Cnr, a Pisa un "buco" di 10 milioni
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Cnr, a Pisa un "buco" di 10 milioni
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Cnr, a Pisa un "buco" di 10 milioni

Il nuovo direttore dell'Istituto di Fisiologia Clinica scopre conti truccati e un giro di convenzioni false

Il responsabile dell’ufficio gestione contratti dell’Istituto di Fisiologia Clinica (Ifc) di Pisa del Cnr licenziato e circa 10 milioni scomparsi. La storia inizia il primo maggio 2014 quando il Cnr nomina Giorgio Iervasi nuovo direttore dell’Istituto di Fisiologia Clinica di Pisa, in sostituzione di Eugenio Picano che lo ha guidato dal settembre 2008 all’aprile 2014. Dopo qualche mese dal suo insediamento, il neo direttore, si accorge che i conti non tornano e alcune convenzioni stipulate dall’Istituto con enti finanziatori sarebbero false. Più precisamente, la contabilità presenta almeno 4 progetti (Gestsix, Gestsix2, Diamante, Corsa) che avrebbero dovuto portare fondi all’Istituto, ma i cui sottoscrittori dicono di non aver mai firmato nulla e tra questi ci sono anche il Monte dei Paschi di Siena e l’Ue.

Complessivamente tra il 2011 e il 2014, l’Istituto ha accertato entrate per 33,8 milioni, ma ne ha incassati effettivamente 24,2 con una differenza di 9,6 milioni di euro, di cui non si trova il debitore. Ora la Guardia di Finanza sta cercando di capire a chi siano finiti questi soldi. Intanto il Cnr ha licenziato il responsabile dell’ufficio contratti, Marco Borbotti, a carico del quale ha contestato inizialmente la commissione di "fatti di reato e gravi irregolarità contabili", ma poi lo ha immediatamente licenziato per  irregolarità del titolo di studio. Senza dover quindi dover attendere l’esito delle indagini della magistratura per i presunti reati contabili. Sotto procedimento disciplinare è finito anche l’ex direttore dell’Istituto, Eugenio Picano, al quale è stato contestato invece di non aver vigilato "sul corretto funzionamento delle attività gestionali e contabili riconducibili alla segretaria amministrativa". Lo scorso 22 dicembre, Iervasi durante il consiglio d’Istituto ha spiegato ai colleghi di aver chiesto alla sede centrale del Cnr "una commissione per verificare e valutare la situazione di bilancio dell’Istituto. Il direttore generale (del Cnr, ndr), valutata la relazione (in ottobre), ha detto, vista la chiarezza degli eventi occorsi ed esposti nella relazione, di non ritenerlo necessario". Iervasi ha però "chiesto comunque una commissione tecnica, una due diligence, predisposta dal Cnr di Roma per affrontare la situazione".

Punta, invece, l’indice contro l’amministrazione centrale  il sindacato Usi-Ricerca, che da anni si batte contro lo smantellamento dell’Ifc, le cui attività medico-scientifiche, svolte in convenzione con la Regione Toscana, nel 2007 passarono alla Fondazione Monasterio. "Da anni – dice il coordinatore nazionale Ivan Duca – denunciamo l’inefficienza dei meccanismi di controllo delle strutture  amministrative dei 105 Istituti, privi di autonomia giuridica e fiscale, ma che godono di ampia autonomia di spesa".

Quel che è certo ora è che il Cnr dovrà intervenire con risorse nuove per evitare la paralisi dell’Istituto di Pisa e il taglio delle borse di studio ai ricercatori.   

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