Cronaca

Amianto killer: tra i militari una strage che supera i caduti in azione

Potrebbero essere oltre 2.500 i morti negli ultimi 20 anni per malattie correlate. L'intervista al Presidente dell'Osservatorio Nazionale Amianto

Nadia Francalacci

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È una strage silenziosa quella dei militari morti per l’amianto. Potrebbero essere oltre 2.500 gli uomini dell’Esercito, Aeronautica Militare, Guardia di Finanza, Carabinieri e Marina Militare che sono deceduti per malattie asbesto correlate negli ultimi 20 anni.
“Si tratta di una cifra che sicuramente non rispecchia la realtà- spiega a Panorama.it Ezio Bonanni, Presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto - in quanto non si ha la possibilità di accedere a tutti i dati relativi ai militari e quindi è una stima, se pur drammatica, ma inferiore a quanto realmente ha inciso sui nostri militari l’impiego di amianto da parte del Ministero della Difesa”.

Secondo le autorità militari, dal 1996 ad oggi, sono 211 gli uomini morti per mesotelioma pleurico a seguito dell’inalazione di fibre di amianto. Nello stesso periodo di riferimento, ovvero negli ultimi vent’anni, i militari morti per azioni militari sono 113.

“La vera guerra dei militari è quella combattuta contro le malattie da amianto- continua a spiegare Bonanni - in Italia muoiono più soldati per essere stati esposti al materiale killer sugli elicotteri, sui carri armati, sulle navi, nei sommergibili e sugli aerei, che combattendo le guerre o partecipando alle missioni nei territori a rischio”.

Ma per l'Osservatorio Nazionale Amianto, i dati rilevati dall'Osservatorio epidemiologico della Difesa fanno emergere solo la punta dell'iceberg. In realtà, il bilancio sarebbe molto più pesante e assieme a questi casi occorre aggiungere quelli relativi agli uomini dei Vigili del Fuoco.

Gli studi

I casi censiti dal RENAM (il registro nazionale dei mesoteliomi), ad esempio, risultano essere 621 ed è comunque sempre una stima prudenziale. Certo è che l'impatto dell'amianto e degli altri cancerogeni, tra i soli dipendenti del Ministero della Difesa e dei corpi di Polizia, potrebbe essere molto superiore ai 2.500 decessi negli ultimi due decenni.

“L'Osservatorio Nazionale Amianto fin dal 2008 ha segnalato come l'amianto, unitamente agli altri cancerogeni, come l’uranio impoverito e agenti patogeni, ha avuto, sta avendo e continuerà ad avere un impatto sul personale del Comparto Difesa e delle Forze di Polizia- puntualizza Bonanni – ed è per questo motivo che la nostra associazione sta combattendo affinché emerga chiaramente questa strage silenziosa”.

L’Ona, infatti, ha istituito al suo interno una sezione dedicata ai militari e appartenenti alla Polizia di Stato che, nel corso della loro attività professionale, sono stati a contatto, direttamente o indirettamente, con l’amianto”.

“Ci sono in corso alcune cause processuali - continua Bonanni – per cercare di far riconoscere il mesotelioma o altre patologie asbesto correlate di cui sono affetti ex militari, come malattia professionale e quindi una conseguenza di un’attività svolta alle dipendenze delle Forze Armate”.

Militari e soccorritori, una strage non riconosciuta

Secondo quanto ha rilevato l’Ona, in Italia sono molti gli ex militari che sono morti o altri ai quali è stata diagnosticata adesso una malattia correlata all’inalazione di fibre di amianto, che hanno prestato soccorso nei terremoti del Belice o del Friuli e che si sono ammalati in seguito a questi interventi.

“Proprio su questo aspetto l’Ona sta combattendo una battaglia su due fronti- conclude Bonanni – il primo di far riconoscere la malattia come conseguenza del soccorso ai terremotati e il secondo, quello di sensibilizzare i soccorritori che oggi sono intervenuti e stanno intervenendo nelle aree terremotate per evitare una strage tra 30, 40, 50 anni”.

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