Condono fiscale: la Corte dei conti dà ragione al Cavaliere
Condono fiscale: la Corte dei conti dà ragione al Cavaliere
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Condono fiscale: la Corte dei conti dà ragione al Cavaliere

Si può discutere la proposta di Berlusconi, come hanno fatto Maroni e Martino. Non si può dire che ha dato il via libera all'evasione fiscale di massa. Lo speciale elezioni 2013

Non l’avesse mai detto. Non l’avesse mai neppure pensato. Il procuratore generale della Corte dei Conti, Salvatore Nottola, definisce “intuitive e fondate” le motivazioni di un eventuale condono fiscale. “Il condono ha delle ragioni: deflazionare il contenzioso e realizzare introiti in tempi rapidi”. Apriti cielo. Il Partito democratico per bocca del suo tesoriere, Antonio Misiani, parla di intervento “sconcertante” e chiede che la Corte si pronunci per spostare o sconfessare (preferibilmente sconfessare) la posizione del suo Pg. Certo, sul merito della proposta-doppio choc di Berlusconi (dopo quella di cancellare e restituire l’Imu) si può discutere . Nella sua stessa coalizione e tra i suoi alleati c’è chi la pensa diversamente.

Maroni e Martino, per esempio, l’hanno subito bocciata. Così pure Giorgia Meloni (Fratelli d’Italia). Ma altro è reagire a ogni proposta del Cavaliere con l’accusa di fantasticare, ricattare, scambiare voti o anche (è il caso del condono) fomentare l’evasione fiscale.

Mario Monti per una volta non se la sente di inseguire il Cavaliere e precisa che nel suo programma non c’è mai stato né mai ci sarà il condono, aggiunge però di averne avuto la tentazione da capo del governo e di avere resistito “nonostante il disperato bisogno di soldi”. Già, i soldi Monti li ha presi in altro modo: con l’Imu sulla prima casa, per esempio.

Il Pg della Corte dei Conti aggiunge di non volersi pronunciare sulle politiche del governo, e mentre giustifica il condono fiscale, dice che al contrario quello edilizio “sarebbe proprio da evitare”. Di più: negli anni passati l’applicazione del condono non ha dato i risultati sperati, il gettito che ci si aspettava, e si è risolto in una “sanatoria generalizzata” che ha avvalorato un messaggio di tolleranza verso l’evasione fiscale. Non un ayatollah, quindi, Nottola, ma solo un magistrato non politically correct. Uno che senza paura o anche con molta ingenuità non si tira indietro sotto la gragnuola di domande dei giornalisti.

Strano, però. Anche sulla restituzione dell’Imu da coprire con i proventi della convenzione fiscale con la Svizzera, c’era stata una valanga di critiche e ironie. Una fra tutte: quell’accordo non si farà mai, neppure la Svizzera lo vuole più. Invece, il giorno dopo Berna ha fatto sapere che il governo federale svizzero è pronto a firmare l’intesa “al più presto”. Sarà che agli avversari di Berlusconi manca il coraggio (o la temerarietà) di proporre idee nuove, stravaganti forse ma in fondo ragionevoli? Sarà che Berlusconi ha fatto proprio, nel bene come nel male, il vecchio motto sessantottino: “La fantasia al potere”? Sarà che in un paese normale la politica fornisce indirizzi e i tecnici sono chiamati a realizzarli, tanto più se è difficile? Sarà che Monti è destra e Bersani sinistra mentre Berlusconi (come Renzi e come Grillo) è fuori dagli schemi?

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