Cronaca

Terrorismo: nessuna allerta negli aeroporti

Nadia Francalacci

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Malgrado la minaccia di Isis, malgrado la notizia di un attentato sventato negli Usa con obiettivo un volo di linea, malgrado le parole del ministro degli Interni, Alfano, per il quale il pericolo c'è ed è reale anche da noi per chi si occupa di sicurezza negli aeroporti non ci sarebbe nessun pericolo attentati. I livelli di sicurezza negli scali del Belpaese infattinon sono stati implementati nonostante l’Italia sia considerato uno dei Paesi a rischio. Sono aumentati solamente i controlli su alcuni voli in partenza o in arrivo da aree considerate dell’intelligence “a rischio”, ma in generale gli aeroporti italiani hanno mantenuto i livelli di controllo standard.

Anche gli scali aeroportuali di piccole dimensioni ma che hanno un flusso di passeggeri importante, e per questo possibili “obiettivi”, non hanno innalzato la sicurezza. Ad esempio, l’aeroporto Galileo Galilei di Pisa, numero uno in Italia per i voli low cost, ha lasciato il livello di allerta invariato: “Non ci sono giunte segnalazioni di pericolo o allerta- spiega a Panorama.it, Gina Giani, amministratore delegato della Sat, società di gestione dello scalo toscano – quindi per il momento non abbiamo aumentato i sistemi di controllo e sicurezza che peraltro sono già molto elevati” . Controlli random standard oltre alle consuete misure di sicurezza e controllo effettuate dallo scanner, anche negli aeroporti più importanti del nostro Paese.

Vitagliano Turrà, Direttore aeroportuale Enac di Fiumicino, Roma, è stato innalzato il livello di allerta all’interno degli aeroporti considerando che anche l’Italia è un Paese a rischio attentati?

No, il livello di sicurezza viene innalzato solamente su segnalazione del Ministero dell’Interno e al momento non c’è prevenuta nessuna richiesta in tal senso. Dunque i livelli di controllo e di sicurezza all’interno degli aeroporti italiani non sono stati modificati. Ovviamente può capitare che il Ministero ci segnali di implementare i controlli su alcuni voli in partenza o in arrivo dalle aree considerate “calde”. Ma questo è avvenuto più volte anche in passato, non solo in questi giorni o in queste ultime settimane. Ad esempio. Se il Ministero dell’Interno ci chiede di innalzare il controllo su un aereo in partenza verso un Paese considerato a rischio, gli operatori della sicurezza aeroportuale sottoporranno i passeggeri non solo al controllo di sicurezza al momento del check-in, al controllo manuale e all’apertura del bagaglio a mano, ma verranno sottoposti nuovamente al controllo personale e del bagaglio direttamente al gate, quindi pochi istanti prima di salire a bordo. Viceversa, se la segnalazione ci giunge per un aereo in arrivo, i passeggeri non verranno sbarcati nei canali ordinari ma spostati in un settore di sicurezza dove verranno controllati nuovamente prima di lasciare l’aeroporto e entrare nel nostro Paese.

In che modo, secondo lei, è possibile rafforzare i controlli? Sono previsti nuovi sistemi o apparecchiature per aumentare la sicurezza?

La sicurezza è già al massimo. I controlli vengono effettuati con gli scanner e se questi rilevano anomalie, il personale provvede al controllo e ricerca manuale di eventuali oggetti considerati pericolosi. Inoltre già a campione noi effettuiamo controlli all’interno dei bagagli, senza che lo scanner suoni o rilevi irregolarità. Il ministero dell’Interno può chiederci di innalzare la percentuale di controlli che facciamo già random per un rischio sicurezza. Ma ripeto, ad oggi, non ci è pervenuta nessuna richiesta in tal senso.

Sono previsti controlli sui velivoli e sotto i velivoli?
Gli aerei sono già controllati. Esiste un rigoroso protocollo di sicurezza per quanto riguarda gli aeromobili. Sono già previsti controlli e la presenza di un’auto della polizia sotto l’aereo se questo giunga da Paesi considerati a rischio. Ma solitamente, l’aereo, non viene mai “abbandonato”. Se invece, l’equipaggio dovesse scendere e allontanarsi, l’aereo viene sigillato e la scaletta rimossa. Quindi l’aereo non è raggiungibile.

E in che modo vengono controllati gli hangar?
Tutto il personale in servizio nello scalo aeroportuale è sottoposto a controlli con gli scanner ogni qualvolta acceda all’area sterile. Non solo. A differenza dei passeggeri, i dipendenti e quindi anche coloro che accedono agli hangar, sono muniti di un tesserino magnetico che viene letto da speciali apparecchiature in grado di identificare se la foto sulla tessera risponde effettivamente al soggetto che la sta utilizzando, se è in corso di validità . Quindi è impossibile entrare nell’area sterile senza questi documenti. Inoltre i lavoratori devono utilizzare, per poter accedere al luogo di lavoro, solo varchi di servizio dotati di queste speciali apparecchiature. Quindi possiamo affermare che la sicurezza e i controlli, ad oggi, nei nostri aeroporti sono veramente efficienti.

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