Roncalli-Wojtyla: cronaca di una giornata storica
Sara Dellabella
Roncalli-Wojtyla: cronaca di una giornata storica
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Roncalli-Wojtyla: cronaca di una giornata storica

La nostra inviata tra la folla di pellegrini, tra gadgets, regali, ricordi, feste - Le immagini dall'alto - Foto -  Due santi che hanno cambiato il mondo

Più che mai contava esserci. Non importa dove, non importa come. Così migliaia di pellegrini che questa mattina fin dalle prime ore hanno cercato di accaparrarsi un posto vicino alla piazza o almeno in prossimità di un maxischermo.

Molti questa mattina dalle quattro in poi hanno raggiunto San Pietro sperando di poter entrare nella piazza, ma alle 6:15 l'accesso al colonnato da Piazza Risorgimento è già chiuso e la folla viene dirottata verso via della Conciliazione. La situazione appare già nella sua straordinarietà, i vicoli de La Traspontina e San Pio X, adiacenti a Via della Conciliazione, sono già un muro umano.

Molti alle 6:50 abbandonano l'impresa e si precipitano verso le piazze adiacenti dove sono stati installati dei maxi schermi. Si cammina a fatica, qualcuno perde la pazienza e se la prende con i volontari della Protezione civile “pessima organizzazione”.

“Arrivare fino a qua e non vedere nulla sarebbe un peccato” lamentano alcuni bergamaschi accorsi per vedere il loro Papa diventare Santo. Intanto, qualche romano pensa che sia più fruttuoso tornare a casa e seguire la cerimonia in tv. Anche i prati intorno a Castel Sant'Angelo sono gremiti, ma qui molti non sentiranno nulla, perchè c'è solo un maxischermo e non è visibile da tutti. Bagni chimici sono lontani e l'unico chiosco bar è preso d'assalto. Almeno però c'è lo spazio di piantare la seggiolina senza venire stritolati.

Alle 8:20 anche Piazza Navona e Piazza Farnese sono off limits. Ma pur di non perdersi questo spettacolo unico al mondo i pellegrini rimbalzano da una parte all'altra del centro storico, insinuandosi, come l'acqua in ogni centimetro lasciato vuoto cercando di guadagnarsi il suo angolo privilegiato in questa giornata memorabile. Anche i ponti si cominciano a popolare, “almeno da qui possiamo vedere San Pietro” si giustifica Maria, sessant'anni che è partita la scorsa notte da Cosenza in pullman.

I più caparbi provano ad aggirare l'ostacolo passando per Ponte Vittorio Emanuele II, guadagnandosi un posticino tra i fedeli. Mancano una decina di metri da Via della Conciliazione ma non c'è modo di andare oltre, la consolazione è che si vede un maxischermo. Si è stretti, impossibile fare un passo e la pioggia delle 10.00 arriva come una benedizione. Il cielo rimarrà nuvoloso tutta la mattinata e l'aria fresca della pioggia aiuterà molti a sopportare la fatica di tante ore in piedi. Gli ombrelli rimangono chiusi per permettere a tutti di vedere ciò che accade in piazza.

I più alti raccontano agli altri quello che vedono nel maxischermo. Appare il Papa Emerito Benedetto XVI ed è un levarsi di applausi, per non parlare dell'emozione esplosa nell'abbraccio con Francesco. Una cosa mai vista nella storia.

Alle 10:15 Papa Francesco pronuncia la formula della canonizzazione "Ad onore della Santissima Trinità, per l'esaltazione della fede cattolica e l'incremento della vita cristiana, con l'autorità di nostro Signore Gesù Cristo, dei santi apostoli Pietro e Paolo e Nostra, dopo aver lungamente riflettuto, invocato più volte l'aiuto divino e ascoltato il parere di molti nostri fratelli nell'Episcopato, dichiariamo e definiamo santi i beati Giovanni XXIII e Giovanni Paolo II e li iscriviamo nell'albo dei santi e stabiliamo che in tutta la Chiesa essi siano devotamente onorati tra i santi".

I due Papi più amati del '900 sono diventati Santi. I Pontefici che più hanno beneficiato della pastorale mass mediatica hanno attirato a Roma circa 2500 giornalisti accreditati presso la Sala Stampa, più un innumerevole compagine di free lance ai quali Papa Francesco in queste ultime ore ha espresso un sincero ringraziamento.

La celebrazione durata quasi due ore e mezza ha visto un notevole sforzo delle forze dell'ordine e degli uomini del pronto soccorso che hanno prestato aiuto ai tanti che, durante la celebrazione, si sono sentiti mancare le forze. L'Ares 118 a cerimonia conclusa fa sapere che sono state 1672 le persone che a piazza San Pietro hanno avuto bisogno di un intervento medico, delle quali 130 sono state trasportate in ospedale.

Dopo lo scambio del segno della Pace, è iniziata la corsa per l'eucarestia. Erano circa 870 i sacerdoti con il compito di somministrare la comunione ai fedeli accorsi a San Pietro da ogni parte del mondo come testimoniano le centinaia di bandiere che sventolano sopra le nostre teste. Tante le bandiere, almeno quanti sono stati i Paesi toccati dai viaggi pastorali di Giovanni Paolo II che si è recato 129 volte fuori dall'Italia per abbracciare la sua gente.

La cerimonia è oramai giunta al termine e a Papa Francesco non resta che ringraziare chi ha reso materialmente possibile questa giornata: il Vicariato di Roma, il Sindaco Ignazio Marino, i tanti volontari e loro: i pellegrini venuti da ogni parte del mondo, ai quali regala un fuori programma: un giro lungo Via della Conciliazione, così che tutti possano tornare a casa e dire “L'ho visto”. Qualcuno azzarda e lancia una giacca sulla jeep e lui candidamente risponde “me la devo tenere?”.

Sfiniti si torna a casa e tra le vetture delle autorità che scivolano via, si intravede Navarro Valls, direttore della Sala Stampa della Santa Sede dal 1984 al 2006, al volante di una vecchia Volkswagen.

Oggi il suo Giovanni Paolo II è diventato Santo e domani Roma può tornare, finalmente, alla normalità.

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