Redazione

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Mattinata di pesanti disagi alla circolazione ferroviaria in Italia, soprattutto al Nord, dopo che il traffico dei treni è stato bloccato attorno alle 5 sul nodo di Bologna, per quattro roghi dolosi ad altrettanti pozzetti che alloggiano impianti alla stazione di Santa Viola, periferia ovest della città.

Sul posto sono state trovate scritte "No Tav". La vicenda è seguita direttamente dal procuratore capo di Bologna Roberto Alfonso, che sta valutando l'ipotesi di reato da formulare. Per il ministro dei trasporti Maurizio Lupi è "un nuovo atto terroristico con la Tav". È intervenuto anche il presidente del consiglio Matteo Renzi, che ha rassicurato: "non torniamo a rievocare parole del passato, è in atto un'operazione di sabotaggio e verifichiamo quanto accaduto. Stiamo monitorando la situazione: era accaduto qualcosa di analogo anche se meno impattante nei giorni scorsi in altre citta'".

Quanto accaduto ricorda infatti in maniera speculare, a partire dall'orario dell'azione, i fatti di soli due giorni fa in Toscana. La prima segnalazione è arrivata oggi alla Polfer alle 4,25. Secondo quanto accertato, i quattro pozzetti incendiati stanno nell'arco di una cinquantina di metri. Il luogo del sabotaggio è in via Triumvirato, tra due cavalcavia ferroviari, ed è facilmente accessibile dalla strada. Le scritte "No Tav" sono tre: una a pochi metri dal punto dei roghi e due sui muri di recinzione ai lati della massicciata. In quella più vicina al rogo (a circa tre metri dall'attentato) c'è scritto "TAV" con un punto sotto la 'V' e sotto a una specie di saetta. Quest'ultima scritta è ritenuta sicuramente recente, sulle altre sono in corso accertamenti.

Per gli inquirenti, ad agire sarebbe stato un gruppetto di persone. Gli attentatori avrebbero utilizzato stracci imbevuti di benzina o liquido infiammabile, avvolgendoli ai cavi per innescare i roghi, che hanno interessato punti distanti alcuni metri. Proprio la breve distanza tra gli incendi fa ipotizzare che ad agire sia stato un gruppetto. Nella zona ci sono telecamere, anche se non esattamente nel punto del sabotaggio, ma vista la nebbia di stamattina è probabile che i filmati non saranno di grande aiuto. Gli uffici investigativi di Firenze e Bologna da ieri sono in contatto per condividere le informazioni sugli attentati incendiari alle linee ferroviarie. Il 19 maggio un episodio simile avvenne a Lavino nel bolognese, nei pressi della linea AV Bologna-Milano: furono tranciati alcuni cavi di rame e fibre ottiche, ed incendiati due pozzetti. Vicino fu trovata una scritta "No Tav". Esattamente un anno prima del sabotaggio fiorentino un altro simile a Bologna, sempre alle 5 del mattino, ma questa volta sulla linea convenzionale Bologna-Firenze (non quella ad alta velocità) con il danneggiamento doloso di un pozzetto di cavi di alimentazione del sistema di comando e controllo della circolazione sulla linea tra Bologna Centrale e Bologna San Ruffillo.

Per Virginio Merola, sindaco della città, è "un atto grave e preoccupante. Ricorrere a danneggiamenti e creare disagi a migliaia di utenti delle ferrovie è una strategia di sabotaggio da rigettare e mi auguro che gli autori di tali gesti, che nel corso delle ultime settimane hanno creato problemi al nostro Paese, siano identificati e assicurati alla giustizia quanto prima". Emanuele Fiano, responsabile Sicurezza del Pd, ha spiegato che "c'è un dissenso che corre sotterraneo, c'è una crisi economica che ha esacerbato gli animi, ma non penso che siamo alle soglie di un nuovo periodo come quello degli anni piombo". Proprio oggi cadeva il trentesimo anniversario della strage del Rapido 904. (ANSA).

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