Cronaca

Canadair, istruzioni per l'uso

Franco Gabrielli, capo della Protezione Civile, spiega il lavoro della flotta antincendio, a rischio tagli per il futuro

Due canadair in azione (Credits: AP Photo)

I 120 milioni di euro previsti per la campagna Anti Incendi Boschivi del 2012 probabilmente non saranno sufficienti, vista la mole di lavoro che la flotta area della Protezione civile sta affrontando in queste settimane. Ma l’anno prossimo la campagna potrebbe addirittura non decollare, se saranno attuati i tagli di 85 milioni previsti per il 2013, come denuncia il presidente di Federparchi Giampiero Sammuri, ribadendo le perplessità già espresse dal prefetto Franco Gabrielli, capo della protezione civile.

"I costi fissi, come il contratto per la gestione degli aeri e gli stipendi dei piloti sono prevedibili» ricorda Gabrielli, «ma quello dei carburanti varia in funzione dei voli effettuati. Per non parlare dell’uso delle sostanze ritardanti ed estinguenti: dal 15 giugno all’8 agosto ne abbiamo già usato 114 milioni di litri".

"L’incuria nella prevenzione, la mancata pulizia del sottobosco e delle terre incolte, unite a un inverno e una primavera molto piovosi che ha favorito la crescita di piante che, una volta secche, diventano combustibile per gli incendi - spiega il prefetto - hanno favorito la grande quantità di incendi che stiamo affrontando. Quest’anno, grazie alla buona opera di manutenzione svolta, abbiamo la flotta operativa al cento per cento".

"La lotta agli incendi boschivi per legge spetta alle Regioni - spiega Gabrielli, precisando che al governo restano due competenze - le direttive emanate dalla Presidenza del Consiglio e l’opera della flotta aerea coordinata dal Coau, il Coordinamento aereo unificato della Protezione Civile".

Ogni regione ha una propria flotta aerea per gli interventi antincendio, mentre la Protezione Civile da Roma coordina con il suo Coau, le operazioni della flotta composta da 14 Canadair  (44 equipaggi formati un comandante e un copilota) , 8 aerei Fire Boss (24 piloti), 4 elicotteri S64 (27 piloti, di cui 17 comandanti e 10 copiloti), che sono dislocati in 14 basi in tutta Italia: Genova, Luni-Sarzana (SP), Viterbo, L’Aquila-Preturo, Roma-Ciampino, Foggia, Grottaglie (TA), Lamezia (CZ), Catania, Trapani, Sigonella (CT) , Pontecagnano (SA), Cagliari e Olbia. La flotta è integrata da alcuni elicotteri delle forze armate e del ministero dell’Interno: un CH47 dell’esercito, 3 AB412, uno delle Capitanerie di porto e due dei Vigili del fuoco, 2 AB 212 della Marina Militare e un AB 205 dell’esercito.

Le regole di utilizzo della flotta sono ferree: "Ogni pilota può volare per 6 ore al giorno, per 24 ore alla settimana e per 100 ore al mese. Siamo riusciti a ottenere che i nostri piloti possano volare per 30 ore alla settimana, così abbiamo un giorno in più di lavoro a testa. A volte la gente vede i Canadair andare via e pensa che abbandonino l’intervento: in realtà si tratta di equipaggi che sono in volo dalle 6 di mattina e hanno passato ore ad abbassarsi a pelo d’acqua per caricare d’acqua i serbatoi e poi si sono lanciati in picchiata sugli incendi. E’ obbligatorio rispettare i turni anche per evitare incidenti", sottolinea Gabrielli, ricordando i tre piloti morti negli anni scorsi durante interventi antincendio.

"In sostanza - chiarisce il capo della Protezione Civile - se c’è un incendio a Caltanissetta, intervengono la Forestale, vigili del fuoco e i volontari. Se l’incendio cresce interviene la flotta regionale e, se non basta, la SOU, sala operativa unificata della Regione chiede rinforzi a noi". Questa procedura, secondo Gabrielli, spiega perché a volte nascono polemiche sui presunti ritardi nell’intervento dei Canadair: "Per la riserva dello Zingaro, hanno chiesto il mezzo la mattina e subito glielo abbiamo dato. Ma purtroppo dal tramonto all’alba gli aerei non possono volare. Se gli incendi vengono innescati verso sera, sino alle sei della mattina dopo non possiamo intervenire".

Il prefetto spiega che la Protezione Civile segue tre criteri per decidere le priorità di intervento, tenendo presente che la principale è l’incolumità delle persone: a) la vicinanza di abitazioni, b) la presenza di infrastrutture, c) luoghi in cui non ci sono né case né infrastrutture. Gabrielli ribadisce che la sua flotta interviente su richiesta delle sale operative delle Regioni, ma opera anche in collegamento con la Sala situazione Italia della Protezione civile che è attiva 24 ore al giorno tutti i giorni. «Se riteniamo che in certi casi siano a rischio delle vite umane, i nostri criteri di priorità prevalgono su quelle segnalate dalle sale regionali» spiega il prefetto.

Dal gennaio 2013 la proprietà dei 19 Canadair (sono 19 perché 14 devono essere sempre in linea mentre gli altri sono in  manutenzione) passerà dalla Protezione Civile al Ministero dell’Interno "perché - spiega Gabrielli - è stato deciso che il dipartimento non sia una struttura di amministrazione, ma un struttura di coordinamento. E quindi continuerà a coordinare l’operato della flotta, perché la sua attività coinvolge vari ministeri e le società che gestiscono buona parte della flotta". Come la italo-spagnola Inaer che gestisce i Canadair, dopo aver vinto una gara europea per prendere il posto della Sorem, la società italiana il cui titolare, Giuseppe Spadaccini, è stato coinvolto in una serie di inchieste della Procura di Pescara legate alla sua attività di imprenditore.

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