Cronaca

Aeroporti, piloti e assistenti di volo favorevoli al Pnr

Il Registro dei passeggeri aerei sta suscitando forti polemiche sulla privacy. Il parere di un pilota e di un esperto

Nadia Francalacci

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Pnr sì oppure no? Viola il diritto alla privacy dei cittadini o garantisce loro sicurezza?

Il Pnr ovvero Passenger name record, il Registro dei passeggeri aerei, dopo più di 4 anni di discussioni e dibattiti è stato approvato dal Parlamento Europeo a larga maggioranza.

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Ma si sono già scatenate forti polemiche. È giusto o no fornire tutti le informazioni relative ai passeggeri? Esiste veramente una violazione del diritto alla privacy? In prima linea c’è il garante della Privacy Giovanni Buttarelli che definisce il Pnr, un “infortunio legislativo”. Il magistrato italiano che da un paio d'anni è il garante europeo della privacy boccia il Registro dicendo: è "costosissimo", richiede "tempi semi-biblici" ed è "suscettibile di una censura da parte della Corte di giustizia Ue", perché viola il principio di "proporzionalità" sancito dai Trattati dell'Unione.

In sostanza, le compagnie aeree dovrebbero fornire alle autorità tutte le informazioni personali come nomi, indirizzi, numeri di telefono e di carta di credito utilizzate dai passeggeri per elaborare e gestire le prenotazioni ed effettuare correttamente i check-in.

Ma è davvero “costoso” in termini pratici? Il Registro dei Passeggeri potrebbe creare ritardi e dar vita a “tempi semi-biblici”?

Lo abbiamo chiesto a Danilo Recine, del Coordinamento Nazionale Piloti Anpac e Lorenzo Mezzadri, Docente di Psicologia Aeronautica ed Aerospaziale alla Sapienza di Roma e alla Università Statale di Mosca.

Danilo Recine: Il Registro dei Passeggeri aerei non è assolutamente costoso e non richiede tempi biblici. Il passaggio di queste informazioni avviene già, quindi non c’è niente di cui preoccuparsi. I Paesi della Ue già forniscono i dati dei Pnr agli Stati Uniti, in base a una serie di accordi bilaterali. Alcuni paesi, come la Gran Bretagna, hanno introdotto sistemi nazionali di raccolta dei dati sui viaggiatori. Sicuramente quello che ad oggi manca è un sistema per la rapida condivisione di questi dati fra i vari Paesi. Ma anche questo può essere facilmente risolto. Oggi abbiamo dei computer che possono in pochissimi minuti analizzare una mole importante di informazioni. Quindi, ripeto, non possiamo parlare di tempi biblici.

Lorenzo Mezzadri: In termini pratici il registro centralizzato passeggeri non é costoso da implementare, perché ogni compagnia aerea ha già questo registro in formato elettronico dal momento che per prenotare qualsiasi volo extra-Shengen é necessario fornire via internet alla compagnia aerea con la quale si vola i propri dati personali (nome e cognome, nazionalità, tipo e numero di passaporto ecc.) e che al momento del l'imbarco questi dati vengono ricontrollati dagli addetti al banco. Le compagnie usano già queste banche dati per una questione di sicurezza dei propri voli: se un passeggero ha dato problemi alla compagnia nei voli precedenti perché é stato violento o particolarmente maleducato con il personale di cabina o con gli altri passeggeri tali da creare disagi al sereno proseguimento del volo, viene bannato come unruly o disruptive passenger, quindi come persona sgradita a bordo. Finisce in una sorta di black list e quando tenta di fare il biglietto o il check in on line, l'operazione gli viene rifiutata e viene invitato a contattare via mail o via telefono la compagnia stessa per avere maggiori informazioni circa il rifiuto. 

Si tratta solo di unire in maniera informatica tutti questi dati rendendoli fruibili alle varie Autorità nazionali.

Quindi lei è favorevole all’introduzione del Pnr?

Danilo Recine: Certo, tutti i piloti sono favorevoli e anche gli assistenti di volo. Gli equipaggi non possono essere contrari all’implementazione di nuove misure a favore della sicurezza di tutti. Comunque è doveroso sottolineare che i dati dei passeggeri, da oltre 60 anni, vengono usati dalle autorità doganali e di pubblica sicurezza in tutto il mondo.

Lorenzo Mezzadri: Sono assolutamente favorevole alla istituzione della banca dati centralizzata del PNR, perché é una di quelle misure che serve a far stare un po' più tranquilla la gente, simile a quella della presenza contemporanea di due persone in cabina di pilotaggio per scongiurar il tentativo di suicidio di uno dei piloti.

L’obiettivo è quello di contrastare il terrorismo e monitorare gli spostamenti aerei dei soggetti sospettati. Per lei sarà davvero possibile?

Danilo Recine: Sicuramente sì. Le tecnologia di elaborazione dei dati e di comunicazione sviluppate negli ultimi anni hanno facilitato il rapido recupero di questi dati. Quindi il Pnr sarà uno strumento molto efficace per gli investigatori nella lotta al terrorismo. Ovviamente deve esserci un lavoro di intelligence molto forte che possa segnalare anticipatamente il soggetto sospettato di terrorismo e soprattutto, che quest’ultimo viaggi con il suo nominativo. Se il soggetto usa documenti falsi… diventa comunque difficile, direi impossibile poter far scattare anche un alert…

Lorenzo Mezzadri: É sotto gli occhi di tutti che i governi europei non hanno la minima idea di come contrastare efficacemente questa nuova forma di terrorismo. Basta intendersi un minimo di intelligence per sapere che avere a disposizione una montagna infinita di informazioni (come quella della costituenda banca dati), equivale ad avere nessuna informazione. Ma se serve a far stare un po più tranquilla la gente, ben venga.

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