Contrattacco di Gotti Tedeschi: partono le querele
Contrattacco di Gotti Tedeschi: partono le querele
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Contrattacco di Gotti Tedeschi: partono le querele

Dopo l'archiviazione, l'ex presidente dello Ior pronto ad agire, con richiesta di risarcimento danni, contro il predecessore, Angelo Caloia, e Carl Andersen (Cavalieri di Colombo) che misero in dubbio i suoi comportamenti

Sarà depositata a giorni la citazione preparata dagli avvocati di Ettore Gotti Tedeschi contro il suo predecessore alla guida dello Ior, la banca del Vaticano, Angelo Caloia. La decisione è stata presa dopo che i pm che indagavano sul presunto reato di riciclaggio avvenuto allo Ior durante la presidenza Gotti Tedeschi, lo hanno riconosciuto innocente chiedendo, e ottenendo, l’archiviazione del procedimento .

Ora il rappresentante in Italia del Banco Santander, dopo anni di ostinato silenzio, ha deciso di riprendersi quell’onorabilità che non tanto le inchieste, finite in nulla, quanto alcune dichiarazioni sul suo conto avevano intaccato. E il primo della lista è proprio Angelo Caloia, presidente dello Ior per 20 anni, dal 1989 al 2009. Durante una puntata della trasmissione Servizio Pubblico andata in onda nel giugno del 2013 mise pesantemente in dubbio la “trasparenza” di Gotti Tedeschi pronunciando questa frase: “…Mps, Finmeccanica, Akros, San Raffaele… se questa è trasparenza, io sono vergine”. Caloia faceva riferimento a una serie di vicende diversissime tra loro, alcune delle quali mai nemmeno sfiorate da azioni della magistratura nelle quali Gotti Tedeschi, a vario titolo, ha avuto un ruolo. Ma per nessuna delle vicende citate in quell’intervista mandata in onda da Michele Santoro, è stato mai inquisito o indagato.

Come impone la legge si è svolto un tentativo di conciliazione tra gli avvocati di Gotti Tedeschi e quelli di Angelo Caloia che, però, è andato a vuoto. Per questo a giorni verrà depositata l’azione civile con la richiesta di risarcimento danni.

Ma non è finita. Una seconda azione civile è pronta a partire nei confronti di Carl Anderson, membro del board dello Ior durante la presidenza di Gotti Tedeschi, presidenza conclusasi con il “licenziamento” il 24 maggio del 2012, dopo 2 anni al vertice dell’istituzione. Spiegando i motivi per i quali lo Ior aveva deciso di togliergli la fiducia, Anderson, in dichiarazioni rese al quotidiano La Stampa, disse: “Se c’è stata mancanza di trasparenza, è quella che ha mostrato Gotti Tedeschi nei confronti del board e del management dello Ior”. Dichiarazione avventata per la quale dovrà ora rispondere. Così come (è possibile) dovranno fare anche tutti gli altri membri del vertice dello Ior che, mentre Gotti Tedeschi (come ha riconosciuto la magistratura, sebbene dopo 4 anni) cercava di imporre le best practices internazionali proprio in tema di trasparenza, lo hanno sfiduciato.

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