Casinò: anche il banco piange

Federgioco accusa il governo di aver varato normative sbagliate che hanno penalizzato i casinò italiani

Casinò

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Nadia Francalacci

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“L’anno appena concluso è stato difficile per l’economia in generale e ha prodotto una forte contrazione dei consumi con conseguenze negative anche sulle attività delle quattro case da gioco autorizzate ”. Ma non è stata solamente la crisi congiunturale a far scattare il segno “meno” davanti ai bilanci dei casinò italiani. Secondo Luca Frigerio, Presidente di Federgioco, il calo degli utili è da imputare soprattutto a scelte normative volute dal governo che hanno pregiudicato non poco i guadagni di tutte le case da gioco: Campione d’Italia, Saint Vincent, Sanremo e Venezia.

“La legge antiriciclaggio che ha messo il limite a mille euro per l’utilizzo del contante ha solamente  agevolato i casinò confinanti,  aggravando così la nostra situazione economia già fortemente penalizzata dalla crisi- spiega a Panorama.it, Luca Frigerio – in Francia, Montecarlo, Croazia Svizzera e Austria il limite delle giocate con denaro contante è decisamente molto più alto. In alcuni si può giocare senza limitazioni fino a 12 mila 500 euro in altri si può arrivare a 30 mila euro”.

In Austria ad esempio non esistono limiti al contante nelle case da gioco. I viaggiatori che entrano nel Paese hanno solamente l'obbligo di dichiarare alle autorità doganali il possesso di contanti oppure assegni a partire da 10 mila euro. Stessa identica situazione per la Francia, dove grava sul giocatore solamente  la registrazione delle operazioni di acquisto o cambio di gettoni con un importo superiore a 2 mila euro. Ovviamente, identificazione di tutti i clienti nel momento in cui accedono ai Casino. Cosa che avviene ormai da anni anche nelle case da gioco Italiane.

Idem, come per Austria e Francia anche per la confinante Svizzera dove c’è l’identificazione dei clienti che effettuano transazioni di importo superiore a 4.033 euro mentre per le transazioni al di sopra dei 12.099 euro scatta anche la registrazione dell’operazione.

Per la Slovenia, invece, l'obbligo per le casse di registrare l'operazione sulla scheda del cliente scatta per importi compresi tra 15.000 e 30.000 euro. Nessuna limitazione al di sotto di 15 mila euro e  tutte le operazioni possono essere effettuate anche per contanti.
Ma non esiste nessun limite anche per cifre più alte. Per importi in contanti superiori a 30 mila euro, infatti,  vige in Slovenia solamente l’obbligo dare comunicazione all'Autorità Governativa dell' Antiriciclaggio entro le 72 ore successive alla giocata.

“I casinò italiani oltre ad avere il limite 1.000 euro sono obbligati all’identificazione e soprattutto alla  registrazione dei clienti che effettuano transazioni di importo pari o superiore a 2.000 euro – puntualizza Frigerio – anche se al momento si tratta di un obbligo non ancora attuabile per mancanza del regolamento governativo. Ma, i nostri casinò  sono obbligati anche a pagare al cliente una vincita superiore ai mille euro con un assegno. E questo sta creando non pochi disagi, non solo ai casinò ma soprattutto al territorio e agli esercizi commerciali”.

Federgioco spiega che in questo modo il cliente non ha la possibilità di spendere immediatamente il denaro vinto e non contribuisce a creare ricchezza nel comune o nell’area dove è ubicata la casa da gioco.
“Il giocatore esce dal casinò con i soldi in tasca ma non può spenderli fino a quando non cambia l’assegno e questo è davvero  un gravissimo limite all’economia locale e nazionale”.  

Ma Federgioco per poter uscire dalla crisi e rendere competitivi i propri casinò in Europa e nel Mondo, ha chiesto al Governo una revisione della legge sul tetto ai contanti. In particolare ha chiesto l’adeguamento a quanto stabilito dalla Comunità europea che ha fissato, lo scorso febbraio, il limite a 7.500 euro.    

“Purtroppo, al di là di qualche rassicurazione di circostanza, il governo non ha voluto ascoltarci e quindi i risultati delle iniziative intraprese sono risultati di scarsa rilevanza- continua il presidente Frigerio - ma lo stesso governo non deve dimenticarsi che le case da gioco italiane sono di proprietà pubblica e i proventi, oltre a garantire posti di lavoro, contribuiscono in modo rilevante alle entrate degli Enti di riferimento come Comuni o Province”.

Anche Ranieri Razzante, presidente dell'Aira , Associazione Italiana Responsabili Antiriciclaggio e consulente della Commissione parlamentare antimafia è concorde con Federgioco sull’innalzamento del limite al contante. “Il limite  deve essere necessariamente innalzato e portato ai livelli europei o quanto meno a 5 mila euro – precisa a Panorama.it, Razzante – non è pensabile e neppure auspicabile, come qualcuno ha proposto, di ridurlo ulteriormente fino a 300 euro. L’Italia è, ad oggi, l’unico Paese ad avere un limite così basso. Credo però che sia fondamentale l’emissione dell’assegno da parte delle case da gioco perché questo rende tracciabile il giocatore che vuole ripulire il denaro sporco”.

Poi Razzante conclude: “Solo attraverso l’assegno, non trasferibile, emesso dal casinò è possibile individuare chi ha giocato e quanto ha vinto, rendendo così trasparenti e tracciabili i movimenti di denaro. L’assegno è l’unico modo possibile per individuare colui che utilizza le case da gioco come lavatrici per ripulire denaro di provenienza illecita ”        

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