Bimbo di Padova: "Manganelli chieda scusa ai poliziotti"

Un agente ci scrive: "anch'io ho portato via bambini alle madri, ma la Polizia non c'entra nulla...."

Un cartello all'esterno della scuola di Cittadella (Credits: ANSA/ CARLO PERAZZOLO)

Nadia Francalacci

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Dibattiti televisivi, confronti e filmati. Il caso del bambino di Cittadella, Padova, continua a far discutere ed indignare. Dopo l’indignazione di genitori, nonni, insegnanti e psicologi adesso c’è la rabbia di un poliziotto, Maurizio Cudicio, che confessa di essere stato costretto a “fare di peggio” ma che in questa vicenda punta il dito contro il capo della Polizia, Antonio Manganelli: “Il capo della Polizia chieda scusa ai tutti suoi poliziotti” .

La redazione di Panorama.it ha ricevuto e pubblica integralmente la sua lettera.

Panorama.it, mi accingo a scrivere queste mia lettera aperta dopo aver sentito e letto tanti, ma tanti e forse troppi giudizi e interpretazioni inerenti il caso dell’affidamento del minore in provincia di Padova.

Mi sento abbandonato dallo Stato e da parte dei cittadini che a tutti i costi vogliono condannare forse le uniche persone che non hanno nessuna colpa, se non quella di essere al posto di chi avrebbe dovuto capire prima che forse questi casi, dovrebbero essere gestiti in maniera completamente diversa.

Io sono un poliziotto come tanti e grazie al lavoro che amo, sono intervenuto in numerosi casi analoghi dove ho potuto accertare di persona che forse eravamo fuori luogo, ma nonostante ciò, il piu’ delle volte abbiamo risolto con calma e pazienza fatti ancora piu’ gravi di quello di Padova. Io di persona ho "strappato" dal proprio padre un bambino di circa 6 anni e se nella circostanza, fosse stata presente una telecamera, sono sicuro che subito dopo sarei stato messo alla gogna mediatica senza poter ribattere.

Ricordo solo, visto che il fatto è accaduto tanti anni fa, che il giorno dopo sempre in servizio di volante, sono ritornato sul posto e ho spiegato con calma i motivi del mio gesto al padre del bambino e credetemi fosse l’ultima cosa che scrivo, ha capito la mia posizione. Questo è solo uno dei casi che capitano ogni giorno in Italia e tanti colleghi potrebbero scrivere la stessa cosa. Non sono il migliore ci mancherebbe, sono un umile poliziotto come tanti, amo il mio lavoro e se ora sto scrivendo è solo perché non permetto a nessuno di screditare quello che ogni giorno noi operatori delle forze dell’ordine facciamo.

Ho ascoltato attentamente varie trasmissioni televisive, dove era presente un operatore di Polizia che ha cercato di dare delle spiegazioni, ma come tanti avranno potuto constatare, gli sono stati dati pochi secondi per intervenire in diretta e senza lasciargli modo di spiegare, mentre si è puntato molto di più sull'emotività. Rispetto pieno per la mamma e rispetto pieno per il padre, ma forse ci stiamo allontanando dalla verità, quella che forse non sapremo mai e ci dimenticheremo con il tempo, che l’unica persona importante in questi casi è il bambino che forse non ha avuto le attenzioni dovute di una padre e di una madre.

Mi sento di essere vicino alla collega e al collega intervenuti anche se potrò essere impopolare, ma solo dopo un eventuale  giudizio preciso e competente da chi  è preposto a farlo, potrò chiedere scusa al cittadino se i colleghi non saranno stati all’altezza della situazione. Dalle ultime notizie ho saputo che la collega  è stata minacciata di morte, allora anche io mi voglio inserire nella lista “dei cattivi” perché come ho scritto sopra, ho fatto anche di peggio e sono pronto a prendermi tutte le responsabilità.

Sulla frase “VOI NON SIETE NULLA” posso solo  dire che anche io l’ho detta in certi contesti e situazioni al limite nell’overdose di adrenalina, poi però consapevole della mia frase, successivamente ho chiesto scusa senza alcun problema.

Ciò che non riesco proprio a fare, è condividere la posizione del Capo della Polizia Dott. MANGANELLI che subito dopo l’accaduto, forse un po' troppo repentinamente, ha chiesto scusa al popolo Italiano senza un minimo di fiducia a chi ogni giorno lotta per dare sicurezza, talvolta sacrificando anche la propria vita.

Il giorno che su questo caso verrà finalmente fatta chiarezza, voglio che il Capo della Polizia chieda scusa si, ma a tutti i poliziotti.

Ora potrei aggregarmi al carrozzone e disquisire di questo caso, magari affermando che tutta la vicenda sembra ragionata ed organizzata ad arte e tanto altro che già è stato detto, ma non cerco scoop e caro cittadino ti chiedo solamente di avere fiducia in tutti Noi operatori delle forze dell’ordine.

Questo mio pensiero è solo uno tra i tanti espressi da noi poliziotti, concordi però nel supporre che se siamo arrivati a questi punti, alla costante ricerca del poliziotto cattivo, criminalizzato persino a causa dello svolgimento quotidiano e legittimo del proprio mestiere, significa che c'è un meccanismo che punta a tutti i costi a far mantenere le distanze tra Noi Operatori delle Forze dell’Ordine e il Cittadino.

Gli “ONOREVOLI” chiedono scusa e non hanno idea di che cosa si parla, la “MAGISTRATURA” riferisce che c’è stata l’interpretazione  scorretta dell’esecuzione del provvedimento e alla fine chi paga è solo il poliziotto.

Finché avrò vita lotterò per stare al fianco dei cittadini e non meno a quello dei colleghi, che ricordo -a chi lo avesse dimenticato- essere a pieno titolo CITTADINI, sono sicuro che il giorno che scenderemo in piazza insieme per chiedere e pretendere un bene che è di tutti, la sicurezza ed una giustizia celere e funzionante, quel giorno tanti uomini che si credono intoccabili, cadranno come un castello di carte sotto un soffio di vento.  In piazza senza alcun tipo di violenza e con unica arma il cuore”.

Maurizio Cudicio, fondatore di Movimento Poliziotti e Vice segretario Nazionale del sindacato di Polizia ADP/nuova federazione autonoma

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