Camorra, la scia dei morti carbonizzati
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Camorra, la scia dei morti carbonizzati
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Camorra, la scia dei morti carbonizzati

Sono stati trovati cinque cadaveri bruciati in meno di 20 giorni nella periferia Nord di Napoli. "I nuovi clan usano il fuoco come il clan Di Lauro nella faida con gli scissionisti di 10 anni fa". L'intervista al magistrato

Con quello di lunedì scorso sono cinque i cadaveri carbonizzati trovati nel napoletano in meno di un mese tra i comuni di Giugliano in Campania, Caivano, Grumo Nevano e Casandrino: tutti compresi nell'area nord di Napoli. Lo scorso 6 febbraio il primo ritrovamento, in via Ripuaria di Giugliano: il corpo devastato dalle fiamme fu trovato nel bagagliaio di una Renault Megane. Duplice omicidio e corpi dati alle fiamme anche lo scorso 17 febbraio a Caivano, popoloso comune dell'hinterland napoletano. Il 21 febbraio scorso la quarta vittima: un altro cadavere carbonizzato rinvenuto a Grumo Nevano, in un' auto data alle fiamme in una strada interpoderale. A fare la macabra scoperta una donna che stava facendo jogging. Il corpo, irriconoscibile, era nel bagagliaio di una Fiat Multipla. Fino all'ultimo, raccapricciante, ritrovamento di lunedì 3 marzo a Casandrino che per le modalità utilizzate rimanda a quelli precedenti accomunati, tutti, in un'unica scia di sangue.

Dottor Giovanni Corona, sostituto procuratore della Repubblica di Napoli Nord, la Camorra sta cambiando il proprio modo di agire, di punire i traditori e gli avversari?
“Possiamo dire che gli omicidi che si stanno verificando  in questo periodo ripetono il modus operandi della faida di Secondigliano  negli anni 2004 e 2005. Dieci anni fa il clan Di Lauro in lotta con gli scissionisti usavano il fuoco con tre scopi: in in primis quello di togliere la vita e qualsiasi traccia dal luogo del delitto, poi per rallentare l’identificazione del cadavere e quindi le indagini e infine per distruggere anche le attività imprenditoriali del clan avversario. In sostanza, il fuoco era utilizzato anche per far ‘capire’ agli avversari che su quel terreno o in quel determinato posto loro non potevano stare”  

Cosa ha scatenato questa nuova ondata di violenza?
“Verosimilmente la droga. I clan stanno cercando nuovi spazi, nuovi canali commerciali  per lo spaccio”

In base alle vostre indagini, la Camorra si sta “parcellizzando” ovvero stanno scomparendo i grandi clan oppure no?
“Non possiamo parlare di parcellizzazione della Camorra perché questa organizzazione criminale non ha una struttura verticistica come Cosa Nostra, ma possiamo semmai parlare di nuove alleanze tra i clan presenti nella zona nord di Napoli. Infatti tutti e cinque gli omicidi si sono verificati nell’area nord della città partenopea e tutti vicini, nell’arco di una decina di chilometri”.

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