Maddalena Bonaccorso

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Non si poteva trovare titolo migliore di “Altromare", per la mostra fotografica ospitata dalla Camera dei Deputati nella “Sala del Cenacolo” di Palazzo Valdina (dal 9 al 17 giugno) e che tratta il tema dei migranti, dei loro drammi e delle speranze che nutrono, solcando il mare in cerca di un futuro.

Ed è l’obiettivo di Nino Randazzo, addetto stampa dell’Azienda Sanitaria Provinciale di Palermo ad aver catturato i momenti più drammatici e commoventi dei naufragi e degli sbarchi: un obiettivo non professionale, quasi sempre uno smartphone o un tablet, ma che ha saputo restituire tutta l’emozione di attimi e azioni che toccano il cuore.

“Altromare ci sembrava il titolo giusto “spiega il direttore generale dell’Asp palermitana, Antonino Candela, che ha voluto fortemente questa mostra “per raccontare un mare che è agli antipodi del nostro concetto di divertimento, vacanza e spensieratezza. Un mare che rappresenta la speranza, ma che troppo spesso vuol dire morte, e sofferenza. Randazzo era sempre lì, quando si doveva dare assistenza ai vivi o -purtroppo- contare i morti. E ha voluto testimoniarlo”.

L’ha fatto con 71 immagini suddivise tra 8 “stazioni”, termine che non a caso richiama la Via Crucis: e lungo le tappe di questo cammino si incontrano le storie di bambini, ragazzi e adulti che hanno osato sfidare l’ignoto per approdare in Europa. Molte di queste storie, purtroppo, si sono intrecciate con il destino: quello che ha portato a uno dei più gravi naufragi degli ultimi anni, il 3 ottobre del 2013. Randazzo era l’unico giornalista al molo Favaloro di Lampedusa.

“Ero lì, e ho pensato che la sola cosa che potessi fare era testimoniare” racconta Randazzo “e poi mandare le immagini e i video a tutti i giornali e le televisioni -praticamente- del mondo. Sperando che le mie foto servissero a far riflettere le persone su cosa vuol dire cercare un futuro affrontando le onde del Mediterraneo”.

E proprio questo è il fine ultimo di questa mostra, che è stata realizzata e allestita interamente dalle maestranze dell’ASP palermitana; ente che è da anni in prima linea nel fronteggiare il fenomeno degli sbarchi:”Perché la nostra azienda” spiega ancora Candela “gestisce un territorio enorme, che si estende fino alle isole Pelagie. Quindi siamo noi i responsabili dal punto di vista sanitario sia dei migranti che arrivano a Palermo che di quelli che arrivano a Lampedusa. In tre anni ne abbiamo assistiti 21.102. Noi ci siamo sempre, e sempre ci facciamo in quattro per aiutare tutti”.

Purtroppo non sempre arrivano in tempo: e ogni volta che i medici si arrendono davanti alla morte, spesso di donne e bambini, è un dramma che segna per sempre.”Io non sono più lo stesso, dal 3 ottobre del 2013, il gorno del gravissimo naufragio. Non dimenticherò mai” racconta ancora Randazzo “un bambino biondo di pochi anni, con le scarpe da ginnastica uguali a quelli di mio figlio, che il dottore Pietro Bartolo (il medico protagonista di Fuocoammare, che appare in molti scatti della mostra, ndr) ha trovato purtroppo già cadavere. Quella è la foto che non sono riuscito a scattare”.

Ma poi ci sono ancora le storie a lieto fine, come quella di Kebrat, ragazza trovata ancora viva, quasi sommersa dai morti. Lei ce l’ha fatta, vive in Norvegia ed è la protagonista dello scatto scelto come simbolo della mostra. O quella della piccola Favour, la bambina di 9 mesi rimasta orfana durante la traversata in gommone e sbarcata a Lampedusa praticamente da sola: una sua foto inedita in braccio a Pietro Bartolo è l’immagine di speranza che dà un senso al lavoro di questi medici coraggiosi e di tutti coloro che aiutano gli ultimi del mondo.

La mostra “Altromare”, curata da Nuccia Cammara, è stata inaugurata l'8 maggio a Palazzo Valdina alla presenza, tra gli altri, della Vicepresidente della Camera dei deputati, Marina Sereni; del Sottosegretario di Stato all’Interno, Domenico Manzione; di Federico Gelli, Presidente della Commissione parlamentare di inchiesta sul sistema di accoglienza, identificazione ed espulsione, nonché sulle condizioni di trattenimento dei migranti e sulle risorse pubbliche impegnate; e del Direttore generale dell’Asp di Palermo, Antonio Candela.

Presente, anche, Pietro Bartolo, responsabile del Poliambulatorio dell’Asp di Lampedusa, protagonista tra l’altro del Film “Fuocoammare” di Gianfranco Rosi, recente vincitore dell’Orso d’Oro al Festival del cinema di Berlino. L'esposizione resterà aperta al pubblico dal 9 al 17 giugno, dalle 10 alle 18, con chiusura il sabato e la domenica, ingresso da Piazza Campo Marzio 42.

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