Rai, elezioni (bulgare) per i dirigenti

Due liste in lizza, ma il nuovo presidente Adrai è scontato: Luigi De Siervo, amico personale del premier, a capo di una lista piena di direttori convertiti al renzismo

Luigi De Siervo, direttore commerciale Rai – Credits: ANSA / MAURIZIO BRAMBATTI

Antonella Piperno

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C’è grande fermento in Rai, che di versare al governo i 150 milioni di euro previsti dal decreto Irpef non ha proprio alcuna voglia. La resistenza di viale Mazzini è multiforme: i sindacati stanno pensando a uno sciopero generale, il cda a un ricorso contro il decreto ed è stato varato pure l’hashtag #selfieRai con cui i dipendenti della Rai si fotografano con il microfono in mano, in video o davanti al monitor per mostrare al popolo della rete come e quanto si lavora  in Rai: il profilo Facebook di Leonardo Metalli inviato del Tg1 (e grillino) ne è già pieno.

Di molto concreto (e decisivo) ci sono, giovedì 15, le elezioni per il nuovo direttivo dell’Adrai, l’associazione dei dirigenti, 320 votanti e un’affluenza tradizionalmente bulgara (tre anni fa votò il 98 per cento). In campo ci sono due liste, una «Verso un nuovo servizio pubblico», ricca di pezzi da novanta l’altra «Dirigenti Rai per la Rai», composta di giovani dirigenti, capeggiati da Andrea Fabiano, vicedirettore del marketing. Non avrà nessuna speranza contro il candidato presidente della prima: è Luigi De Siervo, direttore commerciale della Rai, ma, sopratutto, amico personale del premier Matteo Renzi, che, si diceva, l’avrebbe voluto pure alla direzione generale: in lista per la vicepresidenza Alessandro Zucca, a capo delle sedi regionali e, almeno finora, molto legato alla destra. Per il consiglio un parterre de roi composto da Paolo Del Brocco, ad di Rai cinema, Tinny Andreatta, numero 1 della fiction e, tra gli altri Maria Pia Ammirati, vicedirettore di Raiuno.

Il presidente uscente Andrea Lorusso Caputi, a capo della direzione dei corrispondenti Rai  ha appena inviato una lettera agli iscritti nella quale, oltre ad  informarli che lancerà «Penserai», un punto di incontro per pensare e avanzare proposte sul servizio pubblico, li invita di fatto a votare De Siervo e colleghi.  Perché il nuovo direttivo Adrai debutterà in una fase molto cruciale  per l’azienda, il rinnovo della concessione del servizio pubblico che scade nel 2016 («rinnovo questa volta per niente scontato», sottolinea Lorusso Caputi). «Il nuovo presidente avrà un compito particolarmente impegnativo, confrontarsi con il governo per discutere il rinnovo della concessione di servizio pubblico». Il messaggio subliminale, non scritto nella lettera ma fortemente suggerito agli iscritti all’Adrai è: chi meglio di un amico del premier può trattare con il premier? Insomma: votate De Siervo.

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