Chi ha paura di un attacco atomico?
Getty Images
Chi ha paura di un attacco atomico?
News

Chi ha paura di un attacco atomico?

A quanto pare in molti negli Stati Uniti dove, tra rigufi antinucleari, carne di coccodrillo in scatola e corsi per sparare, le fiere dedicate alla sopravvivenza registrano il "tutto esaurito"

Sarà per il clima da guerra fredda a causa della crisi in Ucraina  o per gli annunci apocalittici sui cambiamenti climatici: sta di fatto che negli Usa è boom per i movimenti di cosiddetti "survivalists" e "preppers" (da "to prepare", usato da coloro che si mettono in guardia da possibili catastrofi). La conferma arriva dai numeri di visitatori (da capogiro) delle fiere dedicate proprio alla sopravvivenza. Solo nell'ultimo week end ce ne sono state ben due che hanno attirato migliaia di persone: una a Tulsa, Oklahoma, la National Preppers & Survivalists Expo , l'altra a Bloomington, Minnesota, la Survival Preppers Expo .

In mostra di tutto, dai classici rifugi antiatomici al cibo in scatola di ogni genere, compresa la carne di coccodrillo in lattina, senza dimenticare i defibrillatori portatili, armi di ogni genere e visori notturni. A Tulsa, che si trova in uno Stato già duramente colpito in passato da uragani e frane, ma anche stragi causate da sparatorie, la tradizionale fiera è arrivata alla terza edizione. Tra le novità di quest'anno la sessione "education", con corsi dedicati a chi vuole sapere tutto sulle comunicazioni da tenere in caso di emergenza, l'alimentazione, ma anche interventi sanitari e per la stabilità economica. A curiosare tra gli stand, però, non c'erano solo molti repubblicani, ritenuti più "vicini" al mondo delle armi e della guerra in genere, ma anche numerosi democratici, più interessati alle coltivazioni e agli impieghi della canapa/cannabis, come riporta il New York Times .   

Ecco allora in vendita forniture di cibo disidratato per un anno, al prezzo di 1.300 dollari, da usare in caso di calamità che, secondo l'ex marine e fondatore della Black Dog Survival School, Bob Gaskin, l'80% della popolazione americana non sarebbe in grado di affrontare, perché senza preparazione specifica. Un'attenzione particolare è stata dedicata anche ai più piccoli, con corsi mirati, perché - come spiegato al NY Times dall'ex infermiera militare, Amy Alton, "è possibile essere preparati solo se vengono coinvolte le famiglie e le comunità".

Anche in Minnesota, infatti, esiste un "trattamento particolare" per i più giovani, a partire dall'ingresso gratuito per i minori di 12 anni all'expo di Bloomington, dove ampio spazio è stato dedicato anche alle tecniche di difesa personale e all'uso delle armi: tra i corsi allestiti, non poteva mancare, infatti, quello che permetteva di ottenere il porto d'armi . Gli appassionati sono moltissimi, come dimostra il seguito che l'expo ha anche su Facebook , dove c'è una pagina ufficiale cliccatissima.

D'altro canto, se anche National Geographic aveva dedicato una copertina ai cosiddetti "Doomsday preppers", non mancano seguaci anche in Italia, dove il gruppo Prepper.it ha una propria pagina Facebook nella quale si spiega come il sito sia "dedicato alla prevenzione e alla gestione delle emergenze, al survival urbano e naturale ad alla indipendenza ed autosostentamento". Chi ha (più) paura di un attacco atomico?

Ti potrebbe piacere anche

I più letti