Bergoglio, il Papa che non teme la folla

Rimane imbottigliato nel traffico come un brasiliano qualsiasi, non si sottrae all'abbraccio della gente, richiama i politici alla responsabilità verso poveri e giovani: Bergoglio a Rio

In aeroporto

L'arrivo di Papa Francesco all'aeropoto di Rio de Janeiro, 22 luglio 2013 – Credits: ANSA /Luca Zennaro

Ignazio Ingrao

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Quattro le “istantanee” della prima giornata del viaggio del papa in Brasile per la Giornata mondiale della Gioventù.

Il pontefice che sale sulla scaletta dell’Airbus 300 dell’Alitalia trascinandosi da solo una borsa piena di carte: proprio come faceva quando era cardinale di Buenos Aires e aveva rifiutato il segretario personale.

Bergoglio che in aereo saluta ad uno ad uno i giornalisti, emozionati e commossi, che lo seguono sul volo papale. L’inviata messicana Valentina Alazraki gli rivolge, a nome di tutti, un saluto chiedendogli, in spagnolo, se si sente tra i giornalisti come Daniele nella fossa dei leoni. E Bergoglio, stando al gioco, risponde che questi leoni non gli sono sembrano poi così feroci. Quindi spiega il senso di questo viaggio per la Giornata mondiale della gioventù in Brasile. Il messaggio che il Papa vuole lanciare è un richiamo alla fede ma è anche un appello sociale. Dobbiamo contrastare la “cultura dello scarto” della quale sono vittime giovani e anziani, ha detto Francesco in aereo. Dobbiamo portare a tutti, a cominciare dai giovani, “la cultura dell’inclusione e dell’incontro” unico vero antidoto ai drammi di oggi, in particolare la disoccupazione e la crisi economica.

La terza fotografia è quella del Papa che, giunto a Rio del Janeiro, sale su una piccola automobile utilitaria per raggiungere il palazzo Guanabara per l’incontro con la presidente Dilma Roussef, ma resta imbottigliato nel traffico, come un brasiliano qualunque. Tuttavia non si sottrae all’abbraccio soffocante della folla, nonostante i rischi per la sicurezza.

La quarta istantanea è l’incontro protocollare con le autorità brasiliane, ma anche quello si trasforma in un dialogo aperto e schietto. Il messaggio del pontefice è un deciso richiamo alla fede e un energico appello sociale alla giustizia e allo sviluppo, proprio nell’interesse dei giovani: “La gioventù è la finestra attraverso la quale il futuro entra nel mondo, e quindi ci impone grandi sfide. La nostra generazione si rivelerà all’altezza della promessa che c’è in ogni giovane quando saprà offrirgli spazio; tutelarne le condizioni materiali e spirituali per il pieno sviluppo; dargli solide fondamenta su cui possa costruire la vita; garantirgli la sicurezza e l'educazione affinché diventi ciò che può essere; trasmettergli valori duraturi per cui vale la pena vivere”.

Bergoglio è una Papa sociale, oltre che “socievole” e le prime parole pronunciate in questo viaggio lo manifestano in maniera chiara. Non sembra preoccupato affatto della sua sicurezza. Le autorità brasiliane invece sì e ci sarà una verifica molto animata nel municipio di Rio de Janerio per chiarire le responsabilità di chi ha lasciato che l’auto del Papa rimanesse imbottigliata nel traffico. Ma soprattutto c’è preoccupazione e timore per l’ordigno inesploso ritrovato nel santuario di Aparecida dove il pontefice si recherà mercoledì 24 luglio. La tensione delle forze dell’ordine sale ancora di più ma il Papa non vuole rinunciare all’incontro con la gente.

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