Cronaca

Cancro: approvata in Europa nuova terapia Car-T

Due diversi farmaci curano vari tipi di leucemie e linfomi, dando nuove speranze a quanti non rispondono alle terapie tradizionali oppure hanno ricadute dopo le cure

Ricercatrice

Marta Buonadonna

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Un approccio innovativo e ricco di promesse per combattere i tumori consiste nell'insegnare alle cellule del paziente a riconoscere quelle malate. Dopo il parere favorevole per due farmaci, espresso dal Comitato per i medicinali per uso umano dell'Ema, agenzia europea del farmaco, a fine giugno, ora la Commissione Europea li ha autorizzati all'immissione al commercio. Si tratta del tisagenlecleucel (nome commerciale Kymriah, rodotto da Novartis) per il trattamento della leucemia linfoblastica acuta (LLA) a cellule B nei pazienti pediatrici e fino ai 25 anni di età e il linfoma diffuso a grandi cellule B (DLBCL) negli adulti, per le forme che non rispondono alle terapie tradizionali. L'altro farmaco, autorizzato nei paesi UE più Norvegia, Islanda e Liechtenstein, è l'axicabtagene ciloleucel (prodotto da Gilead) per il trattamento di pazienti adulti con linfoma diffuso a grandi cellule B e con linfoma primitivo del mediastino a grandi cellule B, recidivanti o refrattari. 

Armare il sistema immunitario

Il principio in base al quale funzionano questi farmaci consiste nel prelevare i linfociti T del paziente, un tipo di cellule del sistema immunitario, modificarli in modo che possano riconoscere le cellule tumorali e successivamente reinfonderli del paziente dopo averli fatti replicare. La sigla Car sta per recettore chimerico dell’antigene, la proteina sintetica capace di riconoscere e colpire il tumore attivando le cellule del nostro sistema immunitario.

"Questa terapia", commenta spiega Franca Fagioli, presidente dell'Associazione Italiana Ematologia e Oncologia Pediatrica, "offre una speranza di guarigione a un gruppo di pazienti per cui prima non c'era nessuna cura. Per quanto riguarda la leucemia potrebbe funzionare per quel 20% di pazienti su cui i farmaci disponibili non hanno effetto, anche se bisogna ricordare che va somministrata solo in centri altamente specializzati".

Potenzialità e rischi

"Trattamenti innovativi come le cellule Car-T hanno il potenziale di cambiare le prospettive per i pazienti con cancro, ma si accompagnano a nuove sfide scientifiche e normative", aveva commentato Tomas Salmonson, presidente del Comitato dell'Ema che ha dato parere favorevole, in un comunicato diffuso il 29 giugno scorso.

I principali problemi di sicurezza legati alla somministrazione di cellule Car-T sono la sindrome da rilascio di citochine (CRS), che è una risposta sistemica all'attivazione e alla proliferazione di cellule Car-T che causa febbre alta e sintomi simili a quelli dell’influenza, e possibili tossicità neurologiche. Entrambi possono essere pericolosi per la vita e in alcuni casi addirittura fatali. La sindrome da citochine può essere trattata con successo con il farmaco RoActemra (tocilizumab). Il comitato dell'Ema ha infatti raccomandato di aggiungere il trattamento della sindrome da citochine indotto da cellule Car-T come indicazione per questo medicinale.

La portata dell'innovazione

L'approvazione di Kymriah, sviluppato da Novartis, in collaborazione con l'Università della Pennsylvania, da parte della Commissione UE si basa, si legge nel comunicato della casa farmaceutica, "sulla revisione degli unici due studi clinici di registrazione globale Car-T, JULIET ed ELIANA, che includevano pazienti provenienti da otto paesi europei. In questi studi, Kymriah ha dimostrato tassi di risposta forti e durevoli e un profilo di sicurezza coerente in due popolazioni di pazienti difficili da trattare".

Nel 2012, Novartis e Università della Pennsylvania hanno avviato una collaborazione globale per promuovere ricerche, sviluppo e commercializzazione di terapie cellulari Car-T, tra cui Kymriah, spiega sempre Novartis, per il trattamento sperimentale dei tumori. Questa collaborazione tra industria e università è stata la prima nel suo genere nella ricerca e sviluppo dei trattamenti Car-T. La terapia, sottolinea l'azienda, ha ricevuto la designazione di 'medicinale orfano', ed è una delle prime terapie designate come Prime, il programma speciale dell'Ema che velocizza l'iter di approvazione di alcuni farmaci mirati, a ricevere l'approvazione comunitaria.

Sia la leucemia linfoblastica acuta (LLA) a cellule B sia il linfoma diffuso a grandi cellule B sono tumori maligni aggressivi con significative lacune di trattamento per i pazienti. In Europa, la prima rappresenta circa l'80% dei casi di leucemia tra i bambini, e per i pazienti che hanno ricadute in seguito alle terapie standard le prospettive di guarigione sono scarse. "Questo basso tasso di sopravvivenza", spiega Novartis, "si riscontra nonostante i pazienti debbano sottoporsi a più trattamenti, tra cui chemioterapia, radioterapia o trapianto di cellule staminali, e sottolinea ulteriormente la necessità di nuove opzioni di trattamento".

"In Italia si calcola che ogni anno 70-80 pazienti con LLA e circa 700 per l'altra patologia potrebbero beneficiare della terapia", spiega Paolo Corradini, presidente della Società Italiana di Ematologia. "La Car-T è la prima terapia cellulare anti-neoplastica della storia dell'umanità, questa approvazione è la prima di una lunga serie, visto che ci sono sperimentazioni promettenti per molte altre indicazioni". "Da questo momento", conclude Corradini, "il farmaco è reso disponibile ai cittadini europei e gli enti regolatori, l'Aifa in Italia, dovranno negoziarne il costo, come avviene per qualunque altro medicinale".

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