Esclusivo - Parla il Cardinal Scherer

"Il gesto di Benedetto XVI deve farci riflettere. Prima viene la Chiesa, poi le persone"

Benedetto XVI e Cardinal Scherer a San Pietro (Credits: CHRISTOPHE SIMON AFP/Getty Images)

Ignazio Ingrao

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Basco nero, impermeabile, occhiali, un piccola 24ore di stoffa: sembra un prete qualsiasi a passeggio in piazza san Pietro. Invece potrebbe essere il futuro pontefice: il cardinale brasiliano di origine tedesca Odilo Pedro Scherer, 63 anni, arcivescovo metropolita di san Paolo, nonché membro della commissione cardinalizia di vigilanza dello Ior e del consiglio dei cardinali per lo studio dei problemi organizzativi ed economici della Santa Sede. Una figura di grande rilievo del collegio cardinalizio, un punto di riferimento non solo per i prelati sudamericani, e candidato molto forte alla successione di Benedetto XVI.

Si ferma alla Libreria editrice vaticana in piazza san Pietro dove acquista due volumi di riflessioni di Ratzinger e alcune immaginate per l’anno della fede. Sembra la giornata qualunque di un sacerdote, mentre solo a pochi passi da lì, il portavoce del papa, padre Federico Lombardi sta tenendo un’affollatissima conferenza stampa sulle dimissioni del papa e il prossimo conclave. I giornalisti e le tv di tutto il mondo sono assiepate in piazza, ma nessuno riconosce Scherer, “il papabile”. Lui sembra non far assolutamente caso al fatto che i giornali di tutto il mondo lo indicano come un possibile futuro Papa.

Si ferma a commentare con “Panorama” le dimissioni di Ratzinger. Il suo italiano è ottimo, solo con un po’ di accento, parla pacatamente, lo sguardo fermo e sicuro: «Non dobbiamo essere scombussolati per queste dimissioni di Benedetto XVI. E’ un gesto che deve farci riflettere. Ci invita a non mettere mai nulla davanti alla Chiesa. Prima viene la Chiesa, poi vengono le nostre persone, persino la persona del Papa. Questo è l’insegnamento che ci dà Benedetto XVI. Nessun interesse, anche il più nobile, nessuna persona può venire prima del bene della Chiesa».

Gli chiedo se è vero che ancora nel mese dei gennaio Ratzinger gli aveva confermato personalmente la sua visita in Brasile prevista per la Giornata mondiale della Gioventù a luglio: sorride e saluta con un cenno della mano. Il conclave non è ancora iniziato ma i cardinali già preferiscono il silenzio. Soprattutto se sono  tra i candidati.

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