8 marzo: le voci segrete della violenza

Le terribili testimonianze di donne vittime di violenza e perseguitate

8 marzo: le voci segrete della violenza

– Credits: Getty Image

Nadia Francalacci

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Mancano pochi minuti alle 6.30 un padre solleva in aria il figlioletto di 16 mesi e lo butta giù da ponte Mazzini nel Tevere, per punire l’ex convivente che lo ha lasciato.

Per lo stesso motivo un uomo uccide i suoi due figli di 4 anni e di 14 mesi, lanciandoli dal balcone.

Questo è un nuovo tragico volto della violenza di genere. La violenza sulle donne non cambia. “Da venticinque anni è in costante aumento”, dichiara a Panorama.it, Gabriella Moscatelli, Presidente del Telefono rosa. E il profilo che emerge dalle testimonianze raccolte dalle volontarie dell’Associazione Telefono rosa, ci mostra che l’atto violento all’interno delle mura domestiche, non è mai isolato ma è l’espressione costante e continua di un comportamento maschile teso a rendere e mantenere la relazione di genere in forte asimmetria di potere. Così come lo stalking che continua ad emergere come forma diffusa di violenza.

Ecco alcune testimonianze raccolte dal Telefono rosa:

Buongiorno, sono A. ho 44 anni sposata con 3 figli di cui uno maggiorenne. Da un po’ di tempo ho un problema che mi accomuna a molte donne, il desiderio di separarmi ma l’impossibilità di farlo. Dopo più di 30 anni di vita, condivisi con mio marito ho capito di non amarlo più e di essermi innamorata di un’altra persona. Ho raccontato tutto a mio marito pensando che la mia lealtà, in qualche modo, potesse essere apprezzata ed invece…da quel momento non vivo più. Non ha mai alzato un dito su di me, ma le minacce di morte, di suicidio e di insulti davanti ai miei figli certamente non mi fanno stare bene.
Capisco di averlo ferito ma trovo tremendamente ingiusto essere legata ad un uomo di cui non si ha più stima e di che di cui non si è più innamorati. Provo ogni giorno a parlare con lui, cercando di venirgli incontro, proponendogli anche delle terapie di supporto psicologico magari da fare anche insieme.. ma nulla!
Minaccia continuamente di ammazzarmi e di ammazzarsi, rifiuta il cibo che preparo io e è completamente assente con i figli. La soluzione sarebbe la separazione legale, di fatto lo siamo già, non dormiamo più assieme e ovviamente neanche rapporti sessuali da quasi un anno, ma io non ho reddito perché dedicandomi ai tre figli ho dovuto lasciare il lavoro. La casa è cointestata e c’è un mutuo da pagare e trovare un lavoro di questi tempi è diventata una missione impossibile.
Non so perché vi ho scritto forse per avere un consiglio o un supporto morale da persone che ogni giorno vivono in prima persona storie come la mia. Magari è solo lo sfogo di una donna che si vede con le mani legate….

“Buongiorno sono Orietta, è sto vivendo una separazione brutta con 2 figli di 17 e 12 anni…. Cerco di riassumere. Sia io che i miei figli ne abbiamo subite molte, costretti chiusi a chiave, separati, minacciati a scrivere una lettera contro di me poi dice a loro (ai figli ndr.) “la butto” per poi all’ultimo momento il suo legale la consegna al giudice. I figli non vogliono più vederlo, non ridà loro e a me gli effetti personali, non li mantiene, non pensa a loro, solo insulti e minacce ….
Ordinanza del 17/7/2012 i figli con me e il mantenimento di 700 euro. Non ha dato nulla per un anno, di quelle stabilite, né da 200… mi ha portato via il conto cointestato non riesco con il mantenimento…ora si decide per un consultorio..per riavvicinare i figlia lui..loro per il suo comportamento non ne voglio più sapere.. sono stati minacciati, sono stata minacciata che mi mette sotto con la macchina.. ho esposto querela non sto vedendo nulla.. mi chiedo come faccio  a fare avere una vita dignitosa ai miei figli? Io mi do da fare ma da sola non è facile .. chi mi garantisce che non mi farà del male…non sarò la prossima vittima…? con la querela ho depositato denunciato le sue minacce…
Poi corrono tutti dopo che accade!!!!! Forze dell’ordine, televisioni e…. prima dove sono??

Ciao, mi chiamo S e sono un medico specializzando, vivo e lavoro a V. Mi rivolgo a voi per un aiuto. In particolare per un caso di stalking. Sarò breve in questa descrizione. Nel novembre 2010, ho intrapreso una relazione con un collega, B, sposato ma a suo dire il matrimonio era al termine. Ci siamo incontrati saltuariamente. Intorno a febbraio marzo 2011, ha vinto un concorso nel Nord Italia  e si è trasferito per lavoro. Continuavamo a vederci mediamente una volta al mese. In aprile mi ha informato della gravidanza della moglie. Dopo un allontanamento ci siamo visti a giugno e poi ad agosto per l’ultima volta.
Poi un lungo silenzio che per me ha segnato la fase definitiva.  A fine febbraio 2012, forse i primi giorni di marzo, ha deciso di ripiombare come se nulla fosse nella mia vita con estrema prepotenza.ha iniziato con telefonate continue, giorno e notte a cui non rispondevo. Telefonava ai colleghi comuni minacciandoli, per essere messo in contatto con me. Mi ha portato all’esaurimento con crisi di pianto sul posto di lavoro. Alla fine ho deciso di parlargli. Dopo pochi giorni di tentennamento ho deciso di respingerlo definitivamente. Poco dopo ho conosciuto un uomo(il mio attuale compagno)con cui ho finalmente iniziato una relazione serena e ho iniziato una nuova vita. Non so come ma in pochissimo tempo B. ne è venuto a conoscenza, sapeva il nome, lavoro, tutto sul mio nuovo amore ed è… impazzito. Telefonate, minacce, alla mia e alla sua persona, messaggi notte e giorno di nuovo..finchè a maggio 2012 mi sono rivolta ad un ispettore della polizia e ho fatto un esposto: B. è stato contattato. Da quel momento i messaggi si sono diradati, non hanno più le caratteristiche di esplicite minacce ma continuano..continuano. E’ tornato a V.  dicendo”sarà divertente lavorare con tuo marito”.. qualche giorno fa mi ha spedito la graduatoria di un concorso presso la struttura dove lavoriamo io e mio compagno, proprio nello stesso reperto del mio compagno(infermiere) .. B.  è arrivato secondo e quindi il rischio che venga chiamato è reale.. solo il pensiero mi devasta..secondo l’ispettore non ci sono gli estremi per altre azioni legali…finchè non fa qualcosa di più. Ma adesso è quasi peggio, è un tormento..un lento continuo tormento…
Dato quest’ultimo fatto mi rivolgo a voi, non posso proprio fare nulla?Devo vivere nel terrore? Potrei comunque venire di persona nella vostra sede..sono disperata, stanca e impaurita… Grazie mille per l’ascolto.”            

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