Armi ai curdi? Ecco quando l'Italia ha detto si

A pochi giorni dalla decisione del parlamento ecco tutte le missioni che hanno visto in campo armi o contingenti italiani nel mondo

Sara Dellabella

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La Ue ha deciso per l'invio delle armi ai curdi per la conquista dell'Iraq, l'Italia deciderà in settimana il suo sostegno, convocando le commissioni Difesa ed Esteri (anche se sembra certo l'invio di 23mila kalashnikov ed altri mitragliatori Beretta sequestrati all'oligarca russo Zukhov). Non è la prima volta che il nostro Paese è chiamato ad intervenire negli scenari internazionali. Negli ultimi vent'anni i contingenti italiani hanno preso parte a circa 130 missioni sparse in Afghanistan, Somalia, Libano, Balcani, Iraq. Alcune sono iniziate negli anni '90 e ancora si devono concludere, altre sono durate solo pochi mesi. In molti casi si parla di “operazioni di pace” in territori di guerra, missioni che cambiano pelle e nome con il mutare delle condizioni geopolitiche.

Se l'emergenza vent'anni fa parlava croato o albanese, oggi i territori in cui intervenire sono sopratutto quelli medio orientali dove si incrociano interessi legati alle fonti energetiche di diversi gruppi e con la supervisione attenta dell'occidente.

Di seguito alcune delle missioni che hanno visto la partecipazione del nostro Paese nei contingenti internazionali.

1991 -1993 “OPERAZIONE PELLICANO” - ALBANIA

Dopo la morte avvenuta l'11 aprile 1985 di Enver Hoxha, al comando dell'Albania dalla fine della Seconda Guerra Mondiale ed in seguito ai cambiamenti avvenuti nei Paesi dell'Europa orientale, iniziò anche nel Paese, una fase di trasformazione che vide quest'ultimo bastione stalinista aprirsi alla democrazia.
 Le grandi difficoltà economiche e sociali che attraversavano lo stato balcanico, diedero il via ad un esodo che, nel 1991 rischiava di assumere proporzioni bibliche; i 30.000 profughi già in Italia, erano solo l'avanguardia del "grosso", pronto a salpare non appena fosse stato giudicato conveniente e possibile.
 Il Governo italiano, allora, decise di portare in Albania i primi soccorsi umanitari per scoraggiare l'immigrazione e rimpatriare quanti illegalmente avevano raggiunto le coste italiane. Compito della missione era quindi quello di distribuire ai magazzini di Stato albanesi gli aiuti di emergenza inviati dall'Italia dai porti di Durazzo e di Valona e l'assicurazione dell' assistenza sanitaria generica nonchè‚ la distribuzione di farmaci alla popolazione albanese delle due città.
 Nella prima fase di svolgimento (settembre 1991- marzo 1992), i mezzi dell'Operazione "Pellicano" hanno assicurato il trasporto di 90.659 ton. di generi vari inviati dall'Italia.
 La seconda fase della missione è consistita nella distribuzione di aiuti inviati dalla Comunità Economica Europea (marzo-settembre 1993), seguiti da una ulteriore tranche di aiuti italiani (Pellicano 3 settembre-dicembre 1993).

1997 “OPERAZIONE ALBA”

A metà marzo del 1997 nel mezzo di una crisi economica drammatica l'Albania ha chiesto l'intervento di una forza militare internazionale. Era il periodo degli sbarchi con i gommoni in Puglia di flotte di albanesi in fuga dal loro Stato. Su sollecitazione del governo italiano, l'Onu diede vita alla missione internazionale, affidando per la prima volta la guida di una Forza Internazionale al nostro Paese. L'obiettivo era quello di aiutare il governo albanese a ripristinare un livello minimo di sicurezza, ad indire elezioni e a distribuire gli aiuti.

1998 FYROM – KOSOVO

L'acuirsi dei conflitti tra la Bosnia e l'erzegovina hanno costretto un ulteriore intervento della comunità internazionale. L'Esercito italiano ha contribuito alla costituzione dell'Extraction Force, con un proprio Gruppo Tattico, totalmente atipico per composizione e missione assegnata. L'unità infatti, basata sulla struttura portante dell'8° Reggimento Bersaglieri della Brigata "Garibaldi", era composta da compagnia comando, compagnia fucilieri, squadrone blindo pesanti, squadrone elicotteri d'attacco, compagnia genio, plotone trasmissioni ed una unità per la bonifica di ordigni EOD (Explosive Ordnance Dsposal). Elevati, per esigenze dettate dalla crescente tensione, per gradi successivi, fino alla consistenza di circa 2.700 uomini, avevano avuto il compito iniziale di provvedere all'eventuale evacuazione dei verificatori dell'OSCE (Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa) della Missione KVM (Kosovo Verification Mission) dispiegati in Kosovo prima dell'intervento NATO.

1999 “OPERAZIONE UNAMET”

Timor Est chiede l'indipendenza dall'Indonesia. Ma per il regolare svolgimento del referendum è necessario un contingente internazionale. Dopo lo svolgimento delle elezioni del 30 agosto che ha sancito l'indipendenza, sono infatti cominciati gli scontri, che hanno provocato morti e feriti nel Paese. Quando l'8 settembre vennero uccisi quattro collaboratori locali dell'UNAMET, la Nazioni Unite disposero il ritiro della missione. Con il consenso dell'Indonesia il 15 settembre venne deciso l'invio a Timor Est di una forza militare internazionale: l'INTERFET.

2003 – ANTICA BABILONIA – IRAQ

Nel quadro della Guerra Globale al Terrorismo, una Coalizione anglo-americana ha dato avvio nel mese di marzo 2003 all'Operazione "IRAQI FREEDOM" (OIF) in Iraq. Il 1° maggio 2003 è iniziata la fase "post conflitto", che si pone come obiettivo la creazione delle condizioni indispensabili allo sviluppo politico, sociale ed economico del paese. In tale contesto, il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, con la Risoluzione n. 1483 del 22 maggio 2003, ha sollecitato la Comunità Internazionale a contribuire alla stabilità e sicurezza dell'Iraq e ad assistere il popolo iracheno nello sforzo per l'opera riformatrice del Paese. Attualmente quindici Nazioni, tra cui l’Italia, hanno offerto agli USA "pacchetti di Forze" da impiegare, per l’operazione in atto e nelle aree di responsabilità di CENTCOM. L'Italia partecipa con un proprio Contingente Militare interforze e, alla componente terrestre, è stato assegnato un settore (provincia di Dhi Qar) nella regione meridionale dell'Iraq nell'area di responsabilità della Divisione Multinazionale a guida Inglese. E' durante questa missione che il 12 novembre del 2003, perdono la vita in un attentato alla base italiana di Nassirya 26 carabinieri e due civili. In tutto i feriti furono 58.

2003 – ENDURING FREEDOM – AFGHANISTAN

Dopo l'attacco alle Torri Gemelle nel 2001, gli Stati Uniti hanno avviato un'operazione militare contro il terrorismo islamico. L'Italia partecipa alla quarta fase della missione, quella che prevede l'impiego delle unità di terra al fine di creare un ambiente stabile e sicuro per prevenire il riemergere di focolai di terrorismo, supportare le operazioni umanitarie ed addestrare l'Esercito afgano.

2003 – EUFOR MACEDONIA

E' la prima missione militare partita su impulso della Ue. Ha coinvolto circa 400 uomini di ben 26 nazionalità, la missione ha avuto in forza unità leggere organizzate in 22 nuclei di collegamento leggeri ed otto cosiddetti "pesanti", blindati ed eliportati. E' durata nove mesi.

2004 - NATO TRAINING MISSION - IRAQ

Il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, con la risoluzione 1546 ha restituito, a partire dalla fine di giugno 2004, la sovranità nazionale al popolo iracheno e, su richiesta del Governo provvisorio, ha rinnovato l'autorizzazione alla presenza di una Forza Multinazionale.
 Nell'ambito dell'attività di ricostruzione dell'Iraq, una delle priorità è rappresentata dall'attività di sostegno alla ricostruzione dell'intero "comparto sicurezza" iracheno, sia a livello centrale sia a livello locale. La missione si è conclusa nel 2011.

2005 NILO – SUDAN

Il 9 gennaio 2005 il Governo Sudanese e il Movimento Popolare per la Liberazione del Sudan (Sudan People's Liberation Movement/Army - SPLM/A) hanno firmato a Nairobi in Kenia un accordo di pace (Comprehensive Peace Agreement - CPA) che stabilisce le norme per la divisione del potere tra il Nord ed il Sud del Sudan, il raggiungimento di una spinta autonomia del Sud tra 6 anni (2011), la spartizione delle risorse naturali, la sicurezza del Paese ed il ritiro delle truppe appartenenti alle parti contrapposte dalle aree di occupazione. Accordo che pone fine ad una guerra, iniziata negli anni 80, che ha provocato la morte di centinaia di migliaia di persone. Un accordo che non è stato rispettato e che ha riportato presto l'instabilità nel Paese, tanto da spingere pochi mesi dopo la comunità internazionale ad intervenire. L'Italia partecipa alla missione UNMIS con un Contingente Nazionale a livello Battaglione, denominato Task Force "LEONE", con il compito di concorrere alla costituzione della componente militare della missione.

2005 INDUS - PAKISTAN

E' la missione più breve: un solo mese (come si legge sul sito dell'Esercito Italiano). Nel novembre 2005 è partito dal porto di Civitavecchia un contingente di 250 militari dell’Esercito Italiano per una missione di soccorso e di supporto alla ricostruzione in favore delle popolazioni del Pakistan colpite l’8 ottobre 2005 da un violento terremoto che ha interessato il sud-est asiatico.
 L’operazione è denominata “Indus” e prende il nome dal maggiore fiume del sub continente indiano, l’Indo.
 Il Joint Command Nato di Lisbona coordina l’intervento di contingenti militari sul terreno per avviare la seconda fase di aiuti che prevede il supporto alla ricostruzione delle infrastrutture di base. L’Italia ha assunto l’onere delle operazioni di soccorso e ricostruzione nell’area di Bagh, città di 100.000 abitanti situata circa 100 chilometri a nord-est di Islamabad, nel Kashmir, completamente rasa al suolo dal sisma. Compiti della Task Force “Elefante” saranno quelli di contribuire, in coordinamento con le autorità pakistane, la Nato e le Nazioni Unite, all’attività di soccorso umanitario, al ripristino delle funzioni della rete viaria, allo sgombero delle macerie, all’approntamento di campi per i senza tetto, al ripristino della rete idrica.

2007 “OPERAZIONE EUFOR” - CIAD (AFRICA)

Il Consiglio di Sicurezza (SC) delle Nazioni Unite, con la Risoluzione 1778, del 25 settembre 2007, ha autorizzato il dispiegamento nella Repubblica Centro Africana (RCA) e nella Repubblica del CIAD di un Contingente militare a guida Unione Europea (EUFOR) in supporto alla missione delle Nazioni Unite (MINURCAT). La predetta risoluzione ha conferito all'Unione Europea (UE) per la condotta di un'operazione militare in quei Paesi, con lo scopo di contribuire al processo di stabilizzazione dell'area, mediante lo schieramento di forze militari per la durata di un anno. L'Italia partecipa a questa missione inviando circa cento unità specializzate nella medicina da campo. 

2012 SIRIA

L'Italia partecipa con un contingente militare non armato alla missione Onu UnsMIS in Siria. A seguito delle violazioni dei diritti umani da parte delle autorità siriane, e di gruppi armati appartenenti all’opposizione, il Consiglio di Sicurezza aveva adottato all’unanimità, il 14 aprile 2012, la Risoluzione 2042, con la previsione dell’invio in Siria di un Advanced Team di 30 osservatori in vista del dispiegamento nel Paese di una successiva e più ampia missione di monitoraggio.

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