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Supermarket Roma: Zaniolo e i big a rischio cessione

I problemi economici, la trattativa in bilico con Friedkin e un futuro da scrivere. I giovani sul mercato nel momento peggiore - CORONAVIRUS, QUANTO PERDE IL CALCIOMERCATO

La certezza è che Pallotta non farà mancare il suo sostegno alla Roma, sotto forma di versamenti nel capitale per rimettere in equilibrio una situazione economica in profondo rosso e sulla quale la pandemia ha avuto un effetto dirompente. Il numero da Boston ha lanciato messaggi precisi e il club, nonostante quanto scritto anche nei documenti ufficiali della relazione al 31 marzo scorso, non corre rischi di continuità aziendale: servirà un'iniezione forte di denaro, ma nessuno pensa allo smantellamento seppure in un momento di profonda sofferenza nei conti.

Da qui in poi, però, l'orizzonte si fa più confuso perché i prossimi mesi porteranno in dote alla Roma un passivo a tre cifre (possibile intorno ai 110 milioni di euro), potenziali nuovi guai con la Uefa per il rispetto del fair play finanziario e una sessione di mercato in difesa dei gioielli di casa. La strada più rapida per chiudere le falle sarebbe quella della cessione dei giocatori più forti, a partire da Zaniolo e Pellegrini. E del taglio ragionato degli esuberi e degli stipendi più pesanti. Ma così facendo diventerebbe complicato consegnare a Fonseca una rosa all'altezza di sostenere la corsa per la qualificazione alla Champions League, unica via che consente di aumentare in maniera sensibile i ricavi visto che la questione stadio resta avvolta nel buoi 3.000 giorni (e oltre) dopo l'avvio del dossier.

ZANIOLO IL PEZZO PREGIATO

Il pezzo pregiato del gruppo si chiama Nicolò Zaniolo. La sosta forzata per Coronavirus ha paradossalmente accorciato i tempi del recupero dopo il grave infortunio al ginocchio che lo avrebbe privato del finale di stagione e dell'Europeo se si fosse disputato nel 2020. Quanto vale oggi il centrocampista arrivato alla Roma nelle more dell'affare Nainggolan? Non meno di 50 milioni di euro e su di lui continuano a muoversi a fari spenti diversi club.

Non è un mistero che piaccia alla Juventus. E' segnato nel taccuino di Paratici da mesi anche se i bianconeri sono in questa fase impegnati nel duello con l'Inter per Tonali e Chiesa. E sempre i bianconeri hanno mostrato interesse per Lorenzo Pellegrini, classe 1996, l'altro pezzo da novanta di Trigoria. Clausola da 30 milioni di euro che viene considerata troppo alta in un mercato che sarà al ribasso e da qui l'idea di poter imbastire una trattativa che coinvolga anche qualche giocatore in uscita dalla Continassa con adeguata valutazione incrociata. Sarà uno dei leit motiv dell'estate 2020, non solo sull'asse Juventus-Roma.

IL PIANO B PER EVITARE LE SVENDITE

La Roma, però, vorrebbe evitare sacrifici dolorosi e l'unico modo è riuscire a dare una sforbiciata importante al monte stipendi. Un taglio di almeno il 20 per cento così da consentire risparmi strutturali cui aggiungere i proventi di alcune operazioni in uscita sul parco dei giocatori che non vengono considerati centrali per il progetto di Fonseca e del club.

Qualche nome? Cristante, ad esempio, oppure gli stranieri Kluivert e Under o i giovani Spinazzola e Riccardi. La variabile tempo incide, però, sulle strategie perché entro il 30 giugno i primi movimenti dovranno essere realizzati così da limitare in fretta il passivo di bilancio che rischia di pesare come un macigno sulla programmazione futura.

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