Cronaca

Bologna, larve nei formaggi: maxi operazione del Nas

Controllati ristoranti, pasticcerie, mense scolastiche e aziendali in 5 province dell'Emilia Romagna. Sequestrate oltre 40 tonnellate di alimenti

– Credits: Ansa

Le larve nel formaggio o nella farina? Per alcuni ristoranti dell’Emilia Romagna non erano certamente un problema. Mescolate ad altri alimenti e successivamente messe a cottura, sarebbero diventate parte integrante di dolciumi, pizze, biscotti e piatti tipici. Stessa cosa per uova, lieviti, strutto e farine ovviamente scadute e prive di tracciabilità, conservate tra materassi, scooter, pneumatici e ferraglia di vario genere in una discarica che era stata “trasformata” in una dispensa alimentare.

Quarantadue imprenditori della ristorazione sono stati denunciati dai Carabinieri del Nas per carenze igienico sanitarie e possesso di alimenti in cattivo stato di conservazione e invasi da parassiti. L’operazione dei militari dell’Arma nelle province di Bologna, Ferrara, Ravenna, Forlì-Cesena e Rimini, che si è conclusa solo poche ore fa, ha portato al sequestrato oltre 40 tonnellate di alimenti non idonei al consumo e privi di qualunque forma di tracciabilità ai fini della sicurezza alimentare.

“In provincia di Forlì-Cesena in due laboratori di pasticceria, abbiamo sequestrato 5 quintali di alimenti in cattivo stato di conservazione, scaduti e privi di tracciabilità- spiega a Panorama.it, il capitano Umberto Geri, Comandante Carabinieri del Nas di Bologna – mentre in un ristorante abbiamo sottoposto a sequestro 300 kg di carne e pesce congelato dei quali non è stato possibile ricostruirne la provenienza e per di più conservati in condizioni igienico-sanitarie veramente molto precarie”.

Discariche adibite a depositi alimentari

I Carabinieri del NAS di Bologna hanno effettuato nelle cinque province oltre 170 controlli presso ristoranti, pizzerie, bar, esercizi di ristorazione etnica, mense scolastiche ed aziendali e attività dolciarie.

“L’indagine che poi ha portato ad individuare violazioni amministrative a carico di esercenti e ristoratori per un ammontare complessivo di circa 70.000 euro – continua il capitano Geri – è nata circa un mese fa, dopo uno dei controlli che effettuiamo costantemente. In quel caso abbiamo riscontrato alcune irregolarità sulla farina. Così la nostra attività operativa si è concentrata sulle farine e sulla loro tracciabilità".

"Poi, però, nel corso dell'operazione abbiamo scoperto anche dei garage che erano delle vere e proprie discariche, utilizzati come depositi alimentari. All'interno, infatti, tra ferraglia e pneumatici, c'era accatastato di tutto: dalle uova alle farine, dai lieviti alle bevande".

Infatti, nel corso della maxi operazione, i carabinieri hanno scoperto anche la 'truffa' sulla farina biologica.

La farina biologica

“Tra i prodotti sequestrati, c’è anche un grosso quantitativo di farina che veniva riconfezionata e spacciata per farina biologica quando in realtà di biologico non aveva nulla e oltretutto era conservata in condizioni davvero pessime”, conclude il comandante Geri.

Nel corso del blitz, ad un ristorante etnico in provincia di Ferrara sono stati sequestri oltre 400 chilogrammi di prodotti carne e pesce conservati in condizioni igienico-sanitarie davvero precarie; in provincia di Rimini, invece, sono stati ispezionati 12 esercizi di bar, pasticceria e ristorante e a 4 esercenti, sono state contestate violazioni a norme igienico-sanitarie. Stessa cosa anche per 3 esercenti su 15 controllati in provincia di Ravenna. In provincia di Bologna, due esercizi di ristorazione e pasticceria sono stati chiusi.

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