A 26 anni dalla morte, Ayrton Senna è ancora fonte di ispirazione
Ayrton Senna, campione brasiliano, morto a 34 anni il primo maggio 1994 (Motorsport Images/Ercole Colombo).
A 26 anni dalla morte, Ayrton Senna è ancora fonte di ispirazione
Cronaca

A 26 anni dalla morte, Ayrton Senna è ancora fonte di ispirazione

Il primo maggio 1994 si schiantava in pista il pilota brasiliano. A oltre un quarto di secolo di distanza, la sua fine da eroe epico lo ha portato nel mito. E l'organizzazione che porta il suo nome ha strappato dalla strada 26 milioni di ragazzi meno fortunati di lui.

«Se vogliamo cambiare qualcosa, dovremmo iniziare con i bambini, attraverso la loro istruzione». Questa frase non l'ha pronunciata un alto funzionario delle Nazioni Unite, o un famoso pedagogo, ma un pilota-ragazzo la cui vita è stata troncata in pista 26 anni fa. Primo maggio 1994: Ayrton Senna si schianta in pista in diretta televisiva mondiale mentre è in testa al gran premio di Imola e muore ad anni 34. Chi ha superato questa età, può capire bene quanto siano pochi 34 anni per morire. A più di un quarto di secolo di distanza, c'è ancora una comunità di persone che ogni primo maggio ricorda il campione brasiliano con il sorriso e gli occhi tristi. È una ricorrenza sempre partecipata e composta: ci sono tributi, mostre, pubblicazioni ed eventi per gli anniversari a cifra tonda, c'è un coinvolgimento personale e speciale sempre, ogni anno. Chi era Ayrton Senna per essere così magnetico a 26 anni dalla morte?

Senna fu pilota straordinario, emozionante e velocissimo. Non facciamone una questione per addetti ai lavori, per tutti basti pensare che quando si gioca a stabilire chi sia stato il più grande pilota di tutti i tempi, ancora oggi con una certa timidezza si comparano a Senna due campionissimi come Michael Schumacher e Lewis Hamilton, piloti che hanno vinto il doppio rispetto all'asso brasiliano, eppure il confronto sembra quasi blasfemo.

Il pilota brasiliano ha segnato un'epoca, che poi è diventata l'era di Senna, grazie al suo carisma e con il suo fascino, coinvolgendo tifosi di motori con manovre uniche e attirandone di nuovi per i suoi modi speciali e per la sua vita da copertina. Sportivo impareggiabile, certo, ma non basta, perché Senna è andato oltre il ricordo degli appassionati, per entrare nella cultura e nella società contemporanee, fino alla sua fine da eroe epico che lo ha portato nel mito. Ecco allora che Ayrton Senna non può essere derubricato a eroe sportivo, quale è stato, e rinchiuso nella nicchia dello sport.

Senna è oggi un esempio per chi sta costruendo la propria vita. Innanzitutto, si è impegnato con insistenza, tenacia e fatica per raggiungere ciò che gli premeva, vale a dire fare bene, e sempre meglio, il proprio lavoro. «Driving to perfection» era il suo motto, verso la perfezione. E non si trattava solo di guida. Fare una curva, rifarla ancora, e poi ancora, fare notte in un box con ingegneri e meccanici per sistemare un alettone è proprio come - per chi scrive - rileggere, e rifarlo ancora e incessantemente fino a quando ogni parola sarà al suo posto. Alessandro Manzoni lo ha fatto per i Promessi Sposi, Senna l'ha fatto al volante di una auto da corsa. Raccontare oggi ai più giovani esempi di dedizione in diversi campi è utile, formativo, necessario. Gli adolescenti sono attratti dalle personalità spiccate, positive e negative che siano, e un educatore può fornire loro le migliori che ha sotto mano. Senna può essere un'opzione valida, affascinante, formativa.

Non solo, il brasiliano è stato un uomo capace di dissotterrare i propri talenti: ha scelto lo sport, i motori, e lì è stato impareggiabile. Avrebbe potuto impegnarsi altrove, magari negli affari di una famiglia, la sua, milionaria, o in politica: sarebbe stato un uomo capace di fare la differenza e non è una proiezione romantica, ma una certezza data dalla serietà con cui Senna si è sempre dedicato a ogni attività.

Senna è sempre stato un ragazzo alla ricerca del compimento, come uomo e come professionista: per lui è stato più possibile realizzarsi nel mondo dello sport, restando invece incompiuto, insoddisfatto della sua vita, nonostante successo, fama e conti in banca favolosi. Senna ha avuto chiaro fin da subito che ciò che conta nella vita non sono merito e successo, ma dono e altruismo. Se il fine della vita è il successo, ci si può sentire realizzati, se invece è il dono, ci si sentirà sempre in debito. Così fu per Ayrton.

L'uomo quindi. Un uomo politico, capace di occuparsi della propria gente, attento sempre all'altro. Sia chiaro, in pista un avversario è sempre stato da battere, con la ferocia necessaria. Senna è stato uomo politico in ogni suo gesto, in ogni sua frase, perché ha sempre avuto in mente l'altro, senza dare spazio a gesti benefici spettacolari, ma pronunciando discorsi profondi e capaci di guidare, negli ultimi mesi della sua vita, la nascita di un Istituto educativo oggi grandioso. Le parole e i fatti, Senna si è occupato di entrambi, e questo lo rende credibile e esemplare.

Ecco qualche sua frase, che racchiude il Senna-pensiero: «i ricchi non possono vivere su un'isola circondata da un oceano di povertà, respiriamo tutti la stessa aria, per cui bisogna dare a tutti una possibilità», «ognuno nasce con un potenziale e ha bisogno di opportunità per svilupparlo: la possibilità di accedere all'istruzione e alla formazione adempiono a questo compito», «dobbiamo dare ai figli dei meno abbienti ciò che daremmo ai nostri figli, in modo che possano diventare autonomi». La sua visione del mondo è alla base della nascita dell'Istituto Ayrton Senna, voluto dal campione brasiliano e portato avanti in tutti questi anni dalla sorella, fino a diventare l'ente privato di assistenza più grande del mondo.

L'organizzazione, insignita dall'Unesco del titolo di «cattedra per l'istruzione e lo sviluppo umano», è radicata in Brasile e si occupa di istruzione e formazione, di contrasto dell'abbandono scolastico e di alfabetizzazione. Nell'Instituto si fa scuola e nel pomeriggio c'è la possibilità, per ogni ragazzo, di vivere in un ambiente virtuoso in cui sviluppare pienamente se stessi. Un'opera gratuita con numeri da capogiro: più di 230.000 docenti in 20 anni, 26 milioni di ragazzi strappati alla strada e divenuti studenti. Ogni primo maggio per molte persone è un groppo in gola, un ricordo che riaffiora. Senna ha smesso di vivere prematuramente, ma il suo carisma e la sua azione concreta resistono e continuano a ispirare buoni propositi e nostalgia.

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