La Cina alla conquista del calcio italiano
China Photos/Getty Images
La Cina alla conquista del calcio italiano
News

La Cina alla conquista del calcio italiano

La febbre per la Serie A del Bel Paese sale in Oriente, dove gli eroi nostrani fanno furore

Presto il Milan potrebbe avere un'iniezione di capitali freschi in arrivo dall'Estremo Oriente. Da tempo si parla di un possibile interesse di società cinesi nei confronti del mondo del pallone italiano, interesse che sarebbe aumentato anche grazie agli ottimi risultati ottenuti da Marcello Lippi a Guangzhou – cui ora sta dando il suo contributo l'ex stella del Bologna Alino Diamanti. Ora potrebbe essere addirittura Barbara Berlusconi a dare il la all'operazione Cina. Le voci di corridoio convergono sull'ipotesi che il Milan sia alla caccia di partner in Estremo Oriente, pronti a entrare in società con una quota di 100-150 milioni di Euro che potrebbero essere utilizzati anche per la realizzazione di un nuovo stadio. Del resto, il Milan da quelle parti piace molto. Le stime non ufficiali dicono che i tifosi rossoneri siano più di venti milioni, un bacino d'utenza enorme, che già nel 2012 aveva attirato l'attenzione delle stesse compagnie che erano dietro l'arrivo di Lippi in Cina.

Che il fascino esercitato sugli sportivi cinesi dalla nostra Serie A sia in crescita non è una sorpresa: lo ha dimostrato l'entusiasmo con cui è stata accolta per due anni di seguito la finale della Supercoppa italiana a Pechino. Come il Giappone di qualche anno fa, dove il capocannoniere dei Mondiali Totò Schillaci andò a concludere la sua gloriosa carriera attraendo orde di fan in sollucchero per il solo fatto di vedere il loro idolo nello stadio di casa. Ora il calcio giapponese è una realtà (a differenza di quello cinese, che stenta a decollare, nonostante le decine di milioni di praticanti a livello amatoriale), ma da Tokyo e dintorni non sono mai arrivati investitori importanti nel calcio italiano, nonostante i tentativi risalenti agli anni Novanta di attirarne sfruttando l'ingaggio di giocatori del Sol Levante poco noti. In pochi hanno apprezzato le giocate di Kazu Miura al Genoa, ma i tifosi del Grifone ricordano sicuramente la speranza che l'arrivo del modesto nipponico fungesse da apriscatole per un mercato ricchissimo.

Oggi, però, il calcio è cambiato e la passione dei cinesi potrebbe davvero portarsi dietro sé grandi giri d'affari. A partire dalle scuole calcio, per finire con il merchandising e , soprattutto, con l'appetitosa torta dei diritti televisivi. La campagna d'Oriente potrebbe davvero dare quella boccata d'ossigeno di cui i nostri club hanno sempre più bisogno per tornare a essere competitivi a livello internazionale e poggerebbe su solide basi. Basti pensare che in Cina è stato riprodotto tutto l'armamentario che ha reso così popolare il pallone nelle case degli Italiani: esiste un quotidiano sportivo dedicato al calcio, pubblicato a Guangdong, intitolato Soccer News e forte di corrispondenti dai nostri stadi; esiste persino una versione locale dello storico Novantesimo Minuto, che va in onda il lunedì sul canale nazionale CCCTV5 e che racconta come sono andate le partite italiane. E poi ci sono i capitali di tutti quei cinesi ricchi che, dopo l'esperimento Thohir, sognano di poter ficcare il naso nel calcio italiano e di trarre da questo tipo di cooperazione vantaggi sia economici sia, e soprattutto, di immagine. Il passo per lo sbarco cinese nell'Italia calcistica, insomma, sarebbe breve, e ad approfittarne potrebbe essere proprio il Milan, da sempre una delle società più amate anche fuori dai confini nazionali e più capaci di proiettarsi all'estero.

 
Ti potrebbe piacere anche

I più letti