Stando a quanto si legge nella cronaca, in attesa di approfondire con documenti e atti, una fitta  trama di giudici onorari, assistenti sociali, psicoterapeuti, case famiglia, politici, affidatari prezzolati, sindaci persino- e chi più ne ha più ne metta -si sarebbe macchiata di una lista lunghissima di reati in cui le vittime sono i soggetti più innocenti ed indifesi per antonomasia, i bambini, sottratti ai loro genitori e, in alcuni casi, successivamente abusati.
Superato l’inevitabile shock iniziale, dalla lettura delle notizie che filtrano dall’inchiesta della magistratura,  emerge come, in Italia, sussista un gravissimo problema: il collasso della giustizia minorile.
Non è bastato lo scandalo del Forteto o quella dei presunti Diavoli della bassa modenese (in realtà mai esistiti), risalenti a ormai venti anni fa,  né le inchieste giornalistiche sull’incompatibilità dei Giudici Onorari dipendenti o soci o consiglieri delle stesse strutture cui vengono affidati i bambini sottratti alle famiglie d’origine. 
Oggi la storia si ripete: uguale e con qualche identico protagonista.
Orrore nell’orrore.

Per risolvere il problema delle incompatibilità, nel 2015 il  Consiglio Superiore della Magistratura, forse incalzato dalle inchieste giornalistiche in corso,  si trovò costretto a diramare una circolare  rimasta però  sostanzialmente lettera morta e questo ha fatto sì che si mantenesse in vita un’Idra malvagia formata da molte teste adagiate su camici di medici, toghe di giudici, occhiali di psicoterapeuti, block notes di assistenti sociali, fasce tricolori di sindaci, tutte strettamente coordinate nel far del bambino carne da macello. 
Il Consiglio dei Ministri n. 59/2019  ha recentemente approvato un disegno di legge di riforma della magistratura onoraria che prevederebbe anche qualche modifica al regime delle incompatibilità.
Ma non credo che sarà così risolutivo.

Oggi siamo di fronte ad una vera e propria emergenza al centro della quale c’è la tutela dei nostri figli.
Nel mirino degli investigatori di “ Angeli e Demoni” pare vi siano psicologi che sottoponevano i bambini ad un vero e proprio “lavaggio del cervello”.
E pazienza se il piccolo non ricordasse esattamente la presunta colpa del proprio genitore, se non riuscisse a  confermare violenze mai subite ma appositamente costruite su di lui, se desiderasse unicamente riabbracciare mamma e papà e stare con loro: quel bambino, per l’Idra a tante teste, era una preda da blandire, ingannare, conquistare, immettere in un motore che per produrre ricchezza necessita proprio del carburante umano dei bambini.
Il denaro come sterco del diavolo che sacrifica pure gli innocenti.  

Eppure lo scandalo non può fermarsi qui: è un imperativo categorico andare oltre questa inchiesta. 
Esiste, più in generale, una rete di connivenze che non si limita ai soggetti oggi inquisiti, ma diventa ‘sistema’ e trova asilo nei Tribunali, ordinari o minorili, purtroppo. 
Un sistema più esteso che coinvolge non solo i servizi sociali e la magistratura (dove i primi diventano giudici onorari e decidono le cause insieme ai giudici di ruolo), ma si dirama presso i centri di neuropsichiatria per l’infanzia e l’adolescenza, le strutture di mediazione familiare, gli psicoterapeuti o psichiatri nominati dai Tribunali stessi, i Consulenti d’Ufficio che assumono poi il ruolo di consulenti di parte (o viceversa).
La vittima entrata in questo tritacarne viene dilaniata da ciascuno di questi ingranaggi e quando si oppone, magari rivolgendosi ad un legale non allineato che ne difende i diritti senza remore, allora il sistema si auto-protegge con modalità subdole ma imbattibili, chiudendosi a riccio fino ad estromettere l’intruso e fagocitare la preda. 
L’auspicio è che ora più voci si levino a tutela della vera indipendenza della magistratura onoraria, per la selezione più scrupolosa dei soggetti di cui si avvale ed a cui presta ascolto, con un controllo più capillare dei centri o strutture che si occupano di minori e famiglie.
Soprattutto deve cadere il velo di omertà che impedisce di vedere come dietro una rete apparentemente rassicurante ruotino interessi economici cospicui, gli stessi che hanno svenduto i bambini di Reggio Emilia, sacrificandoli sull’altare del profitto.

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