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Cronaca

Tensioni tra parenti del boss e giornalisti alla messa in suffragio di Casamonica

Chiesa blindata, ma tutto tranquillo se non alla fine della cerimonia. Il parroco: "A sentire i parenti, il defunto ha fatto del bene" - fotogallery

Dopo le polemiche seguite al funerale di giovedì scorso, blindata la chiesa romana di San Girolamo Emiliani per la messa in suffragio del boss Vittorio Casamonica. Il che non ha impedito alcuni attimi di tensione quando al termine della funzione Luciano Casamonica, nipote del capo clan, si è avvicinato ai giornalisti per parlare prima di entrare in auto: è stato infatti allora che alcune donne della famiglia hanno cominciato a inveire contro i cronisti e a urlare "Fate il vostro dovere!" alle forze dell'ordine, che sono quindi dovute intervenire per separare la schiera di fotografi e cronisti dai parenti, evitando che la situazione degenerasse.

 

Tutto tranquillo invece all'interno della chiesa, come raccontato dal celebrante don Francesco Fissore: "In chiesa sono stati bravissimi tutti. Hanno fatto la comunione, sono venuti poi a ringraziare", ha detto il parroco di San Girolamo Emiliani. Che ha aggiunto: "I Casamonica vengono regolarmente in chiesa quando ci sono le messe per i loro defunti. Sono due anni che io sono qua: li conosco, li vedo ma nulla più. Non ho mai avuto il minimo problema con loro. A sentire i parenti, il defunto ha fatto del bene e io qui come parroco non ho mai visto né sentito niente sul loro conto. Alcuni bambini vengono qui a giocare in parrocchia: sono bravi e tranquilli e nessuno dice 'quelli sono i Casamonica'...".

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