L’alpino ferito che scalerà il Monte Rosa

Luca Barisonzi, carabiniere colpito in Afghanistan, il 26 luglio è salito a quota 4.554. Sui cingoli di una carrozzina

Luca Barisonzi

Fausto Biloslavo

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Se veramente credi in qualcosa nulla è impossibile" annuncia con coraggio Luca Barisonzi su Youtube. Il giovane alpino, costretto dal 2011 a una sedia a rotelle dopo essere stato ferito in Afghanistan, il 26 e 27 luglio tenterà l’impresa di conquistare il Monte Rosa. Vuole raggiungere il rifugio più alto d’Europa, la Capanna Regina Margherita a 4.554 metri di quota, con una carrozzina elettrica cingolata. Una sfida mai compiuta prima
da un tetraplegico. Barisonzi, 24 anni, ha reagito a un destino ingrato e ora vuole scalare il Rosa "per dimostrare agli altri feriti, a tutti i disabili, che possiamo e vogliamo vivere e sognare". In Afghanistan, via internet, aveva conosciuto Sarah, una ragazza americana che è corsa in Italia quando l’alpino rischiava di morire. Oggi è sua moglie, ma il viaggio di nozze è stato rinviato: prima c’è il Rosa, un’impresa da Guinness dei primati.

"Voglio mettermi alla prova per dimostrare che se si desidera qualcosa la si ottiene" dice a Panorama. Al suo fianco Luca Colli, alpinista estremo e soccorritore della Protezione civile. Un elicottero porterà Colli e Barisonzi al rifugio Gnifetti, punto di partenza dell’impresa. Barisonzi affronterà il ghiaccio del Rosa con la "belva", come chiama la carrozzina cingolata con speciali comandi che userà da solo.

L’avventura costa sui 15 mila euro ed è finanziata da una raccolta fondi in rete (www.youtube.com/watch?v=sFZwm , il denaro raccolto servirà per sostenere il Progetto Vita del nuovo centro per i pazienti con lesioni al midollo spinale dell’ospedale Niguarda a Milano). Ai sostenitori viene regalata una maglietta con una grande X sulle prime due lettere di "Impossible": per l’alpino colpito dal piombo talebano tutto è possibile, anche raggiungere il cielo con un dito.

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