Cronaca

Carta d'identità elettronica: tutti i problemi della rivoluzione mancata

File agli sportelli, tempi lunghi e quel centesimo di troppo che non va giù a nessuno

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Barbara Massaro

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Carte d'identità digitali emesse da un sistema burocratico che ragiona ancora in analogico. E' questa la contraddizione di fondo che determina gli innumerevoli disagi che da Roma a Torino, da Bari a Genova per non parlare dei casi di Palermo e Napoli stanno vivendo i cittadini che hanno richiesto l'emissione della Carta d'Identità Elettronica.

La rivoluzione mancata

Entro il 2018 l'intero sistema anagrafico italiano dovrebbe emettere unicamente il documento digitalizzato, ma in molte città resta ancora un'utopia avere in tempi brevi e al netto di crisi di nervi la card che andrà a contenere, oltre ai dati anagrafici e il domicilio, anche l'impronta digitale, la foto scannerizzata, il codice fiscale, i dati relativi al sistema sanitario nazionale e, in alcuni casi, anche le disposizioni relative alla donazione degli organi. Si tratta di un documento rivoluzionario, sicuro e non clonabile sul quale l'Italia è a lavoro dal 1997 e in via sperimentale dal 2000, ma, nonostante i molteplici stop&go la strada per normalizzare l'emissione della CIE è ancora lunga e complessa.

Come funziona

Per ottenere il documento bisogna recarsi agli sportelli dell'anagrafe del comune di residenza come in precedenza, ma è proprio a questo punto che le cose si complicano.

In molti comuni (Milano, Torino, Roma e Bologna, per esempio) bisogna prendere appuntamento specificando che si tratta dell'emissione della CIE e l'attesa varia da tre settimane a due mesi per il primo appuntamento disponibile.

Solo in caso di provata emergenza (e neppure in tutti i comuni) è possibile chiedere l'immediata emissione del vecchio modello cartaceo, mentre negli altri casi tocca muoversi per tempo e non avere fretta e, in vista dell'estate, le cose andranno peggiorando.

Giunti allo sportello muniti di fototessera bisognerà compilare una serie di moduli e poi l'impiegato dovrà trascrivere i dati cartacei al computer (è stato calcolato che, se per concludere la precedente pratica servivano 15 minuti ora se ne impiegano 30 con il risultato che ogni impiegato non è in grado di terminare più di 6-10 pratiche al giorno) e mandare la richiesta a Roma, perchè solo l'amministrazione dell'anagrafe centrale capitolina emette le CIE.

I problemi maggiori

L'attesa media per ottenere il proprio documento d'identità a casa è di circa 5-6 giorni lavorativi e la carta verrà spedita via raccomandata. Chiaramente se il postino non troverà nessuno in casa bisogna andare a ritirarla presso gli uffici postali determinando ulteriori disagi e lentezze.

C'è poi il capitolo denaro. Al contrario del documento cartaceo la cui emissione era istantanea e costava 5 euro, per ottenere la CIE, tra costi propri e spese di segreteria, si spendono - con differenza da comune a comune - 22,21 euro e intorno a quel centesimo si stanno creando altre surreali polemiche.

A Torino, ad esempio, gli impiegati dell'anagrafe non sono autorizzati a dare il resto e quindi, se non si arriva con il denaro giusto e contato, si deve ricominciare da capo.

Milano, invece, grazie a una circolare di Palazzo Marino, ha deciso di eliminare quel centesimo della discordia e il prezzo da pagare (anche via POS) è di 22,21 euro.

A Napoli, invece, il centesimo lo mette l'ufficio anagrafe che tira un colpo al cerchio e uno alla botte tra chi non ha il centesimo e chi lascia il resto di 4 centesimi e paga 22,25.

Bologna e Firenze sono arrivate a tagliare i costi di segreteria permettendo ai cittadini di portarsi a casa la preziosa tesserina per soli 22 euro, mentre a Bari i contanti sono aboliti e si può pagare solo col bancomat. 

E' capitato, poi, già in diverse occasioni che i terminali che collegano le amministrazioni locali con gli uffici ministeriali andassero in tilt rendendo impossibile inoltrare la pratica. A Bari un simile episodio ha causato addirittura una rissa in un ufficio anagrafe la scorsa settimana, mentre a Milano i cittadini sono stati richiamati due giorni dopo il black-out  per procedere con la richiesta.

A Roma l'attesa per ottenere l'appuntamento arriva a essere di oltre 4 mesi, mentre a Palermo gli uffici non sono neppure attrezzati per la digitalizzazione della carta d'identità e, a 2018 inoltrato, ancora vengono emessi i vecchi formati cartacei.


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