Chiara Degl'Innocenti

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Sono trascorsi 50 anni dall'alluvione che stravolse Firenze. A dare il via ai ricordi e alle celebrazioni del 4 novembre il presidente del Consiglio Matteo Renzi: "L'Italia ha tutto per uscire da questa fase difficile che pure oggi è forte se pensate alla drammatica emergenza del terremoto" ma necessita "dello stesso entusiasmo e la stessa energia che caratterizzò quel devastante 1966", ha sottolineato il premier intervenuto a Firenze a palazzo Vecchio. E ancora: "Dobbiamo investire perché l'Arno diventi un amico della città e non sia più un nemico", riferendosi agli ingenti danni che il fiume provocò cinquant'anni fa.

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Paura che chi visse quei giorni ha ancora negli occhi. Così per non dimenticare, oggi a Firenze ospiti del sindaco Dario Nardella si sono riuniti infatti nel Salone dei Cinquecento gli Angeli del fango, i volontari di allora che, 50 anni dopo, sono tornati in città. "Vogliamo fare di tutto un momento di grande ricordo - ha affermato Nardella - nel quale si ricordano coloro che hanno vissuto quell'esperienza ma anche coloro che non vivendola ne hanno tratto ispirazione o lezione. E quindi non ci resta altro che aspettare queste giornate per ricordare, ma soprattutto per impegnarci a non commettere gli errori del passato". 

È seguito il piccolo corteo che ha raggiunto il Ponte alle Grazie per la deposizione in Arno della corona in memoria delle vittime fino alla cerimonia di ricollocazione del restauro dell'Ultima cena di Vasari in Santa Croce, alla presenza del Capo dello Stato, Sergio Mattarella, il quale poi visiterà il giornale La Nazione. Alle 20.30 una fiaccolata sfilerà dalla Basilica di San Miniato al Monte a piazza Santa Croce.

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