Bersani si è cacciato in un vicolo cieco
FILIPPO MONTEFORTE/AFP/Getty Images
Bersani si è cacciato in un vicolo cieco
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Bersani si è cacciato in un vicolo cieco

Intervista a Peppino Caldarola, ex direttore de L'Unità, al termine delle consultazioni - la giornata politica su Twitter - le pagelle delle consultazioni - le "facce" del Quirinale - l'analisi politica -

Finita?  Almeno sembrerebbe per Pier Luigi Bersani, ufficialmente ancora il premier preincaricato congelato. Si va verso un governo del Presidente?
I nomi dei papabili sempre gli stessi: Fabrizio Saccomanni, Annamaria Cancellieri, Fabrizio Barca e quello nuovo del direttore dell'Istat Enrico Giovannini. Il Capo dello Stato non parla al termine delle nuove consultazioni lampo. Ma da fonti autorevoli nei dintorni del Colle si liquida come una vera e propria bufala la voce che aveva preso a circolare di eventuali dimissioni anticipate del Presidente per poter accelerare il percorso verso nuove elezioni. A meno dunque di un miracolo che porti a Bersani i numeri per quel "sostegno certo" che Napolitano esige, l'unica opzione sembra quella del governo del Presidente. Ma i contraccolpi nel Pd già si fanno sentire e c'è già chi dice che l'era Bersani volge al termine. Il segretario del Pd, per bocca del suo vice Enrico Letta, ha confermato
il niet al riconoscimento e alla piena legittimazione che Silvio Berlusconi aveva fatto del suo avversario politico dicendosi pronto non
solo a un governo di larghe intese presieduto dal medesimo Bersani, ma anche a scegliere insieme il nuovo Capo dello Stato. Più di così il Cav davvero non poteva fare. Ma Bersani ha sbattuto la porta e se ne è tornato nella sua Bettola (Piacenza). Un comportamento giudicato dall'ex direttore dell'Unità Peppino Caldarola, uomo cresciuto nel Pci, molto legato al direttore dell'istituto Gramsci Giuseppe Vacca, come "una deriva gauchista, la stessa nella quale finì Sergio Cofferati: Berrsani ha messo il Pd in un vicolo cieco".
Caldarola, come se la spiega la parabola dell'uomo di Bettola?
"Come un fallimento. Ci siamo trovati di fronte a un personaggio (Bersani ndr) assolutamente perbene, ma che si è  messo a inseguire il massimalismo, che ha cancellato l'idea riformista del riconoscimento dell'avversario. Ha fatto lo stesso percorso di Sergio Cofferati (ex segretario Cgil ndr) che di fronte alla necessità di fare le riforme ha scelto la deriva gauchista".
Ed ora che accadrà al Pd?
"Bersani lo ha messo in un violo cieco".
Sono le stesse parole usate dal segretario del Pdl Angelino Alfano...
"E certo... perché è così".
Berlusconi ha avuto un colpo d'ala?
"Certamente. Si è detto pronto a riconoscere Bersani come premier di un esecutivo di larghe intese e a scegliere insieme il candidato al Quirinale. Non si capisce sulla base di quale cultura politica Bersani abbia detto di no".
Palmiro Togliatti diceva che gli emiliani erano bravi ma solo come amministrarori. Aveva ragione?
"E' così, gli emiliani sono sempre stati ottimi amministratori ma non sono mai entrati, non a caso, nella culla del Pci. Gli emiliani non hanno mai espresso quadri che sapessero esprimere una società in cambiamento".
Ed ora che accadrà nel Pd?
"E' il tempo di Matteo Renzi. Noi abbiamo votato Bersani alle primarie perché lui a quelli come me appariva come il responsabile e Matteo lo sbarazzino. E invece è accaduto il contrario: Bersani e il gruppo dirigente accanto a lui si sono rivelati avventurosi e quindi assai poco responsabili".
E Berlusconi come si è mosso?
"Berlusconi si trova ora in una posizione di vantaggio, a meno che il Pd non si affidi a un nuovo gruppo dirigente guidato da Renzi".
Se si andasse a votare il Cavaliere vincerebbe?
"E certo, se il Pd non cambia".
Enrico Letta però si è detto pronto a supportare le scelte di Napolitano, scelte che sembrano andare verso un governo del presidente, quindi appoggiato da tutti, tranne Grillo. Non le sembra una contraddizione?
"Eccome. Non volevano il governissimo e se lo ritrovano in un altro modo. Una doppia sconfitta quella del Pd e di Bersani".

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