Massacrato da branco: violenza forse per mix droga e alcol
Cronaca

Alatri: chi sono i due fratellastri accusati di omicidio

Giovani violenti dediti alla droga. Ecco il ritratto di Mario Castagnacci, 24 anni, e Paolo Palmisani, 27 anni, i presunti assassini di Emanuele Morganti

Mario Castagnacci e Paolo Palmisani, due giovani di 24 e 27 anni, due fratellastri, forse due assassini. Accusati dell'omicidio volontario di Emanuele Morganti il 24 notte avrebbero massacrato il ragazzo colpendolo ripetutamente alla testa fuori da un locale di Alatri, Frosinone, dopo uno scambio di battute pesanti.

Le accuse mosse contro Castagnacci e Palmisani
"Queste persone - ha dichiarato il capo della Procura di Frosinone, Giuseppe De Falco - avrebbero posto in essere una condotta violenta e, nello specifico, la condotta che poi avrebbe determinato l'evento finale. Almeno uno di loro avrebbe dei precedenti penali legati allo spaccio di stupefacenti. Ci sarebbero insomma indizi concreti, ma resterebbe ancora molto da investigare, ad esempio relativamente al movente del gesto".

Il ritratto dei presunti assassini
Dediti allo spaccio di droga, soliti all'utilizzo di cocaina, pronti a ricorrere alla violenza per imporsi e prendere direttamente "il controllo del territorio". Questi sono Mario Castagnacci e Paolo Palmisani (cuoco, il primo, e moratore saltuario, il secondo, che tutti in paese chiamano "i fratellastri") che, seguendo le ricostruzioni, sarebbero due persone pronte a uscire dai margini degli affari criminali dettando legge e imponendosi con la violenza in una cittadina come Alatri. Piccoli delinquenti di provincia, insomma, che aspirerebbero a ingrandire il loro giro di affari anche attraverso la costituzione di una banda.

Mario, finito in un brutto giro e trovato con della droga in auto, nel 2011 si era per questo fatto un anno in carcere. Dopo la reclusione però aveva iniziato a lavorare come cuoco in un ristorante del litorale. Redenzione? Mica tanto. Il giorno prima del pestaggio mortale contro Emanuele Morganti, Castagnacci sarebbe finito di nuovo in galera. I carabinieri lo avrebbero trovato con numerose dosi di droga in un appartamento di Roma insieme con altre tre persone.

Secondo le indagini la sua storia criminale ricondurrebbe al padre Franco e al soprannome della sua famiglia: "Bell’armi". Inoltre, Mario sul suo profilo Facebook tra le sue "amicizie" avrebbe la sorella e due cugini di Emanuele Morganti, il ragazzo che avrebbe ucciso.

Paolo, invece, abita a Tecchiena, la stessa frazione del giovane Emanuele. Stesso giro di cattive amicizie, non estranee alla violenza gratuita, avrebbe precedenti sarebbe anche lui dedito all'utilizzo di sostanze stupefacenti. Su Paolo, muratore saltuario presso l’azienda del padre, in paese si racconta che fosse una testa calda fin da piccolo.

Il reato contestato
Ai due è stato contestato il reato di omicidio volontario commesso per motivi futili.

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