Cronaca

"Gli aeroporti non si possono proteggere dagli attentati". Parola di 007

Un agente dei Servizi Segreti italiani spiega come siano fondamentali soprattutto la prevenzione e la preparazioni dell'intelligence

Nadia Francalacci

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“Rispetto per i morti e solidarietà al popolo turco per la perdita dei loro cari. Questo, prima di tutto. Ma detto ciò, è inutile provare a trovare strategie per proteggere un aeroporto da attentati terroristici: è impossibile”.

È lapidario l’agente Edera, uomo dei Servizi di intelligence italiani che ormai da decenni si occupa di terrorismo, dopo le notizie del tragico attacco terroristico all'aeroporto Ataturk di Istanbul.

“Per contrastare il terrorismo, che non deve essere più considerato come un avversario ma come un nemico, occorre attuare strategie estremamente dinamiche e puntare esclusivamente sulla prevenzione e formazione degli agenti di intelligence”.

 

Servono bravi investigatori

"È inutile cercare i nuovi agenti nelle università perché si rischia di mettere in campo bravi tecnici che però non sanno come attuare il loro sapere ovvero sono totalmente incapaci di investigare. Diventano solo un ‘peso morto’ in una macchina, quella dell’intelligence, che invece deve essere estremamente flessibile e dinamica. Possiamo istallare in ogni aeroporto dei software di riconoscimento facciale che generino degli “alert” nel momento in cui entra nell’area aeroportuale un soggetto sospetto. Ma se noi non inseriamo preventivamente l’immagine di quell’uomo, non avremo nessuna forma di allarme e quello che noi vedremo rimarrà un filmato normale di persone in transito e non, ad esempio, di terroristi che effettuano sopralluoghi.

La tecnologia non è sufficiente

La tecnologia non serve se non c’è una preparazione a monte o comunque soggetti che sono adeguatamente formati per poterla gestire al meglio. Occorrono uomini e donne capaci di investigare, di raccogliere informazioni che poi la tecnologia deve solo gestire. Dunque rimane fondamentale l’apporto dell’uomo, dell’agente sul campo che reperisce informazioni utili per individuare soggetti “pericolosi”. Quelli da bloccare prima che pianifichino l'attentato o mentre lo stanno pianificando.

Nessun luogo è immune dagli attentati

Non c’era bisogno di così tanti attentati e morti per capire che è impossibile proteggere un aeroporto ma anche un porto o un qualsiasi luogo di grande afflusso. Informazioni contrarie, sono solo stupidaggini. Perché i terroristi prediligono gli aeroporti? Semplicemente perché la mole di persone in transito è nettamente maggiore rispetto a quella di un’area portuale e di conseguenza genera maggiore scompiglio e “destabilizza” psicologicamente , in pochi secondi, il Mondo in quanto in un aeroporto fanno scalo le compagnie aeree praticamente tutti i Paesi.

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