Come si elegge il nuovo Presidente della Repubblica
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Come si elegge il nuovo Presidente della Repubblica
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Come si elegge il nuovo Presidente della Repubblica

Tutti i passaggi previsti dalla Costituzione italiana per la nomina del nuovo Capo dello Stato

15 giorni di tempo per indire nuove elezioni

Il presidente della Camera, Laura Boldrini, durante la discussione sulla riforma elettorale nell'aula della Camera dei deputati ANSA/GIUSEPPE LAMI

Come recita la Costituzione all'articolo 86, in caso di impedimento permanente o di morte o di dimissioni del Presidente della Repubblica, il Presidente della Camera dei deputati indice l'elezione del nuovo Presidente della Repubblica entro quindici giorni, salvo il maggior termine previsto se le Camere sono sciolte o manca meno di tre mesi alla loro cessazione.

Nel frattempo è il Presidente del Senato a prendere la "supplenza" dell'incarico

Chi partecipa all'elezione

Il Presidente della Repubblica viene eletto dal Parlamento in seduta comune dei suoi membri con tre delegati per ogni Regione eletti dal Consiglio regionale in modo che sia assicurata la rappresentanza delle minoranze (la Valle d'Aosta ha un solo delegato).

La seduta comune del Parlamento è convocata entro un massimo di 15 giorni dalle dimissioni del presidente ed è presieduta dal presidente della Camera



I grandi elettori

Quest'anno saranno 1.009 (Napolitano compreso)

Lo scrutinio e le maggioranze necessarie

L'elezione del Presidente della Repubblica ha luogo per scrutinio segreto a maggioranza di due terzi dell'assemblea.

Dopo il terzo scrutinio è sufficiente la maggioranza assoluta.

Dal quarto scrutinio il quorum di abbassa: per essere eletti basterà la maggioranza assoluta dei componenti dell'Assemblea. Non c'è una prassi certa sulla cadenza delle votazioni



La votazione

Per consuetudine voteranno prima tutti i senatori, poi i deputati e quindi i delegati regionali. La ''chiama'' dei grandi elettori sara'' ripetuta due volte.

Ognuno, per assicurare la segretezza del voto, entrerà nelle cabine poste sotto il banco della presidenza e scriverà il nome del candidato che intende votare nella scheda che gli viene consegnata dal commesso e che è timbrata e firmata dal segretario generale di Montecitorio.

Quindi, uscito dalla cabina, l'elettore depositerà la scheda, ripiegata in quattro, nell'urna di vimini e raso verde, ribattezzata ''l'insalatiera'', davanti alla quale c'è un segretario di presidenza

Lo spoglio

E' fatto dal presidente della Camera, che legge in Aula i nomi dei candidati uno a uno ad alta voce. Il conto delle schede viene tenuto dai funzionari della Camera e dai componenti dell'ufficio di presidenza di Montecitorio, che si assumono il compito di scrutatori.

Nel 1992 Oscar Luigi Scalfaro era presidente della Camera e lesse le schede della votazione che lo portò al Quirinale ma, poco prima che il quorum fosse raggiunto, lasciò il posto al vicepresidente della Camera, Stefano Rodotà, e aspettò il risultato definitivo nel suo ufficio


I risultati

Per ogni votazione vengono letti all'Assemblea al termine dello spoglio. Per essere messe a verbale, le preferenze ai candidati devono essere almeno due. Chi riceve un solo voto viene conteggiato genericamente tra i voti dispersi


Chi può essere eletto

Può essere eletto Presidente della Repubblica ogni cittadino che abbia compiuto 50 anni d'età e goda dei diritti civili e politici. L'ufficio di Presidente della Repubblica è incompatibile con qualsiasi altra carica

La durata

Il Presidente della Repubblica viene eletto per sette anni

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