Comunione ai divorziati: la Curia si divide, il Papa tira dritto
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Comunione ai divorziati: la Curia si divide, il Papa tira dritto
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Comunione ai divorziati: la Curia si divide, il Papa tira dritto

I protagonisti, le cordate, i nodi dottrinali del tema che sta appassionando e dividendo la Chiesa

Appuntamento il 5 ottobre per l’apertura dell’Assemblea straordinaria del Sinodo dei vescovi sulla famiglia. Papa Francesco ha convocato a Roma, per due settimane, 253 cardinali, vescovi, sacerdoti, laici e coppie sposate per discutere delle sfide alla famiglia in tutto il mondo. L’orizzonte è mondiale, i problemi complessi e diversi dall’Africa all’America Latina, dalle diverse culture dell’Asia fino all’Europa. Ma fin dall’annuncio tutta l’attenzione, almeno nell’opinione pubblica e nei media, sembra concentrata solo sul problema dell’ammissione ai sacramenti dei divorziati risposati. Un approccio che fa irritare non poco vescovi e cardinali che vengono dall’Africa e dell’Asia e che chiedono che il dibattito del Sinodo non sia monopolizzato solo dal problema dei divorziati, ma affronti tante altre questioni che interessano il mondo intero: violenze in famiglia, famiglie allargate, spose bambine, ruolo della donna in famiglia, difesa della famiglia nelle legislazioni di altri Paesi. Tutti temi che sono elencati nell’Instrumentum Laboris, lo “strumento di lavoro” da cui prenderà spunto il dibattito del Sinodo.

Come si svolgerà il Sinodo
Quindici giorni di dibattito a porte chiuse. La maggioranza dei partecipanti in realtà sono ecclesiastici, ma ci sono anche 14 coppie. La discussone sarà basata sullo “strumento di lavoro che ha sintetizzato le risposte al questionario inviato dal Papa ai fedeli di tutto il mondo nei mesi scorsi. Un’autentica novità nella storia dei Sinodi dei vescovi. I lavori si svolgeranno a porte chiuse, con conferenze stampa quotidiane che riassumeranno i lavori.

I protagonisti dell’Assemblea
Il Sinodo è presieduto dal Papa che ne segue tutti i lavori. Questi gli altri ecclesiastici al vertice dell’assemblea:
Segretario generale: card. Lorenzo BALDISSERI

Presidenti delegati: card. André VINGT-TROIS, Arcivescovo di Paris (Francia), card. Luis Antonio G. TAGLE, Arcivescovo di Manila (Filippine), card. Raymundo Damasceno ASSIS, Arcivescovo di Aparecida, Presidente della Conferenza Episcopale (Brasile)

Relatore generale: card. Péter ERDŐ, Arcivescovo di Esztergom-Budapest, Presidente della Conferenza Episcopale (Ungheria), Presidente del Consilium Conferentiarum Episcoporum Europae (C.C.E.E.)

Segretario speciale: mons. Bruno FORTE, Arcivescovo di Chieti-Vasto (Italia)

Commissione per il messaggio: Presidente, card. Gianfranco RAVASI, Presidente del Pontificio Consiglio della Cultura (Città del Vaticano), Vice Presidente mons. Víctor Manuel FERNÁNDEZ, Arcivescovo titolare di Tiburnia, Rettore della Pontificia Università Cattolica Argentina (Argentina)

La dottrina della Chiesa sui divorziati
La dottrina della Chiesa cattolica latina fino ad oggi è rimasta fedele alla lettera del Vangelo, proclamando l’indissolubilità del matrimonio. Nelle Chiese orientali invece è permesso ai divorziati di risposarsi dopo una periodo di penitenza.
Tuttavia nella Chiesa latina il matrimonio canonico può essere dichiarato nullo dal tribunale ecclesiastico e dalla Rota romana. In tal caso si può accedere a seconde nozze. I divorziati civilmente che si risposano non possono ottenere l’assoluzione nella confessione e dunque non possono accedere al sacramento dell’Eucarestia. Sono considerati infatti in costante adulterio e dunque in peccato mortale.
Coloro che convivono o coloro che invece si sono sposati in prime nozze solo civilmente e poi hanno divorziato si trovano invece, paradossalmente, in una situazione più favorevole per il diritto canonico perché possono confessarsi, ricevere la comunione e celebrare seconde nozze in chiesa.

Le cordate
I presuli favorevoli al’acoglienza dei divorozati rispisati in Chiesa fanno capo al cardinale tedesco Walter Kasper, che è stato presidente del pontificio cosiglio per l’Unità dei cristiani. I vesocovi che invece proclamano con feremzza l’indissolubilità del matrimonio hanno come punto di riferimento il preftto della Congregazione per la dottrina della fede, card Gherard Mueller. Entrambi parteciperanno al Sinodo.

Cosa succederà dopo
Al termine del Sinodo ci saraà un anno di riflessione econfronto in tutta la Chiesa e poi un altro Sinodo ordinario, nell’ottobre 2015 che darà le indicazioni finali che saranno rimesse alla decisione del Papa.

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