Bomba alle Poste, i precedenti e i legami con gli anarchici

L'ordigno esploso a Roma è solo l'ultimo di una serie di attacchi. La mappa delle organizzazioni anarchiche italiane

Nadia Francalacci

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Aveva un timer l'ordigno esploso questa mattina nel parcheggio delle Poste di via MarmorataRoma. Secondo quanto trapela dagli investigatori, il pacco era in plastica e aveva dentro due bottigliette con del liquido, probabilmente benzina, e un piccolo timer. 

Un attentato, quello nella Capitale, portato a segno ai danni delle Poste che ricalca altri attentati avvenuti solo pochi mesi fa.

La pista anarchica, anche per l'esplosione avvenuta a Roma, è la prima ad essere presa in considerazione dagli inquirenti per il tipo di ordigno usato e l'obiettivo scelto, le Poste, appunto, già  in passato oggetto di azioni analoghe.

 

I precedenti

A Trento l’8 novembre 2016 un attentato incendiario alle Poste che manda in fumo nove Fiat Panda nuove di zecca, porta la firma degli anarchici.

Come successo anche per altri attacchi gli antagonisti, anche in questo caso, useranno il sito internet "Informa azione" per rivendicare, seppure indirettamente, la propria azione.

Pochi giorni dopo, il 23 novembre 2016, sempre in Trentino Alto Adige, a Rovereto, un nuovo attentato incendiario contro le auto di servizio di Poste Italiane. Ignoti daranno fuoco a 7 Panda parcheggiate in via Parteli.

Su di un muro adiacente viene lasciata la scritta "Poste = Mistral = deportazioni" con riferimento alla compagnia aerea delle Poste incaricata del trasferimento dei profughi da Ventimiglia ai centri di accoglienza.

Attacchi di matrice "anarcoinsurrezionalista", con ordigni posizionati davanti agli uffici postali, sono stati portati a segno in numerose città e regioni d’Italia: in pochi mesi sono state colpite Cagliari, Bologna, Genova e Torino.

Ad oggi gli attentati contro le strutture e le auto delle Poste hanno provocato danni per oltre 100 mila euro.

La mappa dei gruppi anarchici

I gruppi anarco-insurrezionalisti, ormai da alcuni anni, hanno cambiato le loro strategie operative e organizzative: meno centri sociali, molta più attività sul web. Ed è proprio in Internet che, tra siti più o meno palesi, viaggiano messaggi eversivi e inviti alla violenza, è lì che nascono e vengono pianificate le strategie di "attacco" allo Stato.

Tuttavia non mancano gli spazi che vengono tenuti sotto controllo dalle forze di polizia.

A Firenze sono tre quelli che le forze di polizia stanno monitorando: Spazio Liberato, 400 colpi, Collettivo Scienze Politiche.

"Garage anarchico", invece, si trova a Pisa, città universitaria toscana che in passato aveva visto la presenza del circolo anarchico Il Silvestre, già al centro di numerosi blitz e arresti dei carabinieri del Ros.

In Lombardia, nella città di Milano sono tre i centri considerati il punto di riferimento di gruppi eversivi: Il Cantiere, Bottiglieria occupata, Latteria Occupata.

Nel 2015, la polizia fece sgomberare due centri sociali in via Ravenna: il Corvaccio al civico 30 e lo spazio anarchico occupato "Rosa nera" al 40.

In Piemonte, a Torino sono 5 i centri sociali al centro dell'attenzione delle forze di polizia: Askatasuna, Gabrio, Col.Po (Collettivo Politecnico), El Paso, Il porfido e Asilo occupato.

Nella città di Genova i gruppi più attivi sono quelli dei centri Aut Aut, Buridda, Zapata, Terra di Nessuno, Caos.

Nella Capitale, invece, ci sono: Acrobax, Bencivenga Occupato, Ex Snia Prenestina, CS 32.

Nel Nordest attualmente è considerato “a rischio” il centro sociale “Pedro” a Padova, “Spazio anarchico” a Verona, e “El Tavan” a Trento mentre nel Sud, a Napoli, ci sono il centro sociale Insurgencia, Collettivo Autorganizzato Universitario e Centro Studi Libertari L.Michel.

Anche nella città di Bologna ce ne sono 3: Crash, Aula C, TPO (Teatro Polivalente Occupato)

Gli anarchici e il calcio

In alcune occasioni gli scontri tra gruppi anarco-insurrezionalisti e le forze dell’ordine, sono stati supportati da frange estreme delle tifoserie violente di alcuni Club calcistici: Livorno Calcio, Il Cosenza, il Venezia, la Roma, la Lazio e il Bari. Tra tutte queste tifoserie quella più "calda" è quella toscana del Livorno Calcio.

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